Prima un reggiseno e un paio di occhiali da sole, poi anche delle ossa. Diversi ritrovamenti sono stati fatti negli scorsi giorni nella zona del depuratore di Gravere, a metà strada tra Chiomonte e Susa, nel Torinese, dove dal marzo 2024 si cerca Mara Favro, di 51 anni, scomparsa.
Secondo le prime indiscrezioni, gli oggetti repertati e i resti potrebbero appartenere proprio a lei; per l'ufficialità, però, si attendono gli esiti degli accertamenti genetici in corso. "Ad oggi, la Procura non ha fornito alcuna notizia sul Dna", spiega il consulente della famiglia, Fabrizio Pace.
Oggi, 6 marzo 2025, Pace è intervenuto a "Fatti di nera", programma condotto da Sharon Fanello e Gabriele Raho, in onda dal lunedì al venerdì su Cusano Italia Tv (canale 122 del digitale terrestre) e in streaming su Cusano Media Play.
"Tutti pensiamo che si tratti del corpo di Mara", ha dichiarato riferendosi ai resti rinvenuti a Gravere, "ma dobbiamo rispettare le tempistiche degli inquirenti. Da parte loro, non è ancora emerso nulla". Il ritrovamento risale a qualche giorno fa.
Prima delle ossa, erano stati trovati, nella stessa aerea, parti di indumenti intimi e accessori da donna. "Si tratta di una zona che era già stata perlustrata, perché molto vicina al luogo dell'ultimo avvistamento di Mara e perché coperta dall'ultima cella che agganciò il suo telefono".
Una zona immersa nel verde, difficile da raggiungere, situata a metà strada tra Chiomonte, dove ha sede la pizzeria in cui la donna lavorava (e da cui si sarebbe allontanata prima di scomparire, la notte tra il 7 e l'8 marzo 2024), e Susa, dove viveva. Se venisse confermato che le ossa appartengono a lei, come ci è finita?
Dopo le prime indagini per allontanamento volontario, su impulso della famiglia, la Procura ha aperto un fascicolo per omicidio e occultamento di cadavere.
"Nessuna mamma lascia la propria figlia a casa. In più, Mara era assolutamente scrupolosa nei confronti della bambina e aveva un ottimo rapporto con l'ex compagno. Questo ci ha spinto a depositare un esposto, chiedendo che si indagasse", ha spiegato Pace.
Al momento, le persone iscritte nel registro degli indagati sono due: Vincenzo Milione, titolare del locale in cui la 51enne aveva da poco trovato impiego, e Cosimo Esposto, ex pizzaiolo dello stesso ristorante. Entrambi si proclamano innocenti.
Il primo ha sempre riferito di aver visto Mara lasciare il locale intorno alle 2.30, salvo poi tornare indietro affermando di aver dimenticato le chiavi di casa e rimettersi in cammino verso Susa (rifiutando il suo invito a restare a dormire).
Il secondo, invece, sostiene che Mara sarebbe tornata al locale proprio in cerca di un passaggio, che però lui non gli avrebbe dato, poiché quel giorno era senza macchina. "Mara lavorava con loro da poco", ha spiegato Pace. "E alla famiglia non aveva riferito di problemi".
"Diceva di aver trovato un nuovo lavoro e di trovarsi bene", ha aggiunto, "solo che poi, nei suoi ultimi messaggi, ha scritto che veniva trattata come una pezza da piedi e che in quel luogo non stava più bene". Una delle ipotesi, è che non fosse lei a scrivere.
Che qualcuno, dopo averla uccisa, abbia tentato di depistare le indagini, inviando anche una foto e dei link a persone che Mara sentiva quotidianamente, tra le quali un suo amico di lunga data (destinatario di un messaggio inedito).
Quello dei messaggi è un giallo nel giallo, che potrà essere risolto solo andando avanti con le indagini. Ora la priorità è "dare un'identità ai resti", ha spiegato ancora il consulente della famiglia Favro. Poi si procederà con il resto.
"Quello che posso dire è che non è stato ancora fatto alcun esame autoptico, per cui l'informazione delle presunte lesioni/fratture rinvenute sui resti è errata", ha concuso l'esperto. In molti, sulla stampa, l'avevano riportata, accennando a già a ricostruzioni dell'omicidio. Non è ancora il tempo. La svolta, però, potrebbe essere vicina.