02 Jul, 2026 - 12:20

Perché c'è una lunga lista di politici assenti alla festa Usa del 4 luglio?

Perché c'è una lunga lista di politici assenti alla festa Usa del 4 luglio?

Una volta, alle feste, c'erano gli imbucati. Ora, invece, c'è solo una lunga lista di assenti più o meno giustificati.

Certo: c'è festa e festa.

Quella di quest'anno a Villa Taverna organizzata dall'ambasciatore Tilman J. Fertitta in occasione del 4 luglio, il giorno dell'Indipendenza degli Usa, promette di essere la più snobbata della storia. O la più triste, visto che anche chi ci andrà, sarà lì più per dovere che per piacere.

E già: qui siamo proprio ai livelli di Jep Gambardella, il personaggio sorrentiniano "precipitato abbastanza presto, quasi senza rendersene conto, in quello che si potrebbe definire il vortice della mondanità, ma che non voleva essere semplicemente un mondano, voleva diventare il re dei mondani: non voleva solo partecipare alle feste, voleva avere il potere di farle fallire".

 

E insomma: tra i politici italiani, sono davvero pochi coloro che non vorrebbero far fallire la festa degli Usa di Donald Trump.

Tutti vorrebbero rimarcare la distanza dall'amministrazione del tycoon con la loro assenza.

Ma tant'è: qualcuno dovrà esserci per forza.

La lista dei politici assenti alla festa dell'ambasciatore Usa 

In questi casi, si fa prima a dire chi ci sarà alla festa dell'ambasciata Usa a Roma: chi proprio non può farne a meno.

Matteo Salvini, Antonio Tajani, Ignazio La Russa, Guido Crosetto, Arianna Meloni, Alfredo Mantovano e (forse) Matteo Renzi.

Come dire: l'Italia non supplica. E non va alle feste organizzate da chi l'ha umiliata. O, se ci va, ci va con delle facce un po' così.

Lo scontro tra Giorgia Meloni e Donald Trump è troppo vicino e ancora tutto da rimarginare per far finta di nulla. I due, dopo il G7 della rottura, si rivedranno solo la prossima settimana in Turchia in occasione del vertice Nato. E chissà se riusciranno a chiarirsi.

Intanto, però, a Villa Taverna, non ci sarà alcuna foto particolarmente importante da far poi derivare a suppliche più o meno veritiere.

Chi, tra politici e rappresentanti delle istituzioni italiane, sarà presente lo sarà solo per salvaguardare un minimo di rapporto con gli Usa intesi come Paese, non certo come amministrazione Trump.

E quindi: Matteo Salvini ci sarà perché, a parte che è l'unico che non vorrebbe rompere con il mondo Maga, di questi tempi, per lui, partecipare a una festa è tanta roba. Tanto più che non avrà l'imbarazzo di incontrare il Generale Vannacci, il quale ha fatto sapere che ha un impegno inderogabile a Bruxelles. 

Antonio Tajani sarà presente perché è pur sempre il ministro degli Esteri.

Ignazio La Russa perché certi palcoscenici sono irrinunciabili per un animale politico come lui.

Guido Crosetto, il ministro della Difesa, perché tra un hamburger e l'altro, tenterà di chiarire quella faccenda legata all'utilizzo della base di Sigonella.

Arianna Meloni perché è costretta dalle circostanze. Ufficialmente, riveste solo i panni di capo della segreteria politica di Fratelli d'Italia. Ma sarà dall'ambasciatore Usa per evidenziare che la politica è una cosa, i rapporti personali un'altra.

Alfredo Mantovano, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ci sarà perché se vuoi essere il nuovo Gianni Letta ti tocca fare anche questo.

Matteo Renzi, infine, perché potrebbe essere l'unico esponente dell'opposizione a essere presente. E per uno a caccia di visibilità come lui, è tutta manna che scende dal cielo.

Tutti gli altri big, però, saranno uccel di bosco.

Le motivazioni per le quali ci saranno tanti assenti

Detti dei pochi che hanno annunciato la propria presenza, occhio a chi diserterà il party con l'intento di farlo fallire.

Giorgia Meloni, tanto per iniziare: la premier oggi è a Padova al congresso della Uil. Farebbe comunque in tempo per rientrare a Roma e recarsi a Villa Taverna. Ma anche no, ha deciso.

Roberto Vannacci, che è l'uomo del momento, ha deciso di tenersi lontano dalla festa perché evidentemente fiuta che il suo elettorato non è troppo portato per questi eventi mondani. Perciò, come detto, se ne starà a Bruxelles "a lavorare".

E il centrosinistra?

Se ha trovato un'unità, il Campo largo, alias "Alleanza per la Costituzione e la democrazia", l'ha trovato nel dare buca all'ambasciatore americano.

Del resto, il mantra "vade retro, Trump" potrebbe già essere scolpito nel suo programma.

E allora: Elly Schlein ha un impegno con Federmanager; Giuseppe Conte sarà a Napoli a presentare il suo libro con il Goffredo Bettini; Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli hanno detto che non hanno ricevuto nemmeno l'invito.

La stessa cosa che, allargandoci al Terzo Polo, ha detto Carlo Calenda.

Ma intanto: alla festa ai Parioli, non ci sarà nemmeno l'uomo di Elon Musk in Italia, Andrea Stroppa.

Su questa questione di chi ci sarà e chi no a Villa Taverna l'ha messa così:

virgolette
Se la strategia per “ricucire” è andare alla festicciola a Villa Taverna per la festa dell’indipendenza degli Stati Uniti siamo ai livelli del ragionier Filini e Ugo Fantozzi alla cena di gala della contessa Serbelloni-Mazzanti-Viendalmare
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