22 Cos'è la resurrezione digitale? Siamo pronti e quali sono i rischi?
29 Jan, 2024 - 10:41

Cos'è la resurrezione digitale? Siamo pronti e quali sono i rischi?

Cos'è la resurrezione digitale? Siamo pronti e quali sono i rischi?

La resurrezione digitale è una nuova frontiera tecnologica e innovativa che coinvolge la preservazione e la riproduzione digitale dell'identità delle persone dopo la loro morte.

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Ci sarà presto, dunque, la possibilità di chattare con i nostri cari defunti? Le domande etiche e morali sono tantissime, e ci si chiede se siamo pronti ad un simile cambiamento. Quali sono i rischi? Scendiamo nei dettagli.

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Cos'è la resurrezione digitale

Persone morte che continuano a vivere digitalmente, utilizzando l'intelligenza artificiale. In tutto il mondo si stanno sviluppando i cosiddetti Deadbot, ovvero dei chatbot creati con le informazioni dei defunti, che consentirebbero loro di continuare a vivere.

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Questa immagine è stata creata per la prima volta tre anni fa. L'emittente televisiva sudcoreana MBC all'epoca fece un esperimento, come riferisce il giornalista e autore di libri Moritz Riesewieck che afferma: "Abbiamo incontrato un giovane in Canada che, anni dopo la morte della sua fidanzata, sta ancora chiacchierando con il suo chatbot. Spesso sta seduto fino a tarda notte, sdraiato sul letto e conversa con lei come se fosse sdraiata accanto a lui ".

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L’uomo pone addirittura domande spirituali al chatbot come Dove sei adesso?, Come stai dove sei?. Era come se stesse cercando di stabilire una connessione con la fidanzata dall'aldilà.

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Questo fa comprendere che, in realtà, le persone vengono in un certo senso ingannate. I deadbot non danno risposte nuove, ma possono solo ricreare possibili repliche dagli esempi vocali e testuali inseriti dal defunto nel chatbot.

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L'utente ha, tuttavia, l'impressione di una conversazione reale, anche dopo la morte del proprio caro.

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Resurrezione digitale: l'umanità è pronta a questa evoluzione?

La resurrezione digitale è un modo reale per affrontare e superare il dolore del lutto? In linea di principio, i rituali funebri tradizionali e religiosi mirano piuttosto a sostenere i parenti nel dire addio al proprio caro.

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Anche i consulenti del dolore (psicologi e psicoterapeuti) si concentrano sui rituali che rendono possibile dire addio al proprio caro, lasciarlo andare.

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Questi deadbot, invece, potrebbero portare le persone a non riuscire mai a dire addio al proprio caro defunto.

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I chatbot, invece, con la loro finzione, possono mettere a repentaglio il processo di elaborazione del lutto. Se il mio cellulare squilla all'improvviso ed un parente o un amico defunto, questo non è utile ad elaborare, superare il lutto e a continuare la vita reale con le persone reali.

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Inoltre il rischio per i parenti o gli amici di persone defunte che usano i deadbot, è anche quello di diventarne dipendenti e di non riuscrisi più a staccare da questo modo fittizio di comunicare.

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La morte è un mercato enorme

La morte è un mercato enorme. Alcuni chatbot vengono pagati per ottenere una risposta, mentre altri utenti firmano contratti o abbonamenti temporanei. I prezzi variavano da dieci euro a diverse centinaia di euro per contratti più lunghi.

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Apparentemente, quindi, si parla con un defunto, ma la realtà è che dietro ci sono aziende che utilizzano il dolore per guadagnare.

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Resurrezione digitale e avatar virtuali dei propri cari

Alcune aziende stanno sviluppando avatar virtuali o rappresentazioni 3D di persone defunte, offrendo la possibilità ai sopravvissuti di interagire con queste creazioni digitali.

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Un esempio noto è il progetto "You Only Virtual" (YOV). Ad esempio, in Corea del Sud, una madre ha creato un avatar della sua figlia defunta per rivederla e parlarle.

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L'intelligenza artificiale di questi avatar cerca di imitare realisticamente la persona scomparsa, portando a situazioni in cui le persone possono comunicare con l'avatar come parte del processo di elaborazione del lutto.

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Come abbiamo anticipato, però, c'è la preoccupazione che questa pratica possa interferire con il sano processo di affrontare la perdita ed elaborare il lutto.

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Gli avatar di persone defunte possono essere paragonati ai deepfake, che sono manipolazioni ingannevolmente realistiche di immagini o video creati tramite intelligenza artificiale. La mancanza di regolamentazioni chiare nell'ambito dell'intelligenza artificiale e dei deepfake, aggiunge una sfida ancora maggiore a questa innovazione.

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Questo solleva problematiche diverse, comprese situazioni in cui gli avatar delle persone defunte possono essere utilizzati in contesti inappropriati, come nel campo della pornografia.

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La questione è complessa e richiede una riflessione attenta sulle normative e sulle decisioni personali in merito all'uso e alla disposizione degli avatar di persone defunte, magari specificando tali desideri nel proprio testamento.

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Immacolata Duni
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