09 Feb, 2025 - 18:05

Elly Schlein ha sbagliato i conti sulla sanità?

Elly Schlein ha sbagliato i conti sulla sanità?

Oggi, domenica 9 febbraio 2025, Elly Schlein ha cercato di riprendere in mano le redini del Partito Democratico e del centrosinistra con un'intervista che ha concesso al Corriere della Sera.

La segretaria dem che ha l'obiettivo di essere la candidata premier del centrosinistra nel 2027, quando l'Italia tornerà alle urne per le elezioni politiche, al quotidiano di via Solferino ha rivendicato il fatto di aver definito, nel corso del dibattito parlamentare sul caso Almasri, Giorgia Meloni "presidente del coniglio". Inoltre, ha colto l'occasione per bocciare il piano B avanzato da Dario Franceschini per i partiti di centrosinistra: marciare separati alle elezioni per colpire uniti solo nei collegi uninominali. E, soprattutto, ha rilanciato la sua linea politica di occuparsi dei problemi che per lei sono preminenti per gli italiani: sanità e lavoro su tutti. Sul primo tema, Schlein ha invitato il governo a investire subito 5 miliardi. Sta di fatto che, per qualcuno, ha sbagliato i conti.

Schlein sulla sanità ha sbagliato i conti?

Nello specifico, Schlein cosa ha dichiato sul tema della sanità? 

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Con le altre opposizioni, abbiamo concepito emendamenti, con relative coperture, per dare 5 miliardi in più alla sanità pubblica

Ma proprio queste parole subito sono state cerchiate in rosso. La segretaria del Partito Democratico si è vantata del fatto che "accanto a ogni critica noi avanziamo una proposta alternativa".

Ma i 5 miliardi in più da mettere sul capitolo sanità rappresentano davvero una cosa fattibile?

La critica

Secondo Luciano Capone, analista economico del Foglio (nonché autore, assieme a Carlo Stagnaro, direttore dell'istituto Bruno Leoni, del libro "Superbonus, come fallisce una nazione"), Elly Schlein, invitando il governo a mettere 5 miliardi in più sulla sanità, rischia di mostrare che non ha fatto bene i conti e, di conseguenza, di avanzare una proposta populista.

Perché? Il motivo è semplice: stando alla ricostruzione di Capone, quei 5 miliardi Schlein vorrebbe che il Governo li trovasse con il taglio di altrettanti 5 alla voce Sussidi ambientalmente dannosi nel 2025: i cosiddetti Sad.

Fatto sta che, a questo punto, secondo l'analista, sorge un problema:

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Il Governo Meloni intende riallineare le accise di gasolio e benzina: il differenziale di accisa tra i due carburanti rappresenta la principale Sad (sussidi ambientalmente dannosi, per l'appunto), alzando di 0,01 euro quella sul diesel e abbassando di 0,01 euro quella sulla benzina, fino ad arrivare a un'accisa intermedia comune che annullerebbe il Sad, come peraltro richiesto dalla Commissione europea

Secondo quanto riportato da Capone in un post su Facebook,

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Questo primo passo produce un gettito aggiuntivo di 170 milioni: circa 30 volte meno, però, l'aumento dei costi energetici indicato dal Pd (5 miliardi)

Se, per dirla alla Totò, è sempre la somma che fa il totale, quindi, i conti non tornano. Eccolo, il Principe della risata, nei panni del ragionier Cocozza:

L'accusa di populismo

Per questo, Capone accusa il Partito Democratico di aver lanciato sulla sanità una proposta populista: il partito di Elly Schlein sa che la proposta sarebbe priva di copertura economica, e per questo inattuabile. Tanto più che l'analista ricorda come i dem reagirono alla decisione del Governo di riallineare le accise:

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La chiamarono tassa Meloni. Dissero: Meloni spieghi perché ha deciso di aumentare le accise per fare cassa sulle tasche delle famiglie e delle imprese...

Da qui l'accusa di populismo:

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Questo modo di fare politica è chiaramente populista: è comprensibile solo per chi ha come obiettivo quello di raccogliere voti promettendo più spesa pubblica e protestando quando si chiedono più tasse. Probabilmente sarà un modo anche efficace per incrementare i consensi. Ma Schlein non dica che è un modo serio di fare politica

 

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Giovanni Santaniello
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