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Io Capitano, diretto da Matteo Garrone e in onda in prima serata oggi, su Rai Uno, si basa su una storia vera?
[advBanner]Il film racconta l'odissea di Seydou e Moussa, due giovani senegalesi che lasciano Dakar con il sogno di raggiungere l'Europa e cambiare vita.
[advBanner]Il deserto, le carceri libiche e il Mediterraneo sono solo alcune delle sfide che dovranno affrontare per raggiungere il loro sogno.
[advBanner]No, nel senso in cui immagini. Potremmo dire che Io Capitano è ispirato da "storie vere", da un insieme di esperienze che, purtroppo, milioni di persone hanno vissuto e vivono durante la traversata del Mediterraneo.
[advBanner]Il film racconta il drammatico viaggio di Seydou, un ragazzo senegalese che sogna l’Europa, sogna una nuova vita lontano dalla sua Africa. Per raggiungere questo obbiettivo, Seydou affronta un’odissea tra il deserto, i centri di detenzione in Libia e il temuto Mediterraneo.
[advBanner]Garrone si è basato sulle testimonianze dirette di migranti che hanno vissuto esperienze simili a Seydou. In particolare a quella di Mamadou Kouassi, un ivoriano che ha vissuto sulla propria pelle le tappe di questo percorso infernale.
[advBanner]Per essere il più possibile equo e rispettoso del loro viaggio, Garrone ha incontrato molti giovani migranti e "questi eroi contemporanei mi hanno anche accompagnato durante le riprese. Sono stato fortunato e privilegiato a lavorare con attori e comparse che avevano effettivamente vissuto questa esperienza. Loro hanno ricostruito, noi abbiamo ricostruito insieme", ha dichiarato in un'intervista.
[advBanner]Guarda il trailer del film:
[advBanner][advBanner]Molte delle scene del film riflettono esperienze reali di chi ha affrontato il viaggio. La sceneggiatura è stata arricchita anche dalle voci di chi è sopravvissuto a questi viaggi infernali e questo rende il film ancora più autentico ed emozionante.
[advBanner]Io Capitano più che una storia vera unica, è un mosaico di tante storie vere. Un film potente, che mette in luce una realtà spesso ignorata.
[advBanner]Il film racconta la storia di due cugini senegalesi, Seydou e Moussa, nel loro viaggio dall’Africa occidentale all’Europa.
[advBanner]Partono con il sogno di una vita migliore, ma il loro cammino si trasforma presto in un incubo fatto di abusi, violenze e prigionia, fino alla temuta traversata del Mediterraneo.
[advBanner]Il titolo stesso fa riferimento a una pratica che avviene davvero in molti viaggi della speranza: i migranti spesso vengono costretti a guidare le imbarcazioni che attraversano il mare, per avere salva la vita, diventando loro malgrado “capitani”.
[advBanner]Presentato in anteprima a Venezia, dove Garrone ha vinto il Leone d’Argento per la regia e il protagonista Seydou Sarr è stato premiato come miglior giovane attore.
[advBanner]Il film si distingue per il suo crudo realismo, ma anche per i momenti onirici che offrono una tregua dalle sofferenze. L’immaginazione diventa un rifugio, l’unico spazio in cui la speranza può ancora esistere.
[advBanner]Seydou e Moussa vedono l’Europa attraverso gli schermi dei loro telefoni: un sogno patinato, una promessa di libertà. Ma la realtà, purtroppo, sarà ben diversa.
[advBanner]Garrone non fa sconti e mostra agli spettatori senza filtri la brutalità della tratta migratoria: la detenzione crudele in Libia, il traffico di esseri umani, la spietatezza del deserto, il pericolo del mare.
[advBanner]È un film che scuote nel profondo, anche gli animi più anestetizzati e fa riflettere anche sui privilegi dell'occidente, che spesso diamo per scontati. E, soprattutto, è una storia che ci ricorda che dietro ogni numero di migrante disperso o morto in mare c’è un volto, un sogno, una vita spezzata.
[advBanner]In conclusione, Io Capitano non è una storia vera nel senso stretto del termine, ma è indubbiamente ispirato a esperienze reali di migranti che affrontano ogni giorno il pericolo e la sofferenza nel tentativo di raggiungere l’Europa.
[advBanner]Basato su testimonianze dirette, il film di Matteo Garrone offre uno spaccato crudo e autentico di un viaggio infernale, fatto di speranze, sogni infranti e violenze.
[advBanner]La pellicola riesce a restituire la durezza di questa realtà, ma anche la forza di chi, nonostante tutto, continua a lottare per un futuro migliore.
[advBanner]Io Capitano racconta un dramma globale che spesso tendiamo a ignorare.