Al Madison Square Garden si respirava l’aria delle grandi occasioni. Per questa Gara 3 c’è stata addirittura una prima volta nella storia Nba. Il Presidente degli Stati Uniti D’America Donald Trump ha assistito dal vivo a una partita delle Finals. Nessun presidente Americano era stato mai presente per una finale Nba.
Per San Antonio era dentro o fuori . Gli Spurs si presentavano spalle al muro : una sconfitta li avrebbe fatti precipitare sotto 3-0 nella serie, un divario che nessuna squadra è mai riuscita a rimontare nella storia delle Finals. Come se non bastasse, di fronte c'erano dei Knicks reduci da 13 vittorie consecutive nei playoff.
Alla fine ci sono riusciti trascinati da una sontuosa prestazione di Wembanyama , il francese autore 32 punti, 8 rimbalzi e 6 assist. Ma non solo. il successo degli uomini di Mitch Johnson non è stato soltanto il frutto dell'ennesima prestazione da fenomeno del francese. Dietro la vittoria che ha riaperto le Finals si nascondono diverse chiavi tattiche e statistiche che hanno fatto la differenza. Vediamo quali sono state le chiavi del pesantissimo successo di San Antonio.
Wembanyama parte forte, Knicks tesi
Victor Wembanyama era chiamato a una reazione dopo il traumatico finale di Gara 2, chiuso con la palla persa decisiva e il fallo che aveva aperto la strada alla vittoria dei Knicks, oltre al buzzer beater finale respinto dal ferro.
Il francese Preso di mira dal pubblico del Madison Square Garden fin dalla presentazione delle squadre, ha risposto nel modo migliore possibile, partendo subito con grande aggressività. Oltre ai 9 punti realizzati nel primo quarto, il lungo degli Spurs ha fatto sentire la propria presenza anche in difesa, proteggendo il ferro e condizionando numerosi possessi offensivi di New York.
Accanto a lui parte forte anche Stephon Castle, autore di 7 punti e 3 assist nei primi 12 minuti. I Knicks invece faticano a entrare in ritmo, commettendo 4 palle perse nel primo quarto e tirando con percentuali alte per San Antonio (circa 60%). A salvarli è Josh Hart, che dopo le difficoltà delle prime due gare segna 8 punti e due triple, risultando il miglior marcatore dei Knicks nel periodo. San Antonio chiude avanti 33-22. ha chiuso il primo quarto.
Wembanyama contro Brunson
Il tasso agonistico si alza notevolmente a circa 5 minuti dalla fine del primo quarto: Jalen Brunson e Victor Wembanyama hanno iniziato a lottare per la posizione lontano dalla palla. Il playmaker dei Knicks ha trattenuto per un istante la maglia del francese nel tentativo di liberarsi da un blocco, ma la reazione di Wembanyama è stata immediata e decisamente più evidente.
Con un movimento del braccio sinistro, il lungo degli Spurs ha spinto Brunson nella parte alta della schiena e del collo, facendolo finire a terra davanti agli occhi degli arbitri. Nessun fischio è arrivato dalla terna arbitrale, scatenando immediatamente le proteste del pubblico del Madison Square Garden e della panchina di New York.
Brunson si è rialzato immediatamente e ha avuto un breve faccia a faccia con Wembanyama, in uno dei momenti che hanno contribuito ad accendere ulteriormente una partita già carica di tensione. L'episodio ha alimentato le polemiche nel post-partita, tanto che la stessa NBA ha successivamente ammesso che un fallo avrebbe dovuto essere assegnato al francese, pur decidendo di non trasformare l'azione in un Flagrant Foul.
Reazione New York
Come già accaduto nelle prime due gare della serie, ogni volta che San Antonio ha provato a prendere il controllo del match, anche con vantaggi in doppia cifra, i Knicks hanno sempre trovato una reazione.
Nel secondo quarto New York alza nettamente il ritmo, aumentando i giri del motore su entrambi i lati del campo. In particolare cresce in maniera evidente la produzione dall’arco: i Knicks passano dal 2/8 da tre del primo quarto a un 6/9 nella seconda frazione, cambiando completamente il volto della propria fase offensiva. Anche a rimbalzo la differenza è netta, con un parziale 8-2 a favore dei padroni di casa che testimonia il maggiore impatto fisico ed energetico.
