Un operaio è morto nel territorio di San Venanzo (Terni), dopo un incidente sul lavoro nel quale è rimasto schiacciato da un macchinario. Duro il commento del sindacato Uil locale: "Basta parlare di fatalità"
Un nuovo, ennesimo incidente sul lavoro in Italia. Una nuova, ennesima vittima di una strage ormai non più silenziosa e praticamente quotidiana, se si pensa che questo nuovo episodio arriva solo pochi giorni dopo quelli di Artena e di Nocera Inferiore, anch'essi mortali.
Questa volta, a fare da sfondo alla tragedia, è Collelungo, località situata nel territorio comunale di San Venanzo, in provincia di Terni. Qui, un operaio originario di Todi, di 63 anni, ha perso la vita dopo esser rimasto schiacciato da un macchinario. Secondo le prime ricostruzioni, a uccidere l'uomo sarebbe stato il braccio di una macchina per trivellazioni, staccatasi dal corpo principale per motivi ancora da stabilire.
I sanitari del 118 accorsi sul posto hanno potuto solo constatare il decesso dell'operaio. Adesso spetterà ai carabinieri della Compagnia di Orvieto, coordinati dalla procura di Terni, indagare sulle cause dell'accaduto, con la possibilità che venga richiesta anche l'autopsia sul cadavere della vittima.
Non si è fatta attendere la durissima presa di posizione dei sindacati e, in particolare, della Uil Umbria. Il segretario generale Maurizio Molinari e il responsabile Feneal Uil, Roberto Lattanzi, hanno diramato una nota nella quale esprimono tutta la rabbia per l'ennesima morte su un luogo di lavoro.