26 May, 2026 - 17:57

Serie A: Debacle per Juventus e Milan, Como e Roma in Champions, Lecce salvezza in extremis

In collaborazione con
Christian Mocerino
Serie A: Debacle per Juventus e Milan, Como e Roma in Champions, Lecce salvezza in extremis

A 90 minuti dalla fine della stagione c’erano ancora tanti verdetti da assegnare, tra chi lottava per un posto in Champions League e chi, invece, battagliava per rimanere in Serie A. Sapevamo che questa giornata avrebbe potuto regalare clamorosi capovolgimenti, ma in quest’ultimo turno di campionato si sono verificati risultati che difficilmente si sarebbero potuti prevedere.

Dal tracollo del Milan costato la panchina ad Allegri, alla storica qualificazione del Como in Champions League, fino alla salvezza conquistata dal Lecce all’ultimo respiro: ecco tutto quello che è successo nell’ultima notte di Serie A.

Clamoroso a San Siro

Prima dell’inizio degli ultimi 90 minuti, il Milan si trovava nella posizione migliore: ai rossoneri bastava vincere, senza preoccuparsi dei risultati provenienti dagli altri campi, e contro un Cagliari già salvo c’erano tutte le premesse per una notte tranquilla. La serata, però, non poteva iniziare nei migliori dei modi. Dopo appena 1 minuto, la squadra capitanata da Allegri passa subito in vantaggio grazie al gol di Saelemaekers.

Questo gol faceva presagire una notte che avrebbe riportato il Milan in Champions League, dopo l’ultima partecipazione nella stagione 2022/2023. Ma dopo questo vantaggio iniziale la squadra rossonera sparisce dal campo, con il Cagliari che inizia a entrare in partita, sfiorando prima il pareggio e poi trovandolo con Borrelli su calcio d’angolo. Andando avanti con la partita, ci si aspetta la reazione del Milan, che però non arriva. Anzi, sono i sardi a risultare più pericolosi in contropiede. Al minuto 57 succede l’impensabile: il Cagliari trova il gol del 2-1 al termine di una situazione da palla inattiva.

Sugli sviluppi di un calcio piazzato, il pallone viene scodellato in area e respinto non perfettamente dalla difesa rossonera. La palla resta vagante nei pressi dell’area piccola e Rodríguez è il più rapido ad avventarsi, trovando la conclusione ravvicinata che batte Maignan e porta i sardi in vantaggio. A questo punto Allegri prova il tutto per tutto, schierando Leão, Füllkrug e Modrić, ancora non al 100% e con la maschera di protezione dopo la frattura allo zigomo. Sentendo anche i risultati dagli altri campi, ai ragazzi di Allegri serve almeno il pareggio, ma in realtà è la vittoria l’unico risultato utile per la certezza della Champions.

Proprio per questo il Milan si espone ai contropiedi avversari e Maignan, almeno in un paio di situazioni, salva la squadra dall’1-3. La partita si chiude con un Milan incapace di impensierire il Cagliari nel finale, tra i fischi e la contestazione del pubblico, che vede sfumare la qualificazione in Champions League.

Derby ad alta tensione

Prima del derby tra Torino e Juventus lo stadio è stato teatro di violenti scontri tra tifoserie e forze dell’ordine. Negli incidenti un tifoso bianconero è rimasto gravemente ferito ed è stato trasportato in ospedale in codice rosso. La situazione di caos ha portato a un forte clima di tensione, con gli ultras che hanno protestato chiedendo di non disputare la partita. L’inizio del match è stato quindi ritardato di circa un’ora per motivi di ordine pubblico, con le squadre poi scese in campo in un’atmosfera surreale.

La partita si è giocata con i tifosi della Juventus usciti per protesta e anche una parte di quelli del Torino per solidarietà. Per quanto riguarda il campo, la Juventus sblocca il derby al 24’ con Vlahović, forse alla sua ultima partita con la maglia bianconera. Dopo il primo tempo e con la consapevolezza che la qualificazione in Champions fosse sfumata, i bianconeri prima raddoppiano ancora con Vlahović, ma poi, con la testa forse già altrove, si fanno rimontare nel finale: prima Casadei accorcia le distanze e poi, all’84’, Che Adams sigla il 2-2 definitivo.

Festa Roma

La squadra allenata da Gasperini si trovava nella stessa situazione del Milan: bastava una vittoria per essere certa della qualificazione in Champions League. Discorso diverso per il Verona, già matematicamente condannato alla Serie B. La squadra giallorossa parte forte, dominando la partita e arrivando anche a tratti all’80% di possesso palla, ma senza riuscire a trovare la via del gol.

