Lucetta Scaraffia è una figura di spicco nel panorama culturale e giornalistico italiano, nota per il suo impegno nella storia contemporanea e per le sue posizioni politiche. Scaraffia ha avuto una vita caratterizzata da una continua evoluzione personale e professionale, che riflette le tensioni e i cambiamenti della società italiana.
Nata a Torino il 23 giugno 1948, Scaraffia ha cambiato il suo nome da Lucia a Lucetta all'età di due anni, un gesto che riflette la sua determinazione a definire la propria identità. È stata sposata in chiesa nel 1971, ma il matrimonio è stato poi annullato. Ha avuto poi una figlia durante la relazione con lo storico Gabriele Ranzato. Attualmente vive con Ernesto Galli della Loggia, storico ed editorialista del Corriere della Sera. La coppia si è sposata in tempi recenti.
Scaraffia ha conseguito la laurea in Storia Contemporanea e ha dedicato oltre quarant'anni all'insegnamento universitario, principalmente nelle università di Torino e Roma. La sua carriera accademica è stata segnata dall'interesse per la storia delle donne e delle religioni, temi che ha esplorato in profondità nei suoi scritti. Ha pubblicato numerosi libri, tra cui "La santa degli impossibili", che evidenziano la sua passione per la ricerca storica e la sua capacità di connettere il passato con le questioni contemporanee.
Lucetta Scaraffia è anche nota per il suo lavoro come giornalista. Ha collaborato con diverse testate, tra cui "Il Corriere della Sera" e "L'Osservatore Romano", dove ha trattato temi legati alla bioetica, alla religione e alla condizione femminile. La sua voce si distingue per la capacità di affrontare questioni complesse con un linguaggio accessibile e diretto.
Scaraffia ha attraversato diverse fasi politiche nel corso della sua vita. In gioventù, è stata coinvolta nel movimento studentesco del '68 e ha avuto esperienze di militanza marxista. Tuttavia, nel tempo, ha sviluppato una visione più complessa delle questioni politiche e sociali. Oggi si identifica come cattolica e sostiene valori tradizionali, pur mantenendo un approccio critico verso alcune posizioni della Chiesa.
Le opinioni di Scaraffia sui diritti civili sono state oggetto di dibattito. Si è espressa contro l'eutanasia e ha sostenuto l'importanza della famiglia tradizionale, affermando che i bambini hanno diritto a crescere con un padre e una madre. Questa posizione la colloca in contrasto con le tendenze più liberali presenti nella società italiana contemporanea.
Nonostante sia stata una delle prime femministe in Italia, Scaraffia ha criticato alcune correnti del femminismo moderno. Ha messo in discussione l'approccio di alcune femministe radicali e ha sottolineato l'importanza di un dialogo costruttivo tra i generi. La sua esperienza personale l'ha portata a riflettere su come le donne possano trovare un equilibrio tra le proprie aspirazioni professionali e i valori familiari.
Nel Comitato Nazionale per la Bioetica, Scaraffia ha avuto un ruolo attivo nel dibattito su temi controversi come l'aborto e la fecondazione assistita. Le sue posizioni sono spesso in contrasto con quelle di altri membri del comitato, come Carlo Flamigni, evidenziando le tensioni esistenti all'interno del dibattito bioetico italiano.