Una volta, in Francia, imperava il re Sole. Ora, invece, al crepuscolo della Quinta Repubblica, a Parigi e dintorni, si aggira il re Sola.
Così chiama il presidente Emmanuel Macron il direttore di Libero Mario Sechi.
L'inquilino dell'Eliseo è reo, ai suoi occhi, di aver risposto in malo modo a Giorgia Meloni che, nei giorni scorsi, ha esternato tutta la sua preoccupazione per il giovane francese attivista di destra ucciso.
Per Sechi, così come per la nostra premier, non si è trattato di alcuna ingerenza in una questione di uno Stato estero.
Ma cosa ha scritto di preciso il direttore Sechi questa mattina nel suo consueto editoriale riguardo l'ultimo caso che vede protagonisti Meloni e Macron?
Per Sechi, la questione sollevata dal presidente francese non ha motivo di essere:
Tutto qui: Macron non aveva motivo di rispondere a muso duro. Tanto più che ha dimostrato una volta di più di avere i nervi a fior di pelle: anche a causa della sinistra di Mélenchon, che è tutt'altro che tenera:
Un bel problema per l'Eliseo, tanto più che la Francia sembra diventata uno dei laboratori principali dell'involuzione del progressismo e della sua radicalizzazione, con la sua complicità con gli antagonismi più duri e i militanti filo-Hamas.
Meloni, a detta di Sechi, di conseguenza, è molto attenta a ciò che avviene Oltralpe perché teme il contagio.
Mario Sechi ammette che, pur essendo imparagonabile la situazione di Roma e quella di Parigi, anche da noi esistono segnali di tensione:
E poi il direttore ricorda che tra gli arrestati per il linciaggio a Deranque ne compare anche uno che era presente alla manifestazione antifascista contro l'anniversario di Acca Larenzia. Come dire: non è poi che l'Italia e la Francia siano su due mondi diversi.
In ogni caso, Sechi la mette così:
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