C'è poco da essere allegri nella Giornata della Felicità, soprattutto se sei un under 30 in Italia. Nella ricorrenza che cade il 20 marzo, gli indicatori non portano a conclusioni positive sulla soddisfazione degli italiani. Il nostro Paese, secondo il World Happiness Report, è al quarantesimo posto della classifica internazionale. Sono tanti i fattori presi in considerazione per determinare il piazzamento: il PIL, le aspettative di buona salute, il supporto sociale, la libertà di scelta, la generosità e la percezione della corruzione.
A spingere verso le parti centrali della classifica l'Italia sono proprio le percezioni in merito alla condizione economica, alla corruzione e al supporto sociale. Indicatori che bisogna cambiare rotta e mettere in atto politiche migliori. A soffrire di questa condizione sono in particolare le persone sotto i trent'anni, come nel resto d'Europa, che scontano la grande incertezza per il futuro.
Secondo diversi rapporti, tra cui il "Good Childhood Report" e MetLife, le generazioni più giovani sono le più infelici: il 72% nei Millennial, il 60% nella Generazione X e il 45% dei Baby Boomer. I 15enni italiani sarebbero addirittura tra i più insoddisfatti rispetto ai coetanei del resto d'Europa.
Quarantunesimi su centoventitré Paesi. Questo è il risultato dell'Italia nel WHR, che registra un punteggio di 6,32 in una scala che va da 0 a 10. Non male, ma neanche bene se comparato al resto degli Stati membri dell'UE che sembrano essere molto più felici di noi. L'indice prende in considerazione diversi fattori: tra tutti ci sono il PIL e il supporto sociale.
Spazio anche a aspettative sulla salute, libertà nelle scelte di vita, generosità e percezione della corruzione nel proprio Paese. Proprio su quest'ultimo dato, l'Italia sembra arrancare: secondo l'indice della percezione della corruzione, il nostro Paese sarebbe 42esimo su 180. Sempre dall'Osservatorio del CPI arriva la conferma che il supporto sociale è fondamentale per la felicità degli italiani e può avere un influsso abbastanza importante.
La Gen Z è emersa come la più solitaria e infelice, con l'80% dei ragazzi che prova solitudine. Questo fenomeno non riguarda solo i giovani, ma colpisce anche i Millennial, la Gen X e i Boomer, influenzati da problemi come l'insicurezza economica, il lavoro instabile e i social media, creando un malessere che permea la vita privata e professionale.
A testimoniare la difficile condizione dei più giovani sono diversi rapporti che hanno ricostruito un quadro non troppo dissimile da quello del resto dell'Unione Europea, dove le generazioni più giovani sembrano vivere una fase di grande incertezza rispetto al passato. Maggiormente soddisfatti i Baby Boomer.
Il WHR mette l'Italia di fronte a esigenze note e alla necessità di politiche che possano garantire un welfare funzionante, una sanità efficace e una maggiore attenzione per le nuove generazioni – delle quali spesso il governo italiano è accusato di dimenticarsi. Per ora si registra una timida crescita rispetto all'anno precedente, ma non basta per ambire alle posizioni più alte della classifica.
Finlandia, Danimarca, Islanda e Svezia sono i Paesi europei ai primi posti. Seguono Paesi Bassi, Norvegia e Svizzera, mentre a sorpresa anche il Messico trova una posizione molto alta. Fa "compagnia" all'Italia la Spagna che si classifica 38° nella classifica, ma c'è anche chi ha fatto peggio di noi: in Europa, Malta e Slovacchia occupano posti più bassi nella classifica. Ecco i primi posti: