Grandi affari per un grande cast. Quello de "Il diavolo veste Prada 2", tutto al femminile, ha raggiunto cifre esorbitanti. Diverse fonti hanno rivelato a "Variety" quanto le tre star principali sui tacchi a spillo (Meryl Streep, Anne Hathaway ed Emily Blunt) avrebbero guadagnato per tornare a recitare nel sequel che, a due settimane dall'uscita, potremmo definire un successo al botteghino, dal momento che non arresta la sua corsa e macina continuamente incassi.
Cifre milionarie da far girar la testa partono dall'attrice 76enne che avrebbe negoziato affinché lei e le sue colleghe venissero messe tutte sullo stesso piano, con un compenso iniziale di "base", per poi dare a ognuna di loro la facoltà di guadagnare ancora di più grazie a dei bonus che dipendono dagli incassi del film. Insomma, una pellicola che, in gran parte, ha dovuto investire proprio sul cast ma, a giudicare dalla performance, ne sta valendo la pena.

Streep ritorna a interpretare la temibile direttrice di Runway, Miranda Priestly, ed è immediatamente riconosciuta come l'elemento fondamentale per il film sia dalla casa di distribuzione, la 20th Century Studios, sia dai produttori.
È proprio per questo che ha ottenuto ben 12,5 milioni di dollari per recitare nel sequel.
E se sullo schermo l'attrice premio Oscar tratta come sue subordinate Hathaway e Blunt, oltre schermo è molto più affettuosa e vicina che mai alle sue colleghe e, infatti, durante le trattative avrebbe espresso lei di voler vedere lo stesso trattamento rivolto alle interpreti di Andrea Sachs ed Emily Charlton.
Dopotutto, nonostante le differenze di tempi sullo schermo o il ruolo, sono state proprio loro, tutte e tre, a rendere indimenticabile il primo film.
Poi è stato pattuito anche un altro vantaggio. Oltre ai loro "stipendi" a otto cifre, le tre attrici avrebbero ricevuto dei bonus direttamente proporzionali al successo al botteghino e, ora, considerando la situazione, potrebbero essere arrivate tutte e tre alle stelle, poiché secondo alcune fonti, i vari incentivi hanno già iniziato a dare i loro frutti e arriveranno man mano che il film continuerà a superare gli incassi previsti.
Ed è stata lungimirante Meryl Streep, che è sempre stata la prima a ritenersi molto aperta all'idea di un sequel, come ha rivelato la sceneggiatrice di tutti e due i film, Aline Brosh McKenna.
Secondo quanto ha appreso "Variety", non è stato questo il più alto compenso guadagnato da Streep in carriera.
Molti si stupiranno allo scoprire che il record sarebbe quello della tragicommedia (catastrofica), uscita nel 2021, "Don't Look Up", diretta da Adam McKay, in cui l'attrice faceva la parte del presidente Usa, secondo un'altra fonte.
Netflix remunera gli artisti in modo diverso rispetto agli studi tradizionali: calcola quanto i loro film avrebbero guadagnato al cinema e aggiunge un "compenso a posteriori" per sostituire i bonus al botteghino.
L'originale uscì nel 2006 e incassò circa 35 milioni di dollari nel weekend d'apertura. Si era arrivati a 326 milioni di dollari in tutto il mondo. Il sequel ha avuto un budget di 100 milioni di dollari, che Frankel ha dichiarato essere stato speso in gran parte per il cast.
Siamo arrivati al secondo fine settimana di programmazione nelle sale cinematografiche per "Il diavolo veste Prada 2" e le previsioni parlano di 42 milioni di dollari nel secondo weekend. Ciò significa che siamo a un totale globale oltre i 300 milioni di dollari.
I rappresentanti della 20th Century Studios, della CAA (l'agenzia che rappresenta tutte e tre le attrici) e di Streep non hanno rilasciato commenti sulla questione. Anche i rappresentanti di Hathaway e Blunt non hanno risposto alle richieste di commento sui loro compensi.
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