In Italia la natalità è scesa: secondo l’ISTAT nel 2024 si è verificato un calo del 2,6% rispetto al 2023 e il numero medio di figli per donna è oggi di 1,18, rispetto al 1,39 del 2013. Anche se per molti risulta difficile crederci, la risposta a tale calo non è sicuramente legata al fatto che i giovani non vogliono responsabilità, perché invece dietro a tali scelte mancano delle condizioni stabili, come casa, lavoro e tempo.
Uno dei fattori che incide maggiormente è il ‘rinvio’: si decide di ‘fare coppia’ più tardi a causa di fattori come stipendi bassi e costi di vita alti. Di conseguenza si prova ad avere figli più tardi, solo una volta raggiunta la stabilità della coppia.
Quando nascono meno bambini cambia la struttura del Paese. Nel lungo periodo porta a molti cambiamenti: meno lavoratori e più anziani, quindi più pressioni su pensioni, sanità e assistenza.
Oltre a queste dinamiche, si presentano anche degli effetti più visibili: scuole che chiudono o classi da meno bambini e Paesi che invecchiano più rapidamente. Un’altra causa è la migrazione all’Estero, soprattutto dei giovani. Questo comporta una perdita per il Paese, perché non si perdono solo potenziali lavoratori ma anche potenziali genitori.
Non bisogna chiedersi “come convincere le persone a fare figli”, ma “come rendere possibile farli senza dover sacrificare tutto”. Infatti, la scelta di diventare genitori avviene nel momento in cui una coppia fa i conti con affitto, orari, nido, salute, tempo. Se quelle condizioni migliorano, la natalità smette almeno di scendere senza freni.
Come può quindi lo Stato rendere più facile avere figli?
● Maggiori servizi per l’infanzia: nidi più numerosi ,meno costosi e con orari compatibili con quelli lavorativi. Questo permette alle neomamme di continuare a lavorare senza dover valutare di lasciare il lavoro e fare la mamma a tempo pieno, dato che i costi del nido attualmente non sono accessibili a tutti o hanno orari ristretti;
● Stabilità lavorativa: incentivi alle Aziende che offrono contratti stabili ai giovani e meno penalizzazioni per maternità/paternità;
● Sostegni economici: aiuti economici attraverso assegni familiari duraturi nel tempo per chi fa/ha figli;
Anziché dare la colpa ai giovani, che sono il futuro del Paese, bisognerebbe attivarsi per metterli nelle condizioni di costruire una famiglia. È facile giudicare o paragonare la vita di vent’anni fa a quella di oggi, ma il contesto è cambiato: lavoro più instabile, stipendi che spesso non crescono quanto il costo della vita, affitti alti e servizi che non sempre aiutano davvero chi ha figli.
A cura di Sofia Bendaj
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