14 Jan, 2026 - 12:40

Covid, commessa da un miliardo per le mascherine cinesi: cosa è emerso dall'audizione del consulente di Arcuri

Covid, commessa da un miliardo per le mascherine cinesi: cosa è emerso dall'audizione del consulente di Arcuri

Riprendono le audizioni della Commissione d’inchiesta Covid. Martedì 13 gennaio 2026, è stata ascoltata la deposizione dell’ex prefetto Giulio Cazzella, consulente del Commissario all’emergenza Covid-19, Domenico Arcuri. 

L’ex prefetto ha riferito sulle circostanze relative all’acquisto dei dispositivi di protezione personale (Dpi), ma anche sulle gare per i banchi a rotelle e per il potenziamento delle reti ospedaliere. 

Cazzella ha illustrato le circostanze che portarono alla stipula da parte del Comitato tecnico scientifico (Cts) delle commesse per l'acquisto delle famose mascherine cinesi. Ed è proprio su questo punto che si sono concentrate le domande dei commissario di maggioranza e opposizione.

Mascherine cinesi, Cazzella: “Non ci fu mai esclusività degli approvvigionamenti”

Nel corso della sua deposizione, Giulio Cazzella - consulente del commissario per l'emergenza Covid, Domenico Arcuri - ha chiarito come si arrivò nei primi mesi dell'emergenza Covid-19 alle commesse per l'acquisto di mascherine cinesi. 

Erano settimane difficili, le mascherine erano difficili da reperire sul mercato e, tanto l'Italia quanto l'Europa, varò una serie di norme che consentivano particolari deroghe alle prescrizioni previste nel Codice dei contratti, come la possibilità - in alcuni casi specifici - di ricorrere all'affidamento diretto.

virgolette
“Il commissario non abusò di questa facoltà così ampia che limitò esclusivamente all’acquisto di mascherine e respiratori, dove l’urgenza era più che somma. Comunque anche sull’acquisto di mascherine adottò un principio della rotazione degli approvvigionamenti, quindi non ci fu mai – neanche nei periodi di massima emergenza – l’esclusività degli approvvigionamenti presso una o più ditte, ma una rotazione abbastanza complessa.

Ha spiegato Cazzella.

Il caso dei banchi a rotelle: quanti ne furono acquistati?

Il prefetto Giulio Cazzella ha poi fatto un punto sulla questione dell’acquisto dei controversi banchi a rotelle. 

La scelta di acquistare i banchi innovativi con le rotelle, maturò nell’estate del 2020 su impulso del Ministero dell’Istruzione per consentire la riaperture delle scuole a settembre 2020 dopo la chiusura del primo lockdown. 

Per far fronte alla necessità di garantire il distanziamento, il ministero – secondo quanto riferito da Cazzella – chiese di acquistare i banchi monoposto con le rotelle. 

virgolette
“Noi facemmo il bando per l’acquisto, ma ci furono grosse difficoltà. Per i rincari dei materali i prezzi lievitarono.”

I banchi, tuttavia, non furono disponibili prima della Befana 2021. 

In totale – secondo quanto emerso in audizione – furono ordinati circa 2milioni e 400 mila banchi monoposto, 1,3 milioni di sedute monoposto e 434mila sedute innovative (i banchi a rotelle, ndr).

In totale i banchi ordinati e acquistati dal governo italiano furono circa 4 milioni.

Covid, FdI attacca sulla commessa da 1 miliardo di euro al consorzio cinese

Ma è stato sulle commesse per l'acquisto delle mascherine cinesi che si sono concentrate principalmente le domande dei commissari e su una commessa specifica, quella da oltre un miliardo e duecento milioni di euro stipulata con il consorzio cinese Wenzhou-Luokai, a cui fu appaltata l’importazione di un numero cospicuo di mascherine.

A puntare il dito contro le circostanze che portarono alla stipula di quella commessa i componenti di Fratelli d'Italia della Commissione che hanno evidenziato ombre e interrogativi:

virgolette
Dunque, ricapitolando: la struttura guidata da Domenico Arcuri ha commissionato la maxicomessa in affidamento diretto più rilevante della storia ad un consorzio cinese sconosciuto, senza effettuare alcun controllo, per tramite di una persona sconosciuta allo stesso Arcuri.

Denunciano i commissari di FdI che poi concludono:

virgolette
Si è creata così una catena d’affari che maneggiava soldi pubblici durante la pandemia sulla testa dei cittadini che intanto combattevano contro il virus. Fatti sconcertanti, sui quali in commissione Covid continueremo a fare chiarezza”.
LEGGI ANCHE
LASCIA UN COMMENTO

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.
I campi obbligatori sono contrassegnati con *

Sto inviando il commento...