A guidare la rimonta c’è un grandioso OG Anunoby, che chiude il primo tempo a quota 17 punti, mentre Jalen Brunson prende in mano la squadra nel finale di quarto, realizzando due triple pesantissime che riportano i Knicks in vantaggio.
Dall’altra parte, Victor Wembanyama, dopo il grande impatto del primo quarto, viene maggiormente limitato nella seconda frazione, chiusa con 6 punti. Anche Stephon Castle continua comunque a essere il più produttivo tra gli Spurs, arrivando a 18 punti all’intervallo.
Il primo tempo si chiude così con i Knicks avanti 64-57, grazie a un parziale finale di 8-0 e a un secondo quarto da 42-24 che ribalta completamente l’inerzia della gara.
San Antonio non ci sta
Il terzo quarto si apre con 6 pesanti punti di Julian Champagnie, che permettono agli Spurs di restare agganciati alla partita dopo la rimonta subita nel secondo periodo.
New York continua però a commettere qualche errore di troppo nella gestione del pallone. Le palle perse diventano infatti uno dei temi centrali della gara: i Knicks chiuderanno con 13 turnover, trasformati dagli Spurs in 21 punti. Un dato che consente alla squadra di Mitch Johnson di rimanere costantemente a contatto.
L'episodio che cambia il finale di quarto arriva a 4:29 dalla sirena. Jalen Brunson, fino a quel momento autore di 20 punti e principale punto di riferimento offensivo dei Knicks, commette il suo quarto fallo personale. Mike Brown è così costretto a richiamarlo in panchina, privando New York del proprio leader e costringendolo a rimanere seduto fino all’inizio dell’ultimo quarto.
San Antonio prova ad approfittarne immediatamente. Se da una parte De'Aaron Fox attraversa una serata non all’altezza , dall'altra emerge ancora una volta Dylan Harper. Il rookie, che continua a giocare con una maturità sorprendente per un essere al suo primo anno, realizza canestri pesanti e contribuisce ai suoi 13 punti finali, mantenendo vivo l'attacco degli Spurs.
Senza Brunson in campo, l'offensiva dei Knicks perde fluidità e continuità. Il risultato è un nuovo cambio di inerzia: gli Spurs riprendono la gara e chiudono il terzo quarto avanti 92-89.
Brunson non basta
l'ultimo quarto si apre con un attacco dei Knicks che fatica a trovare continuità. A tenere in piedi New York sono soprattutto Jalen Brunson e OG Anunoby, autore di 28 punti, mentre Mikal Bridges, condizionato dai problemi di falli, e Karl-Anthony Towns disputano una serata ben al di sotto dei propri standard offensivi.
Dall'altra parte Victor Wembanyama sale in cattedra. Il francese realizza 10 dei suoi 32 punti nell'ultima frazione e si prende sulle spalle l'attacco degli Spurs. Il potenziale momento di svolta della partita arriva con una tripla da distanza siderale, segnata dall’alieno francese, inizialmente accompagnata anche dal fallo di Mitchell Robinson. Il challenge chiamato da Mike Brown modifica però la decisione arbitrale, evitando ai Knicks di sprofondare sul possibile -11, e in un attimo si arriva al -5.
Nel finale New York si aggrappa ancora a Brunson, autore di 12 dei suoi 32 punti nel quarto periodo e torna fino al -3. A spegnere la rimonta ci pensa però De'Aaron Fox che, nonostante una serata complicata, dimostra ancora una volta perché è stato il primo vincitore del Clutch Player of the Year nella stagione 2022-23, trovando il canestro del +5 a 33 secondi dalla sirena. L'ultimo tentativo dei Knicks passa per una tripla irreale di Anunoby che vale il -2, ma Stephon Castle non trema dalla lunetta e chiude i conti sul 115-111.
San Antonio conquista così una vittoria di carattere, infliggendo ai Knicks la seconda sconfitta casalinga di questi playoff e interrompendo una striscia di 13 vittorie consecutive nella postseason. Una vittoria che riapre la serie sul 2-1 e lascia aperto ogni scenario in vista di Gara 4.
A cura di Christian Mocerino
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