02 Jan, 2026 - 12:39

Crollano i dazi Usa sulla pasta italiana: Washington cede (per il momento) e il governo rivendica

Crollano i dazi Usa sulla pasta italiana: Washington cede (per il momento) e il governo rivendica

Il 2026 si apre con una “buona notizia dagli Usa” per i produttori di pasta italiana: il governo degli Stati Uniti ha deciso di ridurre in maniera sostanziale i balzelli imposti sull'importazione ad alcuni famosi pastifici italiani per violazione delle politiche antidumping.

La notizia della chiusura dell'indagine – che si sarebbe dovuta concludere il prossimo 11 marzo – è arrivata nel primo giorno del nuovo anno ed è stata accolta con soddisfazione dalle associazioni di settore e dal governo.

Un sospiro di sollievo per le 13 aziende finite nel mirino del Dipartimento del Commercio statunitense tra i principali mercati di esportazione della pasta italiana.

Dazi Usa sulla pasta italiana: crollo delle aliquote e svolta nell’indagine antidumping 

Nella giornata di giovedì 1 gennaio 2026 il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha reso noto alcune valutazioni in relazione ai dazi antidumping su alcuni noti marchi di pasta italiani.

L'indagine post-preliminare ridimensiona al ribasso, in maniera significativa, le aliquote fissate in via provvisoria lo scorso settembre per le 13 aziende italiane coinvolte nell'inchiesta. 

Per il pastificio La Molisana” i dazi crollano dal 91,74% al 2,26%, al 13,98% per Garofalo e al 9,09% per gli altri 11 produttori attenzionati. 

La notizia è stata resa nota dal Ministero degli Esteri che ha sottolineato come la rideterminazione dei dazi sia il “segno del riconoscimento della fattiva volontà di collaborare delle nostre aziende da parte delle autorità statunitensi”.

Queste aliquote si sommano al 15% già in vigore sui prodotti UE, per un totale tra il 17% e il 29%, rendendo l'export ancora sostenibile; la decisione finale è attesa per marzo 2026-

Il governo rivendica il risultato, Lollobrigida: “Il lavoro di squadra paga”

Soddisfazione è stata espressa dal ministro dell'Agricoltura, Francesco Lollobrigida che ha sottolineato il lavoro del governo accanto alle imprese italiane.

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“La buona notizia che arriva dagli Stati Uniti dimostra come il lavoro serio, senza inutili allarmismi, porti i suoi frutti. Abbiamo seguito sin da subito la vicenda, ad ottobre a Chicago insieme all’ambasciatore Marco Peronaci avevamo dato un segnale importante: le istituzioni italiane non avrebbero abbandonato i produttori di pasta italiani.”

ha detto Lollobrigida che poi ha concluso:

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“Ancora una volta abbiamo dimostrato che il lavoro di squadra paga e l’Italia è forte e rispettata nel mondo”. 

Un ringraziamento al governo è arrivato anche dai pastai dell'Unione italiana food.

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Quando il sistema Paese fa squadra – imprese, associazioni e istituzioni – i risultati arrivano. Decisiva la collaborazione del Ministro Lollobrogida, del Ministro Tajani e del commissario Europeo Sefkovic.

Ha dichiarato la presidente Margherita Mastromauro.

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La decisione delle autorità statunitensi conferma inoltre che gli Stati Uniti sono un Paese attento all’Italia e alle sorti della nostra economia, capace di riconoscere il valore delle nostre imprese e il contributo strategico del comparto agroalimentare italiano.

Dalla denuncia americana al dietrofront di Washington: la cronistoria del caso dazi 

La vicenda ha origini nel luglio 2025, quando due aziende americane (8th Avenue Food & Provisions e Winland Foods) hanno riaperto il caso con una denuncia al Dipartimento del Commercio, portando a un'indagine su 13-18 produttori italiani.​

A settembre 2025, sono state fissate aliquote provvisorie del 91,74%, destinate a entrare in vigore da gennaio 2026 insieme al 15% UE, per un totale del 107% che rischiava di azzerare l'export da 671-770 milioni di euro annui.

Il governo italiano e i produttori hanno avviato una delicata trattativa  presso l'amministrazione Trump, portando alla revisione post-preliminare annunciata il 1° gennaio 2026.

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