La mozione depositata in Consiglio regionale dal gruppo Resistere Veneto per istituire ambulatori pubblici dedicati agli eventi avversi post vaccino riaccende il dibattito sugli effetti collaterali della campagna anti Covid.
La polemica si è allargata nelle ultime ore dopo le critiche della senatrice di Italia Viva, Daniela Sbrollini, diventata bersaglio di insulti e attacchi sui social.
La mozione, in questione, è stata presentata dai consiglieri regionali Riccardo Szumski e Davide Lovat, del Gruppo Szumski Resistere Veneto, che parlano di una risposta dovuta a cittadini lasciati troppo spesso senza un percorso pubblico di valutazione e cura.
Riccardo Szumski, medico ed ex sindaco di Santa Lucia di Piave è uno dei simboli delle battaglie contro gli effetti avversi della vaccinazione Covid nella regione. Battaglie che lo hanno portato a sorpresa a raccogliere più del 5% delle preferenze alle elezioni regionali svoltesi il 23 e 24 novembre.
La mozione di Szumski, tuttavia, nelle ultime ore è diventata anche un caso politico per il coinvolgimento della senatrice di Italia Viva, Laura Sbrollini, diventata bersaglio di attacchi no-vax per un post pubblicato su Facebook in cui criticava l'iniziativa degli ambulatori per i danni da vaccino Covid-19.
Secondo i promotori, la richiesta nasce da una crescente domanda di tutela da parte di persone che, dopo la vaccinazione anti Covid-19 – definita come un intervento sanitario straordinario promosso dalle istituzioni – dichiarano di aver sviluppato effetti collaterali anche di lunga durata.
Molti di loro, spiegano i consiglieri, non riescono ad accedere a strutture pubbliche dedicate e sono costretti a rivolgersi al settore privato o a rinunciare del tutto a una valutazione adeguata.
Si legge nella mozione dove si sottolinea come l’assenza di ambulatori specialistici pubblici comporti disuguaglianze nell’accesso alle cure, ritardi diagnostici e una frammentazione dell’assistenza.
Una situazione che, di fatto, trasferisce il peso economico e psicologico sulle famiglie, alimentando sfiducia e senso di abbandono.
Nel testo si richiama anche la letteratura scientifica internazionale e il lavoro dei sistemi di farmacovigilanza, che documentano l’esistenza di eventi avversi post vaccinazione, ribadendo la necessità di affrontare il tema senza pregiudizi, con rigore scientifico e attenzione alle persone.
La proposta impegna la Giunta regionale ad attivare ambulatori specialistici regionali, completamente a carico del Servizio Sanitario Nazionale.
Le strutture dovrebbero occuparsi del censimento sistematico dei casi, della valutazione clinica multidisciplinare, della verifica di una possibile correlazione tra vaccino ed evento avverso, oltre all’accompagnamento terapeutico, riabilitativo e al follow-up.
Sono previste anche l’integrazione con i sistemi di farmacovigilanza, la definizione di protocolli clinici regionali uniformi e un’informazione chiara sia per i cittadini sia per i professionisti sanitari.
Per Szumski e Lovat, prendersi cura di chi si sente danneggiato non è in contrasto con le politiche di sanità pubblica, ma ne rappresenta un fondamento etico e giuridico.
Se approvata, la Giunta dovrà riferire periodicamente al Consiglio regionale sui risultati ottenuti e sulle criticità emerse.
Concludono nella mozione Szumski e Lovat.
L'iniziativa di “Resistere Veneto” è finita in queste ore al centro di un caso politico e molto presto anche in Parlamento.
La senatrice di Italia Viva, Daniela Sbrollini ha denunciato di aver subito numerosi attacchi novax a commento di un post Facebook in cui esprimeva un punto di vista critico nei confronti dell'istituzione di ambulatori specifici per gli effetti avversi ai vaccini Covid.
Ha scritto Sbrollini in un messaggio pubblicato sempre sul suo profilo Facebook. La senatrice del partito di Renzi ha poi aggiunto:
Sbrollini aveva definito la mozione di Riccardo Szumski “una provocazione grave e irresponsabile”.
La senatrice ha annunciato di aver già presentato un'interrogazione parlamentare sulla vicenda.
In sua difesa è intervenuta la capogruppo al Senato di Italia Viva, Raffaella Paita.
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