Scegliere il percorso di studi universitari non è semplice e spesso il dubbio più grande riguarda il futuro lavorativo. Oltre alle proprie passioni, oggi molti studenti valutano anche quali facoltà offrano maggiori possibilità di trovare occupazione in tempi rapidi e con buone possibilità di crescita.
Secondo alcune analisi recenti, nei prossimi anni aumenterà la richiesta di laureati in alcuni settori specifici. Le aziende, infatti, stanno cercando dei professionisti con competenze tecniche, digitali e specialistiche, spesso difficili da reperire.
Il mercato del lavoro italiano continuerà a evolversi, infatti le stime indicano che gran parte delle nuove assunzioni riguarderà proprio i profili con una formazione universitaria. Per questo motivo, informarsi sugli sbocchi lavorativi può essere utile per fare una scelta più consapevole.
Tra gli ambiti che offrono le migliori opportunità ci sono le discipline STEM: cioè Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica. Questi corsi di laurea continuano a registrare alti tassi di occupazione grazie alla crescente digitalizzazione e alla necessità di figure sempre più specializzate.
Il settore Informatico e delle tecnologie ICT è tra quelli con la maggiore richiesta di personale. Le aziende cercano esperti di cybersecurity, sviluppo software, cloud computing, data science e intelligenza artificiale, competenze che oggi sono considerate strategiche per affrontare le trasformazioni digitali.
Buone prospettive arrivano anche dall’ingegneria, in particolar modo quella industriale, dell’informazione e civile: gli investimenti nelle infrastrutture, nell’automazione e nella transizione energetica stanno creando nuove opportunità professionali per i laureati di queste aree.
Secondo i dati disponibili, i corsi di laurea in ambito medico-sanitario continuano a essere tra quelli con i tassi di inserimento lavorativo più alti. Oltre alla professione medica, sono molto richieste figure come infermieri, fisioterapisti, ostetriche, logopedisti e tecnici di radiologia (sia nelle strutture pubbliche sia in quelle private).
Anche l’area economico-statistica mantiene un ruolo primario. Le aziende stanno infatti cercando dei professionisti in grado di lavorare nel marketing, nelle risorse umane e nella consulenza aziendale; la domanda resta elevata anche a distanza di alcuni anni dal conseguimento della laurea. Tra le facoltà che offrono buone prospettive occupazionali rientrano inoltre Scienze della Formazione e i percorsi legati all’insegnamento (grazie al ricambio generazionale nel mondo della scuola), ma anche i corsi dell’area agraria, veterinaria e delle scienze matematiche, fisiche e chimiche.
Un aspetto importante è sviluppare competenze trasversali, come ad esempio conoscenza delle tecnologie digitali e delle lingue straniere. Inoltre le aziende non valutano solamente il titolo di studio, ma anche l’esperienza pratica maturata durante il percorso universitario (stage, tirocini, Erasmus e attività extracurricolari).
L’ideale sarebbe trovare il punto di incontro tra aspirazioni personali e richieste del mercato. Rinunciare alle proprie passioni o ai propri interessi solo per inseguire i settori che oggi offrono più opportunità può portare, nel lungo periodo, a scarsa motivazione, difficoltà nel percorso di studi e persino insoddisfazione professionale.
A cura di Aurora Cicco
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