Niente decreto autovelox, almeno per ora. Nella giornata di ieri, 23 marzo 2025, il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Matteo Salvini ha bloccato la norma che avrebbe potuto disciplinare anni di multe e ricorsi e che, a detta degli esperti, sarebbe stata utile ai Comuni italiani. Ad annunciare il decreto era stato il ministero guidato da Salvini lo scorso venerdì, poi il brusco stop nelle scorse ore.
Il testo è in fase di trasmissione a Bruxelles e, secondo il vicepremier, sarebbero necessari ulteriori approfondimenti prima dell'entrata in vigore. Il decreto è considerato importante perché stabilisce che, a partire da luglio, gli autovelox approvati dal 2017, quindi otto anni fa, dovranno essere considerati omologati senza ulteriori passaggi burocratici. Quelli che invece sono considerati più datati dovranno essere spenti fino al completamento dell'omologazione.
L'obiettivo è quello di approvare la norma prima dell'estate, stagione in cui gli italiani tendono maggiormente a spostarsi e quando si verificano più incidenti. Una situazione che, però, come ha sottolineato Asaps, non può essere affrontata a ridosso dell'estate proprio per via del grande esodo: spegnere tutti gli autovelox in quella fase potrebbe essere pericoloso per chi viaggia. Non resta che attendere le prossime decisioni del ministero dei Trasporti in merito agli autovelox.
Fermi tutti, nessun decreto autovelox e nessuno stop ai dispositivi non omologati. Questa è la decisione del ministro dei Trasporti, che rallenta un provvedimento annunciato pochi giorni fa dal dicastero vicino a Porta Pia. Il decreto era fondamentale per fare chiarezza sulle multe e sull'utilizzo degli autovelox, ma non vedrà, almeno per ora, la luce.
Secondo quanto stabilito nel provvedimento, avrebbe dovuto uniformare le regole portando a una maggiore chiarezza sull'utilizzo degli autovelox e sulle multe. La parte più importante del decreto è che tutti gli autovelox approvati dal 2017 sarebbero stati considerati automaticamente omologati senza ulteriori passaggi burocratici.
Il testo, composto da sette articoli, che dovrà arrivare anche a Bruxelles, è stato bloccato dal ministero dei Trasporti in quanto servirebbero ulteriori approfondimenti prima della possibile entrata in vigore. A destare maggiori perplessità sarebbe l'articolo sei del testo, nel quale si specifica che i dispositivi o sistemi approvati secondo quanto previsto dal decreto ministeriale del 13 giugno 2017, essendo conformi alle disposizioni dell'allegato tecnico, sono da ritenersi omologati d'ufficio.
Questo, come già spiegato, implicherebbe che tutti quelli precedenti a quella data verrebbero spenti fino all'omologazione, a ridosso della stagione estiva. La maggioranza dei dispositivi per il controllo della velocità, compresi i Tutor 1.0 e 2.0 sulle autostrade, potrebbero subire un lungo stop.
La mancata approvazione del decreto lascia in dubbio tantissimi aspetti riguardanti le sanzioni. Ad oggi, infatti, il provvedimento sarebbe stato utile per garantire una disciplina nei Comuni. Non resta dunque che attendere possibili novità anche dal ministero dei Trasporti in merito.
Il provvedimento avrebbe posto da un lato un limite definitivo ai ricorsi contro le multe degli autovelox più recenti, dall'altro, tuttavia, avrebbe provocato lo spegnimento di moltissimi autovelox più vecchi che regolano ancora la circolazione stradale sulle strade principali del Paese.
Non è la prima volta che il ministero dei Trasporti in questi mesi fa parlare di sé. Lo scorso dicembre è stato approvato il nuovo e contestatissimo Codice della Strada, ritenuto da gran parte del centrodestra come una riforma necessaria, ma guardato con perplessità da parte dei cittadini. Il Codice della Strada è stato al centro di non poche polemiche per via di tanti aspetti disciplinati molto male, a detta delle associazioni che spesso hanno denunciato di essere state escluse dal processo decisionale nei mesi precedenti.