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Le Assaggiatrici uscirà in tutte le sale cinematografiche italiane il 27 Marzo.
[advBanner]Diretto da Silvio Soldini, questo film drammatico è tratto dall'omonimo romanzo di Rosella Postorino, vincitore del Premio Campiello 2018.
[advBanner]Il film è ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale, nel bel mezzo del periodo scuro del nazismo. Racconta la storia di Rosa, una giovane donna tedesca, costretta a testare il cibo destinato a Hitler per verificare, rischiando la propria vita, che non sia avvelenato.
[advBanner]Ma cosa significa il finale? E di cosa parla, nei dettagli, il romanzo di Pastorino? Si differenzia dal film'
[advBanner]Il finale de Le Assaggiatrici ci lascia con tanta malinconia e tristezza, ma anche con un senso di riflessione: non tutto si può cambiare.
[advBanner]Sembra quasi che ci sia una verità che non viene svelata, nonostante si sia arrivati all'epilogo del film. Un senso di incompiutezza.
[advBanner]La protagonista, Rosa Sauer, nata e cresciuta a Berlino, si trova a dover fare i conti con le sue paure, le sue rinunce, ma anche con la consapevolezza che non tutte le situazioni, nella vita, si possono cambiare, alcune vanno solo accettate.
[advBanner]Rosa, infatti, decide di continuare a vivere intrappolata in quella terribile situazione, provando a trovare un barlume di umanità anche in tutta quella oscurità.
[advBanner]L'epilogo ci fa capire che la vita è fatta anche di compromessi e che, a volte, la felicità non si presenta mai nei modi che ci aspettiamo.
[advBanner]Fuggita da Berlino, Rosa si rifugia in campagna dai suoceri, mentre il marito è disperso in guerra. Quando viene reclutata dalle SS, insieme ad altre nove ragazze, pur rischiando la morte con ogni boccone che mangia, si rende conto di aver accesso a molto più cibo rispetto ai tedeschi di quel periodo.
Rosa si trova intrappolata in un'epoca che le ha “amputato” la speranza e le ha tolto tanto, tra cui la madre, morta sotto i bombardamenti, e un padre che disprezzava il nazismo.
[advBanner]Ma, nonostante tutto, la sua lotta per restare viva continua, anche attraverso l'incontro con un tenente delle SS, che la seduce con un desiderio che è tanto potente quanto inquietante. Ma la fa sentire viva.
Rosa decide di accettare la sua esistenza e la sua realtà, anche quando la verità è diventata molto dolorosa. Il finale non è un epilogo netto, ma ci ricorda che a volte l'unica cosa che possiamo fare è accettare ciò che siamo e ciò che ci viene dato, anche se non corrisponde ai nostri sogni.
[advBanner]Si tratta di una scelta di resistenza e sopravvivenza, che non alimenta l'illusione di poter cambiare le cose, nonostante siano ingiuste e immorali, come in questo caso.
[advBanner]Guarda il trailer:
[advBanner][advBanner]Il romanzo "Le Assaggiatrici" di Rosella Postorino, da cui è stato tratto il film, racconta la storia di Rosa, una giovane donna tedesca che, durante la Seconda Guerra Mondiale, viene reclutata dal regime nazista per assaporare il cibo destinato a Hitler, per assicurarsi che non sia avvelenato e che il Fuhrer non venga ucciso.
[advBanner]Rosa, bloccata tra il suo dovere e la sua moralità, rischia la vita, ma anche la di perdere la sua umanità. Questo splendido romanzo racconta una storia di sopravvivenza, ma anche di compromessi e resistenza emotiva.
[advBanner]Il film resta sostanzialmente aderente al libro. Alcuni dettagli vengono inevitabilmente semplificati o modificati per rendere la narrazione più immediata, visivamente ed emotivamente.
[advBanner]Ad esempio, nel libro si esplorano più a fondo i pensieri di Rosa, mentre nel film questi vengono principalmente espressi attraverso le sue azioni e il linguaggio non verbale.
[advBanner]Il film, com'è giusto che sia, si concentra molto di più sulle atmosfere visive e su alcuni dialoghi. Enfatizza i momenti più drammatici, mentre il libro si prende il tempo necessario per scavare nelle emozioni di Rosa in modo più dettagliato.
[advBanner]Nonostante queste differenze, sia il romanzo che il film riescono a mantenere intatta l'essenza della storia: quella di una donna che, in un contesto storico devastante come la seconda guerra mondiale e il nazismo, cerca di preservare la propria dignità e umanità, anche se non ha alcuna possibilità di scelta.
[advBanner]Il Gattopardo, secondo molti è una serie noiosa. Leggi l'articolo.
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