Negli ultimi giorni il Sud Italia è stato colpito da un’ondata di maltempo violento, indicato come ciclone Harry. Piogge torrenziali, vento forte, allagamenti, disagi gravi per i cittadini con strade interrotte e famiglie costrette a fare i conti con la paura e con i danni concreti. Eppure mentre tutto questo accadeva, l’attenzione mediatica nazionale è rimasta tiepida, quasi distratta.
Non è la prima volta che succede. Eventi climatici estremi colpiscono il mezzogiorno ma, raramente diventano un tema centrale nel dibattito pubblico. Le notizie passano in fretta, relegate a brevi servizi senza approfondimenti, senza titoli di apertura, senza quella narrazione di emergenza che invece comparve puntualmente quando situazioni simili colpiscono il nord Italia.
Basta tornare alla memoria le alluvioni i Emilia-Romagna. In quel caso, giustamente, l’attenzione è stata massima: dirette continue, speciali televisivi, titoli per giorni, mobilitazione politica e solidarietà nazionale.
Ma allora la domanda sorge spontanea: perché lo stesso non accade quando a essere colpito è il Sud? Il dolore non ha latitudine. I danni non valgono meno solo perché avvengono più a sud. Eppure, la percezione che passa è un’altra: come sé alcune emergenze fossero “più importanti” di altre.
C’è un aspetto ancora più amaro: il Sud sembra essere raccontato come una terra che deve arrangiarsi. Questo succede quando qualcosa, il messaggio è sempre questo. “ è normale” , “é sempre stato così”. Una narrazione pericolosa, perché normalizza l’abbandono e riduce l’urgenza degli interventi. Il silenzio mediatico diventa un silenzio istituzionale. Meno attenzione significa meno pressione, meno fondi, meno risposte rapide.
E intanto i cittadini restano soli, a spalare il fango, a sistemare ciò che è stato distrutto. Il Sud continua ad essere visto come periferia del racconto nazionale, un luogo che esiste solo quando fa comodo: d’estate per le vacanze, nei discorsi politici per le promesse, nei notiziari solo in casi estremi e per poco tempo.
parlare del ciclone Harry non significa fare una gara tra territori.Significa chiedere equità, rispetto, attenzione. Significa ricordare che il Sud Italia è parte del Paese tanto quanto il Nord, e che ogni emergenza merita lo stesso spazio, la stessa cura, la stessa responsabilità. Finché continueremo a raccontare il Sud solo a metà, continueremo a lasciarlo solo anche nelle emergenze. E questo, più del maltempo, è il vero disastro.
A cura di Maria Scozzafava
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