20 Apr, 2026 - 11:30

"Los Domingos": il terzo lungometraggio diretto dalla regista spagnola Alauda Ruiz de Azúa

"Los Domingos": il terzo lungometraggio diretto dalla regista spagnola Alauda Ruiz de Azúa

Nel cuore di Bilbao c’è una ragazza taciturna, che nei suoi grandi occhi bruni pare celare tutto il peso di un animo inquieto. Si chiama Ainara (Blanca Soroa) e i suoi diciassette anni non posseggono la stessa irrequietezza degli altri coetanei. Frequenta una scuola cattolica e vive con il padre Iñaki (Miguel Garcés) e le due sorelle minori, ancora bambine. Tutte e tre sono orfane di madre. Ainara è molto affezionata alla zia Maite (Patricia López Arnaiz) e spesso frequenta casa sua, prendendosi anche cura del cuginetto. Ma nei lunghi silenzi di Ainara pare ci sia qualcosa che la tormenti, che va ben oltre il dolore mai superato per la perdita prematura della mamma. Da un po’ di tempo sta nascondendo alla sua famiglia il suo più grande desiderio: prendere i voti e diventare monaca di clausura.

Il terzo lungometraggio della regista spagnola Alauda Ruiz de Azúa, intitolato Los Domingos, comincia con lo stesso ritmo di una lunga riflessione assorta. Osservando i primi minuti della pellicola si avverte, in modo quasi palpabile, il rapido mutamento interiore della protagonista Ainara, afflitta e attanagliata dalla paura che la decisione di diventare suora non venga ben accolta dai suoi parenti più prossimi. Ma in un’epoca come la nostra è davvero possibile, soprattutto per un’adolescente, avvertire una simile vocazione, che è anche un grosso fardello? È questo il nodo centrale di Los Domingos che, attraverso una narrazione apparentemente calma, si sviluppa, in bilico, lungo un fascio di nervi tesi.

Ainara non sembra avere grossi dubbi, ma soltanto il timore che il suo desiderio le venga negato. In qualche maniera, il suo rapporto con Dio e il sogno di congiungersi a lui con l’unione spirituale è come se fosse un amore impossibile fra due giovani amanti, tenuti lontani dalla famiglia di uno dei due. Ma è tramite il personaggio della zia Maite, interpretato dall’attrice Patricia López Arnaiz, che il film prende forma e senza, probabilmente, la sceneggiatura sarebbe rimasta piuttosto inconsistente. Maite è una donna intelligente, impulsiva, sanguigna, poco docile e difficile da domare. Sembra molto affezionata alla nipote Ainara, al punto da battersi anima e corpo affinché non sprechi la sua vita e la sua giovinezza fra le mura di un convento. Eppure, malgrado le nostre convinzioni, se amiamo qualcuno non dovremmo rassegnarci dinanzi a una vocazione che pare essere l’unica via di felicità? Siamo davvero in grado di fare un passo indietro per la serenità delle persone a cui vogliamo bene?

In ultimo, Los Domingos ci parla dei soldi, di come la ricchezza monetaria possa dividere e creare delle fratture irreparabili nei rapporti umani e tirare fuori la vera natura di qualcuno che si è sempre creduto onesto. Al di là della fede cattolica, da atea, vi chiedo: è poi così incomprensibile e assurdo fare voto di povertà in un mondo ormai governato dal capitalismo e dalla bramosia del singolo di possedere più di quanto si necessiti? Per Los Domingos, che nella sua pacatezza ho trovato molto interessante, 3,9 stelle su 5.

 

 

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