Commenti sessisti, frasi a sfondo sessuale, con approcci fisici indesiderati durante le ore lavorative. Un comportamento che aveva portato al licenziamento di un cuoco impiegato in due ristoranti a Pistoia e Camaiore, in provincia di Lucca, dopo la denuncia delle due vittime al titolare delle attività.
La legittimità del provvedimento è stata confermata dal Tribunale di Pistoia, come riporta Il Tirreno. Secondo la tesi sostenuta dal lavoratore, si trattava semplicemente di "battute infelici" e "scherzi tra colleghi".
Le due dipendenti dei ristoranti, madre e figlia, sentendosi a disagio, intimidite e in apprensione da quanto accadeva in cucina, si erano rivolte al loro datore di lavoro, comunicando di non voler più condividere il turno con il collega. Rimostranze che il titolare aveva considerato fondate, decidendo di licenziare lo chef, dopo che i precedenti avvertimenti erano caduti nel vuoto.
La decisione è stata ritenuta legittima dal giudice. Non si trattava di battute goliardiche o momenti di "leggerezza", ma una serie di molestie sessuali consumate sul luogo di lavoro.
Nella sentenza, come spiega Il Tirreno, viene evidenziato come queste condotte indesiderate a connotazione sessuale, espresse sia verbalmente che fisicamente, fossero tali da ledere la dignità della persona e da creare un clima lavorativo definito "ostile, degradante e offensivo".
La tesi del cuoco licenziato, secondo la quale fossero solo scherzi tra colleghi, è stata respinta, in quanto le parole e i gesti dell’uomo sono stati percepiti dalle due lavoratrici come fonte di mortificazione e profondo disagio. Tanto da spingerle a rifiutare il rientro al lavoro nel caso in cui il collega fosse rimasto in servizio.
Secondo quanto emerso durante il procedimento, l’uomo si sarebbe rivolto alle due colleghe con diversi riferimenti a sfondo sessuale. Tra gli episodi contestati ci sono frasi come: "Ti fanno proprio un bel culo quei pantaloni". Oppure "un po’ di seno te lo potevano lasciare anche a te" e "quando è che si fa sesso?"
Non solo. Le testimonianze raccolte hanno riferito anche di contatti e approcci fisici indesiderati, come afferrare una collega per i fianchi e, in un’altra occasione, l'avrebbe baciata sul collo alle spalle, provocando la reazione della donna, che gli aveva subito intimato di smettere.
Nella sentenza i giudici hanno affrontato anche il tema del risarcimento. Nel settembre 2022 la società era stata multata per la mancata tenuta del registro degli allergeni nel ristorante di Camaiore da parte dei carabinieri del Nas. Questa irregolarità era costata all'azienda una sanzione amministrativa di 2 mila euro, ma l'aveva anche messa a rischio di conseguenze peggiori nel caso qualche cliente si fosse sentito male.
La cifra, ha stabilito il Tribunale, dovrà essere restituita dal lavoratore. A quest'ultimo il giudice ha riconosciuto il diritto a percepire il trattamento di fine rapporto, pari a 3.539 euro.
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