Se si votasse oggi sarebbe un testa a testa all'ultimo voto. E' quanto emerge dall'ultimo sondaggio realizzato dall'Osservatorio Emg sulle intenzioni di voto degli italiani a livello nazionale.
Il centrodestra resta in vantaggio con il 45% delle preferenze ma il campo progressista insegue al 44,4% con solo 0,6 punti percentuali di differenza.
Un distacco irrisorio che mostra come il Paese sia politicamente diviso in due blocchi contrapposti e come, con l'avvicinarsi dell'appuntamento elettorale per Palazzo Chigi (autunno 2027), tendano ad emergere con maggiore forza i posizionamenti identitari.
A livello di singoli partiti, Fratelli d'Italia si conferma prima forza politica con il 26,9%, mentre il Partito Democratico segue al 22,2%.
Ci sono poi i cosiddetti 'battitori liberi' che stanno contribuendo a ridisegnare gli equilibri tanto a destra come a sinistra. La novità principale delle ultime settimane è senza dubbio la nascita di un nuovo movimento politico a destra della coalizione di maggioranza, Futuro Nazionale di Roberto Vannacci.
C'è poi la crescita costante di Azione di Carlo Calenda insieme ad un maggiore dinamismo di partiti minori che cominciano a ritagliarsi il proprio spazio come il Partito liberal democratico che nella rilevazione viene dato all'1,8% e Democrazia Sovrana e Popolare che si attesta all'1,6%.
Ecco, allora, nel dettaglio cosa è emerso dall'ultimo sondaggio politico dell'Osservatorio Emg e come stanno cambiando gli equilibri tra i partiti e le coalizioni.
Si ridefiniscono gli equilibri nel centrodestra dopo quasi tre anni di relativa stabilità. Fratelli d'Italia resta il primo partito della coalizione e del Paese con il 26,9% (molto al di sotto del 29-30% raggiunto in altri sondaggi).
Il partito di Giorgia Meloni da solo rappresenta la metà dei consensi della coalizione.
Forza Italia si colloca al 9%, confermando una posizione centrale nell’area moderata. La Lega - che sta ancora metabolizzando l'addio di Vannacci - si attesta al 7,8%, Noi Moderati raccoglie l’1,3%, contribuendo in modo marginale ma utile al totale della coalizione.
Il centrodestra, composto da Fratelli d'Italia, Forza Italia, Lega e Noi Moderati, raggiunge complessivamente il 45%. È una percentuale solida, ma non sufficiente per parlare di vantaggio netto.
Tra gli elementi di novità spicca il 2,9% attribuito a Futuro nazionale, formazione che sottrae consensi soprattutto al centrodestra: l’1,1% da FdI, lo 0,7% dalla Lega e lo 0,1% da Forza Italia, oltre a intercettare voti da altri partiti e da chi normalmente si astiene.
Dal punto di vista dell’autocollocazione, il 12,8% degli elettori si definisce di destra e il 24,8% di centrodestra, per un totale del 37,6% nell’area.
Nel centrosinistra il Partito Democratico, con il 22,2%, è il perno della coalizione e si conferma seconda forza nazionale e traina la coalizione progressista.
Alle spalle del partito della segretaria Elly Schlein si collocano il Movimento 5 Stelle, che si attesta al 12,1%, Alleanza Verdi e Sinistra che raggiunge il 6,1%, mentre Italia Viva si colloca al 2,4% e +Europa all’1,6%.
Il 12,9% degli elettori si definisce di sinistra e il 23,1% di centrosinistra, per un totale del 36%. Un dato molto vicino a quello dell’area di destra, che conferma la sostanziale parità tra i due poli.
Veniamo alla domanda iniziale: chi vincerebbe se si votasse oggi? Ebbene, stando ai numeri la vittoria - seppur di poco - spetterebbe al centrodestra con il 45% delle preferenza. Il margine minimo tuttavia rende la partita molto incerta, il centrosinistra è dato al 44,4% ed è pienamente in corsa.
Determinante sarà la capacità dei due schieramenti di convincere gli indecisi e riportare alle urne i tanti italiani che non vanno più a votare. Su questo fronte, nel sondaggio di Emg, emerge, tuttavia, anche un dato positivo: l'affluenza stimata al 58%, la più alta degli ultimi mesi.
Determinante, infine, sarà la capacità dei gruppi maggiori di stringere alleanze con i partiti minori attualmente collocati fuori dal bipolarismo che in totale muovono circa il 15% di preferenze.
In un Paese che appare diviso a metà ogni spostamento, anche minimo, potrebbe risultare determinante per la vittoria o la sconfitta.
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