13 May, 2026 - 15:55

Perché la Lega e Pillon ci mettono la faccia sulla famiglia del bosco?

Perché la Lega e Pillon ci mettono la faccia sulla famiglia del bosco?

L'ultima notizia sulla famiglia del bosco è questa: i legali che finora hanno difeso Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, i due genitori cui il Tribunale per i minorenni dell'Aquila ha sospeso la responsabilità genitoriale sui tre figli, hanno rimesso l'incarico.

E il nuovo avvocato della famiglia ha un nome famoso: Simone Pillon.

Animatore del Family Day, famoso per le sue prese di posizione ultra conservatrici, avvocato esperto di diritto di famiglia e già senatore della Lega, perché Pillon ha preso questa patata bollente in mano?

E, più in generale, perché la Lega non smette di metterci la faccia sulla famiglia del bosco?

Questa è una domanda che può avere diverse risposte entrando in gioco soprattutto una questione di opportunità politica.

Il motivo per cui la Lega e Pillon sono in prima linea con la famiglia del bosco

La destra, nel nome della famiglia tradizionale, del bene supremo e inalienabile dell'amore genitoriale per i figli e del conseguente diritto di crescerli come meglio si crede, fin dal primo momento ha preso senza se e senza ma le difese di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, i genitori che hanno deciso di crescere i loro tre figli a contatto diretto con la natura: nello specifico, un bosco di Palmoli, in provincia di Chieti. 

Perché questa presa di posizione così forte? Il motivo è sintetizzabile in una motivazione sospesa tra la politica, la comunicazione e la necessità di occupare la ribalta.

Salvini, che evidentemente ha dato l'ok a Pillon affinché diventasse il nuovo legale della famiglia del bosco, vuole intestarsi una battaglia che, dal suo punto di vista, è per la libertà.

Ad aprile scorso, quando si scomodò dai palazzi romani per andare a trovarli nel loro casolare, il Capitano non a caso la mise così:

virgolette
So per certo che i bimbi dopo cinque mesi di reclusione stanno peggio di quanto non stessero cinque mesi fa. Certo, questa famiglia ha un modello educativo diverso da quello usuale. Ma questo è un reato? No. C'è violenza, droga, abuso? No. Quindi? Non vengono tolti i bambini che stasera vivono nella cacca, con i genitori che rubano, se va bene, e quindi?

Salvini si è intestato la battaglia politica secondo cui contro la famiglia del bosco la magistratura si è accanita, ha dimostrato di essere particolarmente inflessibile. E le sue parole hanno voluto dare un colpo alle toghe che, nell'immaginario dell'elettorato leghista, sono sempre legate al mondo woke della sinistra, e un altro agli immigrati clandestini, soprattutto a chi vive nei campi rom, nei cui confronti evoca sempre le ruspe.

E comunque, il segretario della Lega non si è fermato qui:

virgolette
Ci sono i pannelli solari, il bosco, il fiume, le piante, l'asino... È stato chiesto loro di sistemare casa, fatto. Per la questione sanitaria, c'è il pediatra; le vaccinazioni? Fatte. Sistemate anche le questioni educative, c'è l'insegnante pronta... Non capisco cosa si debba aspettare...

Salvini, a questo punto, ne ha fatta una questione personale con i giudici:

virgolette
Io sono sicuro che tutti hanno agito in buona fede, sicuramente non c'è stata malafede da parte di nessuno, ma probabilmente qualcuno ha sbagliato valutazione. La domanda da farsi è: dopo cinque mesi i bimbi stanno meglio o stanno peggio? Non serve una perizia psichiatrica. Sono due genitori equilibrati: parlano inglese, italiano, tedesco, spagnolo e giapponese, hanno vissuto esperienze lavorative in tutto il mondo, hanno scelto l'Italia per crescere i loro figli in serenità e l'Italia risponde così? Io mi vergogno! 

La mossa Pillon

Per continuare a cavalcare l'onda, quindi, Salvini ha ben pensato che la Lega potesse calare l'asso-Pillon.

Del resto, oltre a essere un avvocato esperto di diritto di famiglia, l'ex senatore è molto bravo a catalizzare l'attenzione mediatica.

E quello della famiglia del bosco è di sicuro un caso che polarizza, che spacca l'opinione pubblica tra chi è favorevole al ricongiungimento e chi no.

Salvini, Pillon e la Lega, evidentemente, hanno deciso di essere i primi rappresentanti di chi vuole la famiglia riunita, e perciò sollecitano le corde del cuore dei loro elettori.

E se i precedenti avvocati della famiglia sono stati tutti criticati per come hanno gestito il caso davanti alle telecamere, Pillon promette di cambiare registro, di sfruttare al massimo il palcoscenico mediatico.

Per ora, sul caso della famiglia del bosco, ha solo detto che deve studiare le carte. Ma l'altro giorno, sui social, commentando un altro caso familiare, ha già ripetuto un refrain molto caro alla Lega sul diritto di famiglia:

virgolette
I bambini hanno UNA mamma e UN papà

C'è da giurare che secondo lui dovrà valere anche per Nathan e Catherine.

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