18 May, 2026 - 11:40

Il partito di Alessandro Di Battista è pronto: cosa vuole, con chi si allea, da chi è formato (e chi vorrebbe come super candidata)

Il partito di Alessandro Di Battista è pronto: cosa vuole, con chi si allea, da chi è formato (e chi vorrebbe come super candidata)

Avviso ai naviganti: è in arrivo il partito di Alessandro Di Battista.

La sua associazione, "Schierarsi", è pronta a presentarsi ai nastri di partenza delle prossime elezioni politiche. 

Certo: per ora, non ci sono conferme ufficiali. Ma nemmeno smentite. Tutt'altro: l'ex ministra Barbara Lezzi, una dibattistiana doc, ha fatto intendere tutt'altro.

"Dibba", il "Che Guevara di Roma Nord", come hanno preso a chiamarlo i suoi detrattori, o semplicemente "Ale", come da vezzeggiativo di chi lo adora, scalda i motori.

Poco importa se, alle urne, rischia di diventare per il Movimento Cinque Stelle di Giuseppe Conte quello che Vannacci è per la Lega di Matteo Salvini: un "sanguivoto".

Lui, tra un'ospitata lasettiana e l'altra, si sta dando da fare: ha già acceso i motori.

Il partito di Di Battista pronto a scendere in campo: ecco come

Iniziamo dal principio: il partito di Alessandro Di Battista si chiamerà come l'associazione, "Schierarsi". Ma "Schierarsi" come si schiera nel panorama politico italiano?

Il sogno dibattistiano è quello di correre da soli, da battitori liberi. Come il vecchio, caro Movimento Cinque Stelle che si dichiarava terzo rispetto alle due principali coalizioni:

virgolette
Non siamo né di destra né di sinistra

Ve lo ricordate questo ritornello?

D'altronde, un'altra big come l'ex sindaca di Roma Virginia Raggi è vicina a Di Battista proprio perché non ha mai digerito l'evoluzione del Movimento da quando è guidato da Giuseppe Conte.

L'ex premier ha normalizzato il "sogno" di Grillo e Casaleggio, gli ha fatto piantare le tende nel centrosinistra. Ha fatto approvare uno statuto a sua immagine e somiglianza. L'ha reso un partito personale, in ultima analisi: suo e basta. Difficilmente scalabile.

Ora, certo: guai a dirgli che l'ha collocato a sinistra. Risponde sempre che si è collocato nel campo "progressista", per quel che vuol dire.

Ma tant'é: né Raggi né Di Battista hanno l'anello al naso.

Loro se lo ricordano il Movimento delle origini: quello che uno valeva uno (certo, a parte Grillo), quello che non voleva alcuna etichetta politica, quello che non voleva alleanze, quello che ragionava con il mantra "noi contro il resto del mondo", noi che "apriamo il parlamento come una scatoletta di tonno".

Di Battista, che è uscito dal Movimento Cinque Stelle nel 2021 in polemica con la scelta di Conte (e Grillo) di entrare nel governo Draghi, vuole, in tal senso, tornare alle origini,   

Da chi è formato il partito di Alessandro Di Battista

Ma finora, da chi è formato il partito di Alessandro Di Battista?

Il cuore di "Schierarsi" batte con una pattuglia di fuoriusciti dal Movimento Cinque Stelle. 

Di Barbara Lezzi e Virginia Raggi, anche se quest'ultima formalmente è ancora con Conte, già abbiamo detto. 

Ma un altro nome molto conosciuto che potrebbe entrare in "Schierarsi" è l'ex sindaca di Torino Chiara Appendino che ad allearsi stabilmente con il Pd come vuole Conte proprio non ci sta.

Poi c'è un gruppo di ex parlamentari pentastellati che Conte per un motivo o per l'altro è stato ben felice di allontanare: è capitanato dall'ex senatrice Elena Fattori.

Ma, accanto a Di Battista, ci sono anche Danilo Puliani e Luca Di Giuseppe, il numero due dell'associazione "Schierarsi" fin dalle sue origini, nel 2023.

Il nome su cui Di Battista punta per sbancare alle elezioni

Sta di fatto che se "Schierarsi" vorrà essere conseguenziale alla sua linea politica e correre da sola alle prossime elezioni politiche, per eleggere qualche suo rappresentante in parlamento dovrà raggiungere, se rimane questa legge elettorale, almeno il 3% a livello nazionale.

Di Battista, quindi, avrebbe bisogno di un nome di punta capace di far raggiungere quest'obiettivo. Un nome fortemente mediatico.

E quale migliore soluzione di Francesca Albanese?

La relatrice Onu è corteggiatissima da Alleanza Verdi e Sinistra che vede in lei la nuova Ilaria Salis e dallo stesso Movimento Cinque Stelle. Ma ha già presenziato a varie iniziative di "Schierarsi".

Il programma di Schierarsi

Ma qual è il programma di "Schierarsi"?

In cima all'agenda politica dell'associazione di Di Battista che si appresta a diventare partito c'è un classico del mondo grillino delle origini: la cancellazione del finanziamento pubblico ai giornali. 

Dallo scorso 27 aprile, i dibattistiani sono a caccia di 500 mila firme. Per ora, non sono arrivati nemmeno a 150 mila.

Ma tant'è: il gazebo è il loro fortino.

A Roma, anche ora che il sindaco Gualtieri ha posato la prima pietra del termovalorizzatore a Santa Palomba, la posizione è "No all'inceneritore".

E per lo stadio della Roma a Pietralata c'è la stessa avversità. Tanto che si racconta che quando il progetto ha incontrato l'ostacolo di un "bosco" da eliminare, all'indomani della certificazione istituzionale che in quell'area non c'era alcun bosco da eliminare ma solo sterpaglie e degrado, i dibattistiani si siano presentati con degli alberi da piantare così da poter dire: "Ora il bosco c'è!".

Ma chissà, questa, forse, è solo una leggenda che un giorno servirà a raccontare il mito delle origini di "Schierarsi": avviso ai naviganti. 

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