Il dominio europeo del calcio inglese non è certo una sorpresa. Investimenti, stadi da sogno e una programmazione sempre puntuale: i club di Premier League hanno aumentato il loro valore anno dopo anno, arrivando a un livello difficile da eguagliare. Una crescita costante testimoniata anche dai numeri: dal 2020 al 2025 i club inglesi hanno portato a casa due Champions League (Chelsea e Manchester City), un'Europa League (Tottenham) e due Conference League (West Ham e Chelsea). Quest'anno, però, la Premier League ha voluto esagerare, conquistando l'Europa League con l'Aston Villa e la Conference con il Crystal Palace.
E se consideriamo che l'Arsenal si giocherà la finale di Champions League a Budapest, i club d'oltremanica potrebbero fare bottino pieno. Tre su tre, un en plein capace di riscrivere la storia e dare ancora più visibilità al lavoro fatto in Inghilterra. Ma dietro al successo del calcio britannico c'è un impegno costante da parte di club e federazione, sempre a braccetto per il bene dell'intero movimento, lo stesso che è mancato e manca in Italia da ormai troppi anni.
Prima dell’arrivo della Conference League, il calcio europeo aveva già avuto tre competizioni UEFA con la Coppa delle Coppe, torneo scomparso nel 1999. L’unico campionato capace di conquistare tutte e tre le coppe europee nello stesso anno resta ancora oggi la Serie A. Successe nella stagione 1989/1990, quando il Milan trionfò in Coppa dei Campioni, la Sampdoria conquistò la Coppa delle Coppe e la Juventus sollevò la Coppa UEFA.
Un risultato storico che nessun altro campionato europeo è più riuscito a ripetere, aspettando la finale di Champions League di sabato. Negli anni diverse squadre hanno sfiorato l'impresa e ora c'è la possibilità di riscrivere nuovamente la storia. Tutto dipenderà dall’Arsenal: in caso di vittoria contro il PSG in finale di Champions League, il calcio inglese completerebbe uno storico triplete, raggiungendo la Serie A a quasi quarant'anni di distanza.
I risultati degli ultimi anni hanno permesso ai club inglesi di monopolizzare le competizioni europee. Nella prossima stagione la Premier League vanterà nove club tra Champions, Europa League e Conference League, con diverse sorprese a rappresentare il calcio d'oltremanica.
Tra le osservate speciali spiccano senza dubbio Bournemouth e Sunderland, entrambe protagoniste in Europa League contro ogni pronostico. Per le Cherries sarà la prima partecipazione della storia, mentre i Black Cats mancano in Europa addirittura dalla stagione 1973/1974. Insomma, nonostante l'assenza di alcune escluse eccellenti come Chelsea e Newcastle, la Premier League è riuscita a farsi riconoscere in positivo per l'ennesima volta.
La Serie A riuscì a dominare l'Europa nella stagione 1989/1990, quando il nostro calcio era lontano anni luce da quello di oggi. Il campionato italiano era popolato da campioni in grado di ribaltare le sorti delle partite con le loro giocate e i loro colpi di genio. Il Milan di Arrigo Sacchi conquistò la Coppa dei Campioni battendo 1-0 il Benfica nella finale di Vienna grazie al gol decisivo di Frank Rijkaard. I rossoneri portarono a termine un percorso difficile, eliminando anche Real Madrid e Bayern Monaco.
La Sampdoria di Vujadin Boskov vinse invece la Coppa delle Coppe superando 2-0 l’Anderlecht dopo i tempi supplementari, trascinata dalla doppietta di Gianluca Vialli. I blucerchiati si riscattarono così dopo la finale persa l’anno precedente contro il Barcellona. Anche la Coppa Uefa finì in Italia, con la Juventus che ebbe la meglio sulla Fiorentina in una finale tutta italiana. Fu l’apice di un calcio che allora dettava legge in Europa e che oggi, tra ricordi e nostalgia, sembra appartenere a un’epoca davvero troppo lontana.
Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.
I campi obbligatori sono contrassegnati con *