Si chiude con la conferma delle sentenze già emesse nei primi due gradi di giudizio il processo per l'omicidio di Francesco Pio Maimone. La Cassazione ha rigettato oggi, 2 luglio 2026, il ricorso presentato dalla difesa di Francesco Pio Valda, rendendo definitiva la condanna all'ergastolo per il giovane, che nella notte tra il 19 e il 20 marzo 2023 esplose il colpo che raggiunse il 18enne al petto e lo uccise davanti agli chalet di Mergellina, sul lungomare di Napoli.
I giudici della Suprema Corte hanno rigettato il ricorso presentato dalla difesa di Valda, accogliendo la richiesta della Procura generale. Diventa così irrevocabile la condanna all'ergastolo emessa già nei primi due gradi di giudizio.
L'avvocato Sergio Pisani, che assiste i genitori della vittima ha parlato all'Ansa di "sentenza storica".
Valda era accusato di aver ucciso con un colpo di pistola il pizzaiolo di 18 anni Francesco Pio Maimone. I fatti risalgono alla notte tra il 19 e il 20 marzo 2023. Secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini e del processo, il 22enne sparò per cercare di colpire uno dei ragazzi di un gruppo rivale.
Il movente? Una lite scoppiata solo perché qualcuno gli aveva sporcato le sneakers griffate con un drink. Francesco Pio si trovava nel posto sbagliato al momento sbagliato; il proiettile finì nella sua traiettoria e lo raggiunse al petto. Crollò a terra, fu soccorso, ma non ci fu nulla da fare. Si spense in ospedale.
Tra i suoi sogni c'era quello di aprire un locale tutto suo. "Il perdono deve chiederle a Dio e alla città di Napoli, non a me", aveva detto il papà Antonio riferendosi al killer, che alla vigilia della sentenza d'Appello, lo scorso dicembre, aveva inviato alla Corte una lettera che era poi stata letta in aula. C'era scritto:
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