23 Mar, 2026 - 14:47

Dazi Trump, ko per l'Europa: l'Italia unica big Ue ad aumentare l'export Usa nel 2025

Dazi Trump, ko per l'Europa: l'Italia unica big Ue ad aumentare l'export Usa nel 2025

Il governo italiano lo aveva detto che i dazi di Trump sui prodotti importati negli Stati Uniti non sarebbe stata una tragedia per l'Italia, e il Rapporto Istat sulla Competitività 2025 sembra dargli ragione. 

In base alla rilevazione del principale istituto di statistica italiano, l'Italia è stata l'unica tra le big europee ad aver retto il colpo dell'aumento delle tariffe doganali imposte dal tycoon americano ai prodotti europei.

Anzi, l'Italia ha addirittura aumentato in maniera considerevole le esportazioni negli Usa (+7,2%) mentre tutti gli altri Paesi Ue hanno fatto registrare cali più o meno contenuti. 

Il rapporto misura la competitività internazionale dell’Italia confrontando la performance dei settori produttivi italiani con quella dei principali concorrenti.

Un dato positivo che, tuttavia, ha anche un risvolto meno entusiastico della medaglia. Sempre l'Istat rileva nel suo rapporto che i dazi USA (raddoppiati nelle aliquote medie) hanno comunque frenato l'export italiano del 3,2%, il che significa che senza dazi la crescita sarebbe stata maggiore.

L'export italiano sarebbe potuto crescere di più, ma alla luce del contesto geopolitico attuale il dato è sicuramente positivo. 

Dazi l'Italia unica big Ue ad aumentare l'export Usa nel 2025

I dazi imposti dal presidente Usa, Donald Trump, hanno avuto un impatto determinante sulle esportazioni europee.

L'Italia rappresenta l'unica eccezione: mentre Francia (-0,9%), Germania e Spagna (oltre il 9%) crollano, il nostro Paese ha aumentato le esportazioni dei suoi prodotto verso gli Stati Uniti nel 2025, facendo registrare un +7,2% con un surplus commerciale globale di 50,7 miliardi.

Pur essendo più esposta nei rispetto ai partner Ue nei confronti del mercato americano che assorbe il 10,8% dell'export nazionale (contro il 7,8% della Francia, il 4,2% della Spagna, il 9,4% della Germania), l'Italia ha performato meglio dei vicina, riuscendo a sfruttare meglio le nicchie di eccellenza del Made in Italia e riorientando i flussi di esportazione. 

Nel complesso, secondo quanto emerso dal report - la vocazione “export-led” del nostro Paese e la sua forte proiezione verso i mercati extra-Ue hanno determinato effetti positivi sulla sua crescita economica nella fase di persistente espansione del processo di globalizzazione. 

Dazi americani, perché solo l’Italia cresce: i dati del Rapporto Istat

Il rapporto Istat quantifica anche l’impatto complessivo dei dazi sul sistema italiano: l’aumento medio delle aliquote doganali applicate dagli Usa ha frenato la crescita potenziale dell’export italiano di circa il 3,2%.

In altre parole, senza i dazi l’aumento dell'export verso gli Usa sarebbe stato ancora più importante, ma il danno è valutato come “modesto” sul piano macroeconomico, mentre risulta molto eterogeneo a livello settoriale.

Settori come minerali, metalli preziosi e gioielli, ad esempio, sono stati quelli che hanno pagato maggiormente lo scotto dell'aumento delle tariffe doganali verso gli Usa.  Altre nicchie, come calzature, articoli in plastica e gomma, oli vegetali, invece, sono riusciti addirittura a crescere, sfruttando il riorientamento delle rotte globali verso mercati meno "ostici".

Perché l’Italia è più “resistente” ai dazi?

Secondo l’Istat, tre elementi spiegano in parte il risultato positivo dell'esportazioni verso gli Usa. Il primo riguarda il forte legame con il mercato americano: gli Stati Uniti sono il secondo cliente dell’Italia (dietro solo alla Germania), con una quota del 10,4–10,8% dell’export di beni, molto sopra la media europea.

C'è poi una struttura produttiva diversificata tra manifattura di qualità, farmaceutica e eccellenze nazionali che tendono a sopportare meglio i dazi per il loro valore aggiunto. Un ultimo elemento da prendere in considerazione, infine, è il fatto che molti degli importatori americani aveva già anticipato gli acquisti prima dell'entrata in vigore delle nuove tariffe.

 

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