24 Apr, 2026 - 11:30

"Love Me Tender": l'adattamento cinematografico del romanzo di Constance Debré

"Love Me Tender": l'adattamento cinematografico del romanzo di Constance Debré

Spesso si dice che durante il periodo gestazionale tra madre e figlio si instauri una sorta di istinto, che è come un lunghissimo filo invisibile che li terrà uniti per sempre, anche se i due dovessero allontanarsi l’uno dall’altro quanto è profondo l’oceano. Ma in realtà è difficile racchiudere in una definizione soltanto l’esperienza della gravidanza e il sopraggiungere della maternità, dopo aver tenuto all’interno del proprio grembo un altro essere umano. A livello sociale, non siamo pronti ad accettare che non tutte le donne sono fatte per essere madri, che ne esistono alcune che odiano i propri figli, al punto da desiderare intimamente che scompaiano, senza fare mai più ritorno. Non è però il caso di Clémence Delcourt, interpretata dall’attrice Vicky Krieps, la protagonista dell’omonimo adattamento cinematografico del romanzo Love Me Tender di Constance Debré.

Clémence ha all’incirca trentacinque anni, vive a Parigi, è un’ottima nuotatrice, ha un passato da avvocatessa e ha abbandonato la carriera giuridica per dedicarsi alla scrittura. Per vent’anni è stata insieme a Laurent (Antoine Reinartz), l’unico uomo col quale abbia mai consumato una passione carnale, e hanno un figlio di otto anni, chiamato Paul (Viggo Ferreira-Redier). Da qualche tempo Clémence ha lasciato il marito, essendosi resa conto di non poter più reprimere le proprie pulsioni sessuali nei riguardi delle donne. Tra lei e Laurent i rapporti sono rimasti cordiali e organizzarsi per tenere a turno Paul finora non è stato un problema. Ma quando Clémence decide di rivelare all’ex compagno di essere lesbica, Laurent, risentito e colto da un forte spirito vendicativo, avvierà una dura causa per ottenere l’affidamento esclusivo.

La regista francese Anna Cazenave Cambet, al suo secondo lungometraggio, conferma lo stile registico incentrato sul viaggio interiore delle sue protagoniste femminili. Come in De l'or pour les chiens (2020), anche in Love Me Tender la narrazione è focalizzata su una donna in un momento di estrema fragilità che, attraverso l’esplorazione di una sessualità promiscua, si sottrae al conflitto interiore e all’analisi introspettiva. Ma Clémence mostra tutti i segni tipici dell’attaccamento evitante e più è costretta ad allontanarsi dal figlio Paul, sprofondando in una sofferenza insopportabile, più le sue conversazioni con gli altri si fanno superficiali, schive, inconsistenti. Nella scrittura invece pare riuscire a trovare l’unica occasione per esternare quella disperazione che la sta divorando, nutrendosene silenziosamente. 

Laurent è un pavido, un vigliacco, puerile e meschino, preda egli stesso di un sistema patriarcale, che, alla maniera di un bamboccio viziato, non potendo raggiungere ciò che vuole, utilizza Paul come strumento per punire e infliggere dolore. E difatti ci riesce, gettando la sua ex in un’agonia tale che la vista di qualunque bambino la ferisce con la forza di cento frustate. 

La trama, presa dal libro di Constance Debré, è basata sull’esperienza personale della scrittrice. Non è un’opera del tutto autobiografica, ma trae ispirazione dalla battaglia per l’affidamento del figlio, affrontata dopo il coming out. Love Me Tender è una straziante rivendicazione femminile che, senza farne riferimento esplicito, sottolinea l’importanza del femminismo. Inoltre, ci ricorda che forse il pregiudizio omofobo non è poi così socialmente superato e che gli adulti, spesso, sono capaci di distruggere anche l’esistenza della propria prole pur di far dispetto agli ex compagni. Per Love Me Tender, 4,5 stelle su 5.

 

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