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Stasera, 2 aprile 2025, approda su Rai1 il film dedicato a Giovanni Paolo II, ma la domanda che molti spettatori si pongono, aspettando "Non avere paura - Un'amicizia con Papa Wojtyla", è se gli eventi raccontati nella pellicola siano basati su una storia vera?
[advBanner]Sotto la direzione del regista Andrea Porporati, la storia esplora la relazione tra il papa polacco e un uomo comune, il maestro di sci Lino Zani. Un incontro che, seppur eccezionale, risponde a un fatto realmente accaduto, anche se con una buona dose di drammatizzazione. Scopriamo qualche dettaglio in più.
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"Non avere paura - Un'amicizia con Papa Wojtyla" non poteva capitare in un momento più propizio. In un clima di incertezza sulle condizioni di salute di Papa Francesco, a lungo ricoverato per una polmonite bilaterale severa, hanno richiamato inevitabilmente alla mente l'altro Pontefice tanto amato dal popolo.
[advBanner]Questo film, diretto da Andrea Porporati, è interpretato da un cast di attori straordinari, tra cui Giorgio Pasotti nei panni dell'esperto sciatore Lino Zani e Aleksei Guskov in quelli di Giovanni Paolo II. A completare il cast Claudia Pandolfi, Giuseppe Cederna, Ugo Dighero e Katia Ricciarelli.
[advBanner]Ma fino a che punto la realtà si mescola con la finzione? "Non avere paura" non è un film che mira a raccontare la verità assoluta degli eventi, ma piuttosto un racconto che si ispira a una storia vera, arricchendola con elementi di finzione e riflessione.
[advBanner]La domanda su quanto ci sia di vero in ciò che vediamo è legittima, ma alla fine la forza della pellicola sta nel modo in cui riesce a trasformare un incontro straordinario in una lezione di vita, dove la spiritualità e l'umanità si fondono in un legame profondo, indissolubile e toccante.
[advBanner]Nel 1981, pochi mesi dopo l’attentato a Giovanni Paolo II, Lino Zani, maestro di sci e guida alpina, si è trovato ad accogliere in un rifugio alpino tra le vette dell’Adamello una visita davvero straordinaria. Insieme a lui, un altro ospite inatteso: il presidente della Repubblica Italiana, Sandro Pertini.
[advBanner]Ma la vera sorpresa è stato il protagonista della visita: Karol Wojtyla, ovvero Giovanni Paolo II, noto per il suo amore per la montagna. La storia tra il papa e Zani affonda le radici in un’amicizia che si è consolidata nel tempo grazie alla passione comune per la montagna, che in un certo senso è diventata un luogo di condivisione e di riflessione, lontano dai riflettori della politica e della Chiesa.
[advBanner]Il film, purtroppo, non può trasmettere tutta la profondità di quel legame umano, ma promette di fare del suo meglio per restituirci la suggestione di un incontro che ha segnato profondamente la vita del maestro di sci. Intervistato sulla questione, Zani ha raccontato che Wojtyla, dopo l’attentato, desiderava ritrovare la pace interiore, e la montagna era per lui un luogo privilegiato in cui poter riflettere e pregare.
[advBanner]"Non avere paura" è liberamente ispirato al libro "Era santo, era uomo", scritto di prima mano da Lino Zani. Questo significa che, pur riprendendo eventi reali, la pellicola si concede una certa libertà artistica.
[advBanner]La mano di Porporati, infatti, si sente in alcuni dettagli che sono stati alterati o enfatizzati per rendere la narrazione cinematografica più coinvolgente e suggestiva. Il personaggio di Zani, ad esempio, viene mostrato come un uomo forte e deciso, ma il film mette anche in evidenza il contrasto tra la sua vita di montagna e l’arrivo di due figure di grandissimo rilievo internazionale, come il Papa e l'allora Presidente della Repubblica.
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Dal punto di vista della sceneggiatura, il film riesce a trasmettere l’emozione di un incontro che sembra uscito da una favola. Tuttavia, è fondamentale tenere presente che si tratta di una ricostruzione romanzata di eventi che, pur ispirandosi alla realtà, non possono essere considerati un documento storico fedele in ogni dettaglio.
[advBanner]Un aspetto molto interessante del film è come esplora il carattere di Giovanni Paolo II. La sua immagine nel cinema e nella cultura popolare è spesso quella di un uomo di fede incrollabile, impegnato in questioni politiche e religiose globali.
[advBanner]"Non avere paura", però, ci mostra un lato diverso, più umano e intimo del Papa, mettendo in luce il suo amore per la montagna e la sua profonda spiritualità. Guskov interpreta Wojtyla con grande delicatezza, riuscendo a rendere la sua presenza un faro di serenità in un ambiente che di certo non aveva nulla di mondano.
[advBanner]La pellicola, quindi, non vuole soltanto raccontare la storia di un incontro tra un uomo comune e una figura storica, ma, soprattutto, celebrare la spiritualità di Giovanni Paolo II, un uomo che trovava nella natura e nella solitudine il modo migliore per riflettere sulla propria vita.
[advBanner]Come ha dichiarato Andrea Porporati in un’intervista a "La Repubblica", l'intento era proprio quello di "raccontare il lato più umano e fragile di un uomo che, purtroppo, spesso è stato visto solo come un’icona".
[advBanner]Nel film, la montagna gioca un ruolo simbolico. Da un lato è il luogo in cui Zani insegna e accoglie i suoi ospiti, dall'altro diventa anche un rifugio spirituale per il Papa, lontano dai riflettori.
[advBanner]La montagna si propone così come lo scenario perfetto per l'introspezione, dove il freddo e la solitudine aiutano a purificare i pensieri e le emozioni. In un’epoca segnata da conflitti e tensioni, il paesaggio alpino diventa quasi una metafora del bisogno di ritrovare pace in mezzo al caos.
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Porporati ha dichiarato che la montagna nel film è un "personaggio" a sé stante. È una scelta stilistica e simbolica che conferisce al film una dimensione spirituale che va al di là della semplice narrazione biografica.
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