Anzi, l’occasione più pericolosa è del Verona con Bowie, che si presenta davanti a Svilar, ma l’estremo difensore della Roma riesce a sventare la conclusione. La situazione cambia nel secondo tempo quando Valentini, dopo aver già ricevuto un’ammonizione nel primo, commette un fallo su Dybala al limite dell’area, rimediando il secondo cartellino giallo e lasciando i suoi in dieci uomini. Da questo momento la Roma continua a cercare con sempre maggiore insistenza la via del gol. Il punto di svolta arriva al 53’. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo c’è un tocco di mano in area di Bowie, non ravvisato inizialmente dall’arbitro Sozza, che viene richiamato al VAR.

Dopo la revisione viene assegnato il calcio di rigore alla Roma. Sul dischetto si presenta Donyell Malen, che però si fa parare il tiro: Montipò riesce a ipnotizzarlo, ma sulla respinta il più lesto di tutti è Dybala. L’argentino rimette in mezzo e l’olandese non deve far altro che spingere il pallone in rete a porta vuota per il gol del vantaggio giallorosso. Per l’attaccante della Roma si tratta del 14° centro stagionale, che lo porta al secondo posto nella classifica marcatori insieme a Douvikas: un dato sorprendente se si pensa al suo arrivo nel mercato di gennaio. A suggellare la qualificazione non poteva mancare il “Faraone”, Stephan El Shaarawy.

Nel più romantico degli addii, all’ultima partita con la Roma, entra dalla panchina e al 93’ segna il gol della qualificazione in Champions League, chiudendo la sua avventura giallorossa con 348 presenze e 66 gol.

Como si dice Champions, Lecce salvo

Questo è lo slogan sulla maglietta della squadra lombarda, che era già sicura di un piazzamento in Europa, ma questa notte è destinata a rimanere nella storia. Si giocavano in contemporanea Cremonese–Como e Lecce–Genoa: i salentini avevano bisogno di una vittoria per essere certi della permanenza in Serie A, mentre per la squadra di Giampaolo serviva una vittoria e la contemporanea mancata vittoria del Lecce. Per il Como, invece, serviva una combinazione di incastri: una vittoria e almeno due o tre squadre sopra in classifica che non vincessero, tra cui la sconfitta del Milan.

La serata si apre dopo pochi minuti con Banda che, al 5’, sblocca il punteggio in favore dei salentini. Per la Cremonese arriva una doccia gelata, mentre il Como, spinto anche dalle notizie dagli altri campi, cresce nella convinzione e trova il gol del vantaggio con Jesé Rodríguez. A questo punto il Como spinge ancora di più alla ricerca del 2-0, che arriva a inizio ripresa con Douvikas: 14 gol in campionato, diventando il miglior marcatore della squadra lombarda e secondo nella classifica capocannonieri insieme a Malen.

La Cremonese però non ci sta e accorcia le distanze con il rigore trasformato da Bonazzoli. È però solo un fuoco di paglia: la squadra di Giampaolo capisce che non è serata, anche alla luce della vittoria del Lecce, e lascia sempre più spazi alle ripartenze del Como, che approfitta della situazione e dilaga con la doppietta di Da Cunha, firmando il 4-1 finale. Gli ultimi minuti sono di sofferenza, con tutti i giocatori e i tifosi con il telefono in mano a sperare nel mancato pareggio del Milan. Alla fine, gli uomini di Fabregas possono esplodere di gioia.

Il Como mostra forse il calcio più propositivo della Serie A e, alla seconda stagione, centra una storica qualificazione in Champions League, mentre il Lecce mantiene il vantaggio fino alla fine e conquista la salvezza, condannando la Cremonese alla Serie B. Si chiude così la stagione 2025/2026 di Serie A: un’ultima giornata densa di colpi di scena e ribaltoni clamorosi.

Il crollo di due grandi del calcio italiano, la cavalcata della Roma, la storica qualificazione del Como in Champions League e la sofferta salvezza del Lecce, senza dimenticare lo scudetto conquistato con diverse giornate d’anticipo dall’Inter e la forza mostrata lungo tutta la stagione. In chiusura, anche l’addio di Antonio Conte al Napoli. Insomma, si può dire che in questa ultima giornata di Serie A non ci si sia davvero annoiati.

A cura di Christian Mocerino

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