14 Jan, 2026 - 11:00

La sirena e il segreto del cuore: quando il desiderio incontra l’abisso

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C’è un luogo, sotto la superficie del mondo, in cui l’amore non è ancora accaduto.
È Eratis, città sottomarina di tritoni e sirene, ed è il luogo dell’origine, dell’appartenenza, della sicurezza. Ma è anche il luogo in cui il desiderio può restare incompiuto.

Ne "La sirena e il segreto del cuore" di Gabriele Vecchiarelli (Fuorilinea) affida a Mia – sirena dai capelli rosa, principessa e creatura irrisolta – il compito antico e sempre nuovo di dare voce a quel vuoto che chiede di essere attraversato.

Mia è giovane, ma non innocente. Nel suo cuore grande abita una mancanza che nessuna regola del mare può colmare. Tutti attorno a lei hanno già trovato il proprio compagno, il proprio riflesso nell’altro. Lei no.

E questo "no" diventa domanda, inquietudine, richiamo. Restare o partire? Custodire il noto o oltrepassare il confine che nessuna sirena ha mai osato superare?

La sirena, da sempre, è figura del limite. Corpo spezzato tra due nature, voce che incanta e condanna, promessa di unità e memoria della perdita. Da Andersen a Lampedusa, il suo canto custodisce un sapere oscuro: l’amore non salva, l’amore espone.

È forte come la morte, dice il Cantico, e come la morte chiede tutto. Vecchiarelli si muove in questi abissi con passo lieve, scegliendo una lingua limpida che non teme la profondità.

Oltre Eratis non c’è soltanto un altro mondo: c’è la possibilità di diventare altro da ciò che si è sempre stati. Il viaggio di Mia non è una fuga, ma un atto di fedeltà al proprio desiderio.

Amare, qui, significa accettare la diversità, lasciare che il confine smetta di essere muro e diventi soglia. Significa rinunciare all’illusione dell’unità originaria per costruirne una nuova, fragile e vera.

Il segreto del cuore non è nascosto: pulsa. È nella nostalgia che accompagna ogni scelta, nella ferita che non si richiude, nella voce che continua a cantare anche quando il mare si fa silenzioso.

"La sirena e il segreto del cuore" non è soltanto una storia per giovani lettori, ma una fiaba iniziatica che parla a chiunque abbia sentito, almeno una volta, che l’amore chiama sempre oltre ciò che conosciamo.

Perché la sirena non insegna a restare.
Insegna a scendere.
E ad accettare che solo perdendo una parte di sé si può, forse, diventare interi.

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