27 Dec, 2024 - 16:22

Codice della strada, "nodo" cannabis terapeutica: le associazioni sfidano il governo

Esclusiva di
TAG24
Codice della strada, "nodo" cannabis terapeutica: le associazioni sfidano il governo

Non si placano le polemiche intorno al nuovo codice della strada, entrato in vigore lo scorso 14 dicembre. La riforma fortemente voluta dal ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Matteo Salvini è stata contestata da molte associazioni, in particolare quelle dei pazienti che utilizzano la cannabis terapeutica. Chiunque utilizzi farmaci a base di THC ha espresso timori nel mettersi al volante per paura delle sanzioni previste all'interno del codice della strada per i consumatori di cannabis.

Urge una distinzione tra chi ha necessità di assumere farmaci e chi fuma sostanze per scopi ricreativi. Al governo è stata inviata una diffida da parte degli avvocati Claudio Miglio e Lorenzo Simonetti che chiedono l'apertura di un tavolo tecnico entro il 20 gennaio 2025 per fornire una risposta chiara. Salvini aveva già annunciato questa intenzione nei giorni successivi all'approvazione ed entrata in vigore della riforma. Il problema? Un tavolo esiste già dal 2021 e dall'insediamento del governo Meloni non è più stato convocato.

Si preannuncia da parte delle associazioni una lunga battaglia contro l'esecutivo nazionale. Qualche giorno fa è stata lanciata una raccolta firme da parte dell'associazione "Meglio Legale" contro il nuovo codice della strada che ha già raggiunto oltre 150mila adesioni. La presidente del Comitato Pazienti Cannabis Medica, Santa Sarta, ha spiegato a Tag24 perché il codice della strada è dannoso per chiunque faccia uso di medicinali a base di THC e quali potrebbero essere le alternative al testo entrato in vigore pochi giorni fa.

Nuovo codice della strada e la cannabis terapeutica: che succede?

Seimila euro di multa, sospensione della patente per due anni e un anno di carcere. Questo rischia chi risulterà positivo al test per il THC anche senza segni di alterazione mentre è al volante. La misura, contenuta all'interno del nuovo codice della strada voluto da Matteo Salvini, ha fatto discutere non poco e nei giorni precedenti all'entrata in vigore è arrivata una PEC per la convocazione di un tavolo tecnico. Ancora oggi però sembra esserci confusione su come modificare il testo del codice della strada e le associazioni di pazienti che utilizzano cannabis terapeutica hanno deciso di organizzare una class action contro il governo Meloni.

"Ci sono arrivate decine di chiamate da parte dei pazienti che sono preoccupati per queste decisioni" spiega in esclusiva a Tag24 la presidente del Comitato pazienti cannabis medica Santa Sarta "qualcuno pensa di sospendere la terapia...alcuni avrebbero difficoltà a spostarsi anche per svolgere commissioni".

A spaventare i pazienti è anche l'incertezza da parte del governo. Subito dopo l'entrata in vigore del codice della strada, Salvini ha annunciato una circolare riguardo i pazienti che usano cannabis terapeutica che non è ancora uscita: "L'incertezza ci affligge...e non poco".

La class action da parte delle associazioni

Non c'è tempo da perdere, questo è il messaggio che arriva da parte delle associazioni che tutelano i pazienti che fanno uso di cannabis terapeutica. Dopo il lancio della petizione contro il nuovo codice della strada, che di recente ha raggiunto le 150mila firme, è arrivata il 23 dicembre una diffida da parte dei due legali Miglio e Simonetti per chiedere la convocazione di un tavolo tecnico. Anche il Comitato Pazienti Cannabis Medica, assieme a molte associazioni, è promotore della diffida arrivata al governo.

Nel mese di dicembre sono state inviate altre due PEC: una il 2 e la seconda nove giorni dopo. Non ci sono state risposte dal ministero della Salute e da quello dei Trasporti: "Sono stati fatti annunci sui social, ma valgono zero" spiega Sarta "questi temi dovevano essere affrontati dal Tavolo tecnico che esiste dal 2021, tre anni fa c'erano altri problemi e successivamente all'insediamento del governo Meloni il tavolo non è stato più riconvocato".

Il ministro Salvini, negli scorsi giorni, aveva annunciato di voler aprire un ulteriore tavolo tecnico nonostante l'esistenza di quello creato oltre tre anni fa. "Nella PEC abbiamo fatto presente che esiste già" spiega la presidente del Comitato Pazienti Cannabis Medica "non siamo stati convocati né per risolvere i problemi e nemmeno quando hanno deciso di fare questa legge, non siamo stati coinvolti". In sintesi: oltre al danno, anche la beffa.

La difficile sfida della legalizzazione

Il 2025 sarà un anno di referendum: basti pensare a quello sull'autonomia differenziata e al secondo sulla cittadinanza. E se fosse anche l'anno del voto sulla legalizzazione della cannabis? Da tempo si parla di una possibile legge per rendere legale il consumo di THC per scopi anche ricreativi. Un'impresa ardua, viste le recenti leggi varate dal governo Meloni contro la cannabis legale.

"La vedo molto dura" racconta Sarta a Tag24 "con questo governo c'è stato uno stop ai lavori per l'utilizzo della cannabis medica, parlare di legalizzazione è difficile adesso...basti pensare al codice della strada: è una propaganda contro chi utilizza stupefacenti come medicinali".

Quelle avanzate da parte dei pazienti che fanno utilizzo di farmaci a base di THC non sono le uniche polemiche contro il codice della strada. Lo scorso mese, il consigliere nazionale della Fiab Polverini ha denunciato a Tag24 le poche attenzioni da parte del ministero dei Trasporti nei confronti dei ciclisti.

Codice della strada e cannabis terapeutica in tre punti

  • Nuovo codice della strada e penalizzazioni per i pazienti: Il codice prevede sanzioni severe per chi risulta positivo al THC alla guida. Anche senza segni di alterazione. Ciò ha generato preoccupazioni tra i pazienti che utilizzano cannabis terapeutica, molti dei quali stanno valutando di sospendere le cure per evitare ripercussioni legali.
  • Richiesta di un tavolo tecnico e azioni legali: Le associazioni dei pazienti hanno inviato diverse PEC per richiedere la convocazione di un tavolo tecnico già esistente dal 2021. È stata inoltre lanciata una petizione contro il codice, che ha raccolto oltre 150mila firme, e si sta organizzando una class action contro il governo.
  • Prospettive di legalizzazione difficili: La presidente del Comitato Pazienti Cannabis Medica, Santa Sarta, critica l’approccio del governo, definendolo una propaganda contro la cannabis, anche medica. Nel contesto attuale, la legalizzazione del THC per scopi ricreativi appare lontana, nonostante l’importanza del tema.

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Francesco Fatone
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