29 Aug, 2025 - 20:06

Elezioni regionali Veneto: centrodestra ancora in stallo. Ma ora la Meloni non vuole più "fumate nere"

Elezioni regionali Veneto: centrodestra ancora in stallo. Ma ora la Meloni non vuole più "fumate nere"

Tre candidati schierati e altri tre nel guado. E con la riva che sembra lontanissima. Per il centrodestra, è ancora stallo sulle prossime Regionali. Chiuse le partite nelle Marche, in Calabria (con i presidenti uscenti Francesco Acquaroli e Roberto Occhiuto) e ultima la Toscana (con Alessandro Tomasi), mancano i nomi in Veneto, Campania e Puglia. E manca una data del prossimo confronto tra i leader, che sarebbe il terzo. Del resto è svanita pure l'ipotesi di un incontro fugace in Puglia, all'ombra dei trulli dove si è rifugiata Giorgia Meloni. Che, però, nel frattempo è rientrata dalle vacanze e all'orizzonte non ha più la missione in Asia che l'avrebbe tenuta via per giorni e che ha annullato. Niente più "fumate nere", l'intenzione della premier, ma direttamente un incontro che chiuda il cerchio e annunci le candidature. Anche perché a premere ora, indirettamente, sono le scelte dei rivali. Se finora il centrodestra ha atteso tatticamente le mosse altrui, sperando segretamente nel loro fuoco amico, adesso non ci sono più alibi.

Ancora in alto mare il dopo Zaia

Tra stop and go, il centrosinistra procede e ha piazzato anche la sua penultima pedina con Roberto Fico del M5s, pronto a correre come successore di Vincenzo De Luca in Campania a nome del "campo largo". Se l'esito fosse lo stesso in Puglia con la benedizione di Antonio Decaro del Pd, la destra sarebbe costretta ad accelerare. Perfino in Veneto, dove parte strafavorita grazie al lungo regno di Luca Zaia. Eppure trovare il suo erede resta una missione ardua. Da un lato ci sono le pressioni della Lega, che rivendica il diritto alla continuità con un altro leghista come Alberto Stefani, segretario della Liga veneta, e che minaccia l'opzione di una lista Zaia o di averlo come capolista nella propria. Dall'altro, le ambizioni di Fratelli d'Italia in nome del boom di consensi sul territorio.

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