08 May, 2026 - 12:00

Perché dopo la morte di Zanardi si parla tanto di una frase che ha detto Massimo Giannini a DiMartedì

Perché dopo la morte di Zanardi si parla tanto di una frase che ha detto Massimo Giannini a DiMartedì

Poteva fare mille esempi, ha scelto di sicuro uno sconveniente. Massimo Giannini, giornalista di Repubblica e volto di La7, ha paragonato, nel corso dell'ultima puntata di DiMartedì, l'immobilità del governo Meloni a una persona "su una sedia a rotelle che sta lì senza far nulla per 20 anni", definendola una "vita inutile". 

Come da regola fissa che nel programma di Giovanni Floris scatta ogni trenta secondi, alle sue parole è partito un applauso.

Ma le sue parole hanno scatenato reazioni furibonde sui social e nel mondo della politica.

E dire che il programma era stato lanciato da un monologo di Luca e Paolo incentrato (anche) sulla figura di Alex Zanardi, icona dello sport paralimpico deceduto il primo maggio scorso all'età di 59 anni: 

virgolette
Ha insegnato a tutti noi a stare al mondo

hanno sostenuto i due comici raccontando anche un aneddoto personale che li lega a Zanardi. Ma qualche volta, a qualcuno il freno scappa comunque.

Perché le parole di Giannini sono diventate un caso dopo la morte di Zanardi

La frase incriminata di Giannini è questa:

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Se una persona passa gli ultimi 20 anni della sua esistenza immobile sulla sedia a rotelle senza fare nulla, è inutile aver vissuto così tanto. La stessa cosa vale per il governo

Queste parole, pronunciate pochi giorni dopo la morte di Zanardi, lo sportivo amputato delle gambe dopo un incidente e poi campione paralimpico e icona della resilienza contro la disabilità, hanno reso il paragone particolarmente stonato.

La ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli ha bollato le parole come "vergognose", accusando Giannini di "disprezzo e ignoranza" verso chi vive con dignità la vita in carrozzina.

Critiche sono arrivate anche da Gianfranco Paglia, ex militare in sedia a rotelle da 33 anni:

virgolette
Io vado avanti a testa alta, la mia non è una vita inutile

I giornali di destra, oggi, hanno messo il carico da novanta contro il giornalista di area progressista:

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Contro la Meloni ormai vale tutto (...) Che per attaccare il governo si arrivasse anche a tirare in ballo i disabili, però, non era mai successo

ha scritto, ad esempio, Libero.

Come si è giustificato Giannini dopo le polemiche

Ma, vistosi nell'occhio del ciclone, come si è difeso Giannini?

Il giornalista ha replicato con un lungo post su X, esprimendo "sorpresa e amarezza" per la "strumentalità" delle accuse.

Ha chiarito che il contesto era un accostamento tra "longevità e immobilità" fatto da Luca e Paolo in trasmissione, riferito alla qualità della vita in vecchiaia, non a un "giudizio di disvalore" sui disabili.

Su X, l'ha messa così:

virgolette
Apprendo con sorpresa e amarezza di una polemica che mi riguarda, a proposito di una mia frase pronunciata a diMartedi. Chiunque la riascolti può rendersi conto che, parlando dell’azione del governo rispetto alle emergenze del Paese, sono partito da un accostamento. L’accostamento fatto da Luca e Paolo tra “longevità” e “immobilità”. Il mio ragionamento sulla vecchiaia, e sulla qualità della vita di chi attraversa quella stagione, non presupponeva alcun giudizio di disvalore nei confronti delle persone, in qualunque condizione si trovino. Per capirlo, basta risentire le mie parole, senza l’autotune del pregiudizio politico e ideologico, che invece usano gli agit-prop del governo, col supporto dei soliti gazzettieri di complemento

Giannini, quindi, subito è passato al contrattacco:

virgolette
È penoso che la mia riflessione venga trasformata in un insulto ai disabili. O addirittura in un inno all’eugenetica. Una manipolazione così vergognosa qualifica solo chi ha voluto distorcere in quel modo le mie affermazioni

In ogni caso, questa è la settimana delle scuse: dopo Sigfrido Ranucci, anche Giannini è stato pronto a darle:

virgolette
Se in ogni caso qualcuno si è sentito offeso, me ne scuso. Ma vorrei che fosse chiara la strumentalità di certe accuse. Conosco la vera disabilità, anche per ragioni familiari. E il peso che ne porto, sul cuore e sulla coscienza, non mi consentirebbe mai di mancare di rispetto a chi la vive ogni giorno, con dolore e con amore”
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