Quando si parla di pensioni, in più delle volte, si temono riduzioni dell’importo, aumento dell’età o inasprimento dei requisiti di accesso.
Questa volta, però, almeno alcuni pensionati possono tirare un sospiro di sollievo, considerando l’aumento mensile di 135 euro.
A chi spetta? Cos’è questo aumento? Rispondiamo a tutte queste domande nel testo, e chiarendo tutti i dettagli su questo incremento. Per saperne di più e approfondire il tema, consiglio la visualizzazione del video YouTube di TuttoPensioni.
Quello di cui parleremo nel testo è un aumento molto particolare che, per forza di cose, spetta in determinati casi.
La misura di cui parleremo è l’incremento al milione, una maggiorazione rivolta ai titolari di una pensione di importo inferiore a 603,39 euro, ovvero inferiore al trattamento minimo.
Tuttavia, per avere questa maggiorazione non si deve essere necessariamente titolari dell’integrazione al trattamento minimo.
Inoltre, possono beneficiarne anche i pensionati che percepiscono un importo superiore a 603,39 euro ma inferiore a 739,83 euro, anche se in misura parziale.
Grazie a un meccanismo specifico, viene garantito un adeguamento dell’assegno pensionistico tale da raggiungere un importo mensile pari a 739,83 euro. Questo avviene attraverso un'integrazione che colma la differenza tra tale cifra e l'importo effettivo della pensione percepita. La formula applicata è la seguente: 739,83 euro - valore della pensione in pagamento.
Tuttavia, per poter beneficiare di questo incremento, comunemente noto come "aumento al milione", è necessario rispettare determinati limiti di reddito, che includono anche eventuali altre fonti di guadagno del pensionato. Per l'anno in corso, i requisiti economici da non superare sono i seguenti:
Nonostante quanto sopra, si devono rispettare anche altri requisiti. L’incremento al milione, infatti, spetta solo ai pensionati che, oltre a soddisfare le condizioni sopra indicate, hanno raggiunto i 70 anni d’età.
Questo limite può sembrare stringente, ma si può ridurre di 12 mesi ogni cinque anni di contribuzione: una sottrazione che, però, è possibile solo fino a 65 anni d’età.
Vi è una eccezione: possono averlo già al compimento di 18 anni coloro che percepiscono una pensione di inabilità civile.
Poiché l'incremento al milione sarà confermato anche per il 2025, a partire dal prossimo anno ne avranno diritto, per la prima volta, anche coloro che sono nati tra il 1954 e il 1959.
Il nome sembrerebbe anacronistico, ma è così chiamato perché consentiva ai trattamenti, assistenziali e previdenziali, di raggiungere quota un milione di lire.
Introdotto nel 2001, aveva l’obiettivo di supportare di più i pensionati rispetto a quanto riconosciuto dall’integrazione al trattamento minimo.
Infatti, si tratta di una misura che si rivolge proprio ai pensionati che si trovano in una situazione di difficoltà.
L’incremento non è altro che una maggiorazione della pensione che se riconosciuta su un trattamento previdenziale spetta nella misura di 136,44 euro al mese. È rivolta anche ai pensionati che percepiscono l’Assegno Sociale e agli invalidi civili al 100%.
L’aumento al milione di 135 euro non scatta in automatico: per ottenerlo, è il pensionato a dover fare richiesta.
Ci si può rivolgere a un patronato per ricevere assistenza nella procedura, oppure accedere in autonomia al servizio online Consulente Digitale delle Pensioni, disponibile nell’area personale MyInps.
Ricordiamo che l’accesso al portale MyInps è consentito previa autenticazione con le proprie credenziali digitali: Spid, Cie o Cns.