25 Jan, 2026 - 10:58

Quando il Sud viene colpito dal maltempo, ma il silenzio fa più rumore

In collaborazione con
Maria Scozzafava
Quando il Sud viene colpito dal maltempo, ma il silenzio fa più rumore

Negli ultimi giorni il Sud Italia è stato colpito da un’ondata di maltempo violento, indicato come ciclone Harry. Piogge torrenziali, vento forte, allagamenti, disagi gravi per i cittadini con strade interrotte e famiglie costrette a fare i conti con la paura e con i danni concreti. Eppure mentre tutto questo accadeva, l’attenzione mediatica nazionale è rimasta tiepida, quasi distratta.

Non è la prima volta che succede. Eventi climatici estremi colpiscono il mezzogiorno ma, raramente diventano un tema centrale nel dibattito pubblico. Le notizie passano in fretta, relegate a brevi servizi senza approfondimenti, senza titoli di apertura, senza quella narrazione di emergenza che invece comparve puntualmente quando situazioni simili colpiscono il nord Italia.

Il confronto inevitabile: quando il maltempo colpisce il Nord

Basta tornare alla memoria le alluvioni i Emilia-Romagna. In quel caso, giustamente, l’attenzione è stata massima: dirette continue, speciali televisivi, titoli per giorni, mobilitazione politica e solidarietà nazionale.

Ma allora la domanda sorge spontanea: perché lo stesso non accade quando a essere colpito è il Sud? Il dolore non ha latitudine. I danni non valgono meno solo perché avvengono più a sud. Eppure, la percezione che passa è un’altra: come sé alcune emergenze fossero “più importanti” di altre.

Un Sud abituato a cavarsela da solo

C’è un aspetto ancora più amaro: il Sud sembra essere raccontato come una terra che deve arrangiarsi. Questo succede quando qualcosa, il messaggio è sempre questo. “ è normale” , “é sempre stato così”. Una narrazione pericolosa, perché normalizza l’abbandono e riduce l’urgenza degli interventi. Il silenzio mediatico diventa un silenzio istituzionale. Meno attenzione significa meno pressione, meno fondi, meno risposte rapide.

E intanto i cittadini restano soli, a spalare il fango, a sistemare ciò che è stato distrutto. Il Sud continua ad essere visto come periferia del racconto nazionale, un luogo che esiste solo quando fa comodo: d’estate per le vacanze, nei discorsi politici per le promesse, nei notiziari solo in casi estremi e per poco tempo.

parlare del ciclone Harry non significa fare una gara tra territori.Significa chiedere equità, rispetto, attenzione. Significa ricordare che il Sud Italia è parte del Paese tanto quanto il Nord, e che ogni emergenza merita lo stesso spazio, la stessa cura, la stessa responsabilità. Finché continueremo a raccontare il Sud solo a metà, continueremo a lasciarlo solo anche nelle emergenze. E questo, più del maltempo, è il vero disastro. 

A cura di Maria Scozzafava

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