08 May, 2026 - 10:25

“Sarà molto complicato per Giorgia Meloni”, la profezia di Zanda sulle elezioni 2027: occasione storica per il centrosinistra?

“Sarà molto complicato per Giorgia Meloni”, la profezia di Zanda sulle elezioni 2027: occasione storica per il centrosinistra?

Le primarie non servono, se c'è un partito che ha il doppio dei voti dell'altro non c'è "contesa".

E' questa in sintesi l'analisi dell'ex senator del Pd, Luigi Zanda, che ieri sera, durante la trasmissione Otto e Mezzo su La7, è intervenuto nella polemica sulle primarie del centrosinistra e sulle reali possibilità della coalizione di vincere le Elezioni Politiche del 2027. 

Nessuno dei leader del campo largo vuole parlarne, eppure, volenti o nolenti il tema rappresenta un vulnus nel percorso di "unificazione" dell'alleanza. 

I sondaggi non lasciano più dubbi: un centrosinistra unito (compresa la componente centrista) avrebbe la vittoria alle Politiche del 2027 in pugno.

Eppure? Eppure, a un anno e mezzo dall'apertura delle urne e con un centrodestra che mostra evidenti difficoltà, i leader dei tre partiti principali (PD,M5S e AVS) ancora non si sono seduti intorno ad un tavolo per definire l'alleanza. 

Zanda è poi intervenuto anche sulla situazione del governo profetizzando un ultimo anno di legislatura "molto complicato" per Giorgia Meloni.

L'esponente del Pd sottolinea gli effetti del referendum sulla maggioranza che - secondo la sua analisi - soffre di "assenza del senso dello Stato".

Ecco cosa ha detto, ieri, l'ex senatore del Pd Luigi Zanda, sul Elly Schlein e Giorgia Meloni.

Zanda promuove Schlein e azzarda: "Il centrosinistra rischia di vincere le elezioni"

Luigi Zanda promuove la guida del partito di Elly Schlein a cui nelle ultime settimane viene contrapposta la figura della sindaca di Genova, Silvia Salis, come possibile leader della coalizione di centrosinistra. 

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Lasciamo perdere Silvia Salis, Schlein si è dimostrata vincente, è una persona tenace e ha fatto bene la campagna elettorale del referendum.

Per l'ex senatore del Pd, però, la segretaria ha anche commesso qualche errore lungo la strada, come ad esempio non assumere una posizione più ferma sulla politica estera rispetto a quella del Movimento 5 Stelle.

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Se dobbiamo dirla tutta, avrebbe dovuto frenare questa trasformazione del Pd in un movimento. Probabilmente le sarebbe convenuto anche affrontare il problema della politica estera con Conte due anni fa, non a ridosso delle elezioni.

Ha evidenziato Zanda, che ha anche azzardato una previsione sull'esito delle elezioni 2027:

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Penso che il centrosinistra rischi di vincere le elezioni nel 2027 perché il governo non mi sembra sia messo bene e non so se cambierà la legge elettorale. E' una sfida aperta.

La critica al governo: "Il buco nero è l'assenza del senso dello Stato"

Secondo Zanda, infine, l'ultimo anno di legislatura "sarà molto complicato per Giorgia Meloni" sia per gli strascichi lasciati dalla sconfitta al Referendum sulla Giustizia "che ha toccato lei e tutta la coalizione", sia perché per l'ex senatore "manca di senso dello Stato".

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Direi che il buco nero della maggioranza del centrodestra è l'assenza del senso dello Stato. 

Spiega Zanda che poi continua:

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Ad esempio sono rimasto molto colpito dalla questione della Biennale. La Biennale è un ente pubblico e se la sua politica interferisce con quella del governo, il presidente della Biennale in qualche modo deve accordarsi con il governo. Nel loro DNA manca senso dello Stato, manca capire cosa significa governare un Paese democratico complesso come sono tutti i paesi democratici oggi.

Primarie? Zanda: "Il Pd ha il doppio dei voti, non capisco dove sia la contesa"

Se un partito ha il doppio dei voti rispetto ad un altro allora le primarie per definire la leadership della coalizione non dovrebbero essere necessarie. E' il pensiero di Lugi Zanda, ex senatore del Pd di cui è stato anche fondatore.

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Oggi il primo partito della coalizione ha il doppio dei voti del secondo, non capisco dove sia la contesa,

ha spiegato Zanda, che ha chiarito:

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In democrazia vince chi ha più voti.

Il Partito Democratico, sotto la guida della segretaria Elly Schlein nei sondaggi oscilla tra il 22% e il 24%, mentre il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte, viaggia tra il 12% e il 14%.

Il Pd è senza dubbio il primo partito della coalizione e se valesse anche qui la regola che vige nel centrodestra, dove il partito che ha più voti esprime il candidato premier, allora quel posto spetterebbe alla segretaria dem.

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Fare le primarie per il segretario del partito può funzionare se si fanno tra gli iscritti, farle di coalizione credo sia la prima volta nel mondo; quelle di Prodi furono primarie di acclamazione.

Ha dichiarato l'esponente dem.

 

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