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Andrea Sempio torna a ribadire la sua innocenza. Indagato per omicidio in concorso con ignoti o con Alberto Stasi (già condannato) per il delitto di Garlasco, in cui nel 2007 perse la vita la giovane Chiara Poggi, il 37enne - amico di lunga data del fratello - è stato prosciolto due volte (nel 2017 e nel 2020), ma si ritrova ora coinvolto in nuovi accertamenti legati al Dna.
[advBanner]Dopo essere rimasto in silenzio per molto tempo, negli scorsi giorni Sempio ha rilasciato un'intervista alla trasmissione Mediaset Quarto Grado, che l'ha mandata in onda il 21 marzo 2025.
[advBanner]L'uomo, che all'epoca dei fatti era poco più che maggiorenne e, in quanto amico di Marco Poggi, frequentava la villetta in cui si è consumato l'omicidio, è finito al centro delle indagini altre due volte, venendo sempre prosciolto.
[advBanner]"L'inizio, da quanto ho provato negli anni, è il momento peggiore: quello dove sei braccato", ha detto, aggiungendo:
[advBanner]Il nuovo fascicolo d'inchiesta che lo vede coinvolto è stato aperto dalla Procura di Pavia sulla base di una consulenza che, confermando quanto già concluso dalla difesa di Alberto Stasi, ha ritenuto compatibile il suo Dna con quello rinvenuto sotto le unghie della vittima.
[advBanner]Per questo motivo, dopo averlo sottoposto a un prelievo coattivo, i pm hanno ora chiesto di disporre un incidente probatorio per confrontare il suo profilo con quello eventualmente riscontrabile su una serie di reperti mai analizzati o la cui analisi non ha dato esito certo in passato.
[advBanner]Tutto ciò grazie alle nuove tecnologie disponibili. Gli avvocati di Sempio, Massimo Lovati e Angela Taccia, si sono opposti alla richiesta. "Ci è sembrata un po' vaga, confusionaria. Vogliamo capire con chiarezza l'oggetto", ha dichiarato l'ultima a Quarto Grado. Ora, la parola finale spetta al gip.
[advBanner]Sempio, dal canto suo, si dice tranquillo.
[advBanner]L'uomo continua a dirsi innocente. E, tornando alla mattina del 13 agosto 2007, nega di essere entrato nella villetta di via Pascoli. "Non c'entro assolutamente nulla con il fatto", ha dichiarato. "In questa vicenda non ho nessun peso sulla coscienza, nessun segreto".
[advBanner][advBanner]Un estratto dell'esclusiva intervista mandata in onda dalla trasmissione Mediaset "Quarto Grado" ieri, 21 marzo 2025.
[advBanner]Sempio nega anche di aver mai avuto contatti con la vittima. "Non c'è mai stata una relazione, nessun contatto personale, non solo fisico", ha affermato con convinzione, spiegando che lui e Chiara frequentavano gruppi di amici diversi. È vero, andava a casa sua per vedere l'amico, Marco. Ma con lei, dice, non aveva rapporti.
[advBanner]ha aggiunto, commentando le ultime notizie sul Dna.
[advBanner]Riguardo alla possibilità che Stasi risulti innocente e che lui venga accusato, ha detto:
[advBanner]Poi, incalzato dalla giornalista, ha aggiunto:
[advBanner]Sempio ha sempre riferito di aver trascorso la mattinata del delitto tra Garlasco, dove viveva con la famiglia, e Vigevano, dove era situata la libreria che raggiunse in auto dopo aver aspettato che la madre rincasasse dal supermercato.
[advBanner]Solo che la libreria era chiusa. Quindi, poco dopo il suo arrivo, l'uomo tornò a casa. Interrogato, nel 2008, fornì agli inquirenti lo scontrino di un parcheggio situato lì vicino. Il fatto che lo avesse conservato per tanto tempo e che fosse perfattemente integro, portò qualcuno a parlare di "alibi precostituito".
[advBanner]Nel corso dell'intervista, il 37enne ha ribadito la sua versione, specificando:
[advBanner]Sempio ha infine rivolto un pensiero alla famiglia di Chiara, in particolare al fratello, che, come ha confermato in prima persona, "gli crede". "Tra me e lui non c'è mai stato un attimo di sfiducia, di dubbio", ha dichiarato.
[advBanner]"Sono a posto con la coscienza", ha concluso. Tramite i loro legali, Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna, sia i genitori della vittima che Marco Poggi si sono costituiti parti offese. Ciò significa che, nel corso dei prossimi accertamenti, potranno mettere in campo propri consulenti.
[advBanner]L'obiettivo? Arrivare il prima possibile a chiudere il cerchio, chiarendo la posizione di Sempio, visti "tutti i dati probatori" emersi nel processo a Stasi, che, oltre ad uscire ogni giorno per andare a lavorare, è ormai vicino alla fine della pena.
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