Il 2026 si apre con una “buona notizia dagli Usa” per i produttori di pasta italiana: il governo degli Stati Uniti ha deciso di ridurre in maniera sostanziale i balzelli imposti sull'importazione ad alcuni famosi pastifici italiani per violazione delle politiche antidumping.
La notizia della chiusura dell'indagine – che si sarebbe dovuta concludere il prossimo 11 marzo – è arrivata nel primo giorno del nuovo anno ed è stata accolta con soddisfazione dalle associazioni di settore e dal governo.
Un sospiro di sollievo per le 13 aziende finite nel mirino del Dipartimento del Commercio statunitense tra i principali mercati di esportazione della pasta italiana.
Nella giornata di giovedì 1 gennaio 2026 il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha reso noto alcune valutazioni in relazione ai dazi antidumping su alcuni noti marchi di pasta italiani.
L'indagine post-preliminare ridimensiona al ribasso, in maniera significativa, le aliquote fissate in via provvisoria lo scorso settembre per le 13 aziende italiane coinvolte nell'inchiesta.
Per il pastificio La Molisana” i dazi crollano dal 91,74% al 2,26%, al 13,98% per Garofalo e al 9,09% per gli altri 11 produttori attenzionati.
La notizia è stata resa nota dal Ministero degli Esteri che ha sottolineato come la rideterminazione dei dazi sia il “segno del riconoscimento della fattiva volontà di collaborare delle nostre aziende da parte delle autorità statunitensi”.
Queste aliquote si sommano al 15% già in vigore sui prodotti UE, per un totale tra il 17% e il 29%, rendendo l'export ancora sostenibile; la decisione finale è attesa per marzo 2026-
Soddisfazione è stata espressa dal ministro dell'Agricoltura, Francesco Lollobrigida che ha sottolineato il lavoro del governo accanto alle imprese italiane.
ha detto Lollobrigida che poi ha concluso:
Un ringraziamento al governo è arrivato anche dai pastai dell'Unione italiana food.
Ha dichiarato la presidente Margherita Mastromauro.
La vicenda ha origini nel luglio 2025, quando due aziende americane (8th Avenue Food & Provisions e Winland Foods) hanno riaperto il caso con una denuncia al Dipartimento del Commercio, portando a un'indagine su 13-18 produttori italiani.
A settembre 2025, sono state fissate aliquote provvisorie del 91,74%, destinate a entrare in vigore da gennaio 2026 insieme al 15% UE, per un totale del 107% che rischiava di azzerare l'export da 671-770 milioni di euro annui.
Il governo italiano e i produttori hanno avviato una delicata trattativa presso l'amministrazione Trump, portando alla revisione post-preliminare annunciata il 1° gennaio 2026.
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