E pensare che, solo qualche giorno fa, già si muoveva in vista delle elezioni del 2025 per imporre il suo terzo mandato alla guida della Regione Liguria. Ora, invece, Giovanni Toti, dopo gli arresti subiti con l'accusa di corruzione, è costretto ad incassare anche le contestazioni e gli slogan di scherno di chi l'avversa. Un cartello beffa su tutti, dove si legge "E il terzo mandato fu di cattura". Evidentemente, dopo l'inchiesta che ha terremotato il centrodestra ligure, non sono giorni facili per lui. E lo testimoniano anche altri due fatti: il silenzio che ha tenuto davanti al Gip e le reazioni contrastanti all’interno della sua stessa coalizione. Due fatti che rappresentano altrettanti indizi che portano, in realtà, a una sola conclusione: Toti sta pensando di mollare, di dimettersi da Governatore della Liguria dopo lo scandalo giudiziario che l’ha travolto. Il suo avvocato, Stefano Savi, del resto, diversamente dai giorni scorsi, già ieri, ha ammesso che questa è più di una possibilità:
Tradotto: Toti sta pensando di salvare il salvabile mettendo sul tavolo della trattativa con i suoi alleati le dimissioni, ma anche il suo futuro personale.
Che ne sarà del Governatore della Liguria arrestato per corruzione? Le parole del suo avvocato fanno intendere che quello che era il leader incontrastato del centrodestra ligure fino a qualche giorno fa, aspetta di confrontarsi non solo con i magistrati che lo accusano, ma anche con i referenti nazionali del centrodestra al fine di dimettersi, limitando però i danni sul versante personale. Le reazioni al suo arresto, del resto, sono stati contrastanti: la Lega di Salvini è la formazione che lo ha difeso di più, polemizzando aspramente anche con la magistratura. Forza Italia si è detta garantista, ma senza scaldarsi tanto. Fratelli d’Italia, infine, con il suo vertice assoluto, Giorgia Meloni, ha preferito rimanere in silenzio. Ma se davvero la carriera politica di Toti è stata falcidiata dall’inchiesta che lo ha portato agli arresti, cosa gli resta da trattare? Magari, tornare a fare il giornalista a Mediaset. La sua parabola, infatti, nacque proprio in quell’azienda, dove è stato a capo del Tg4 e di Studio Aperto, i telegiornali di Rete Quattro e Italia Uno.
In Mediaset, poi, lavora anche sua moglie, Siria Magri (è condirettrice di Videonews, la società che cura i programmi di Paolo Del Debbio, per intenderci). La platea televisiva, quindi, potrebbe rappresentare il nuovo inizio di Toti. Giusto dieci anni fa, del resto, lo portò a diventare il primo consigliere di Silvio Berlusconi ed essere candidato alle Europee da capolista di Forza Italia. Sta di fatto che poi il rapporto privilegiato con il Cavaliere si ruppe anche abbastanza bruscamente. E Toti, a quel punto, preferì sondare altri terreni politici: pur rimanendo nell’ambito del centrodestra, extra Forza Italia. Ora, quindi, dovrebbe andare a trattare il suo ritorno in azienda con Piersilvio Berlusconi con questa macchia addosso. Per questo, allora, quello che a tutt’oggi è il Governatore della Liguria, starebbe pensando anche a un piano B: tornare a fare il giornalista ma per la carta stampata.
Se, quindi, tornare a Mediaset, ad oggi, appare un'impresa abbastanza ardua, per Giovanni Toti non dovrebbe essere della stessa difficoltà tornare a fare il giornalista per la carta stampata, magari alla direzione (o, comunque, in un ruolo di vertice) di uno dei tre giornali del gruppo Angelucci. Il Tempo, Libero e Il Giornale sono tutti legati alla Lega, il partito che l’ha difeso con più convinzione…