08 Aug, 2025 - 15:51

Chi era Marco Pusceddu, il soccorritore del 118 ucciso a colpi di pistola nel nord Sardegna

Chi era Marco Pusceddu, il soccorritore del 118 ucciso a colpi di pistola nel nord Sardegna

Si chiamava Marco Pusceddu e aveva 51 anni l'uomo che nella notte tra giovedì 7 e venerdì 8 agosto è stato ucciso a colpi di pistola mentre prestava servizio come soccorritore nella sede del 118 di Buddusò, in Gallura, nel nord della Sardegna. Secondo le prime ricostruzioni, il killer avrebbe chiesto espressamente di lui per poi tendergli l'agguato. Era a volto scoperto e si è dato subito alla fuga: gli inquirenti sono ancora sulle sue tracce. 

Chi era Marco Pusceddu, ucciso a colpi di pistola a Buddusò

Marco Pusceddu, 51 anni, era originario di Portoscuso, ma risiedeva a Cagliari, prestando servizio come soccorritore nella sede dell'Intervol di Buddusò, dove nella notte è stato ucciso. Chi lo conosceva lo descrive come "una persona buona, sempre pronta ad aiutare gli altri, con il cuore e la professionalità di chi crede davvero nel proprio lavoro".

Negli ultimi giorni, come raccontato dagli amici a La Nuova Sardegna, era "sereno e tranquillo, scherzava, come sempre. Nonostante una storia d'amore conclusa con una ragazza cui lui diceva di voler sempre tanto bene". Non si aspettava - nessuno si aspettava - quello che è accaduto. La sua morte ha sconvolto la comunità. 

Cosa sappiamo finora dell'omicidio, avvenuto nella sede del 118

Pusceddu era al lavoro, quando il killer - la cui identità è al momento ignota - sarebbe entrato nella sede del 118 chiedendo espressamente di lui, a volto scoperto. Poco dopo, l'omicidio: l'aggressore gli avrebbe sparato almeno cinque colpi, quattro tra il collo e il petto, non lasciandogli scampo. Poi si sarebbe dato alla fuga attraverso le viuzze della cittadina. 

I tentativi di rianimare il 51enne si sono rivelati inutili. Come quelli di rintracciare il suo assassino, che è ancora in fuga. Tra le ipotesi avanzate dagli inquirenti, c'è quella di una vendetta personale. Maggiori risposte potranno però arrivare solo dagli accertamenti in corso. Fondamentale sarà ricostruire gli ultimi mesi di vita di Marco.

E capire se qualcuno ce l'avesse con lui. A destare sospetti, in particolare, l'aggressione di cui egli sarebbe rimasto vittima solo pochi mesi fa, mentre era diretto a Cagliari, dopo il lavoro. Si era fermato in una piazzola di sosta, per riposare; qualcuno lo colpì alla testa e gli fece perdere i sensi. Si risvegliò in ospedale, confuso, senza capire cosa gli fosse successo. Un episodio collegato?

Comunità sotto shock: tanti i messaggi di cordoglio sui social 

Gli interrogativi a cui rispondere sono molti. Sui social, intanto, sono apparsi in poche ore decine di messaggi dedicati alla vittima e alla sua famiglia. "Ci stringiamo con profondo dolore e sgomento ai familiari, agli amici e ai colleghi del caro Marco Pusceddu, nostro concittadino".

"Marco aveva scelto di mettere la propria vita al servizio degli altri, in uno dei ruoli più nobili, il soccorso. La sua morte lascia un vuoto immenso e una ferita profonda in tutta la comunità", le parole della Croce Azzurra di Portoscuso. 

"Ho avuto il piacere di conoscerti, Marco, e la notizia della sua scomparsa mi lascia senza parole, con un senso d'ingiustizia che pesa nell'anima. Volta alto, con la stessa dignità con cui hai vissuto e servito il prossimo", ha scritto un amico. 

"Sarai sempre nel cuore di chi ha avuto la fortuna di incrociare il tuo cammino". Un messaggio commentato e condiviso da tanti. Sul corpo del 51enne sarà ora eseguita l'autopsia. Solo così, infatti, si potrà chiarire quanti colpi gli siano stati inferti e quale siano stati quelli mortali.

L'arma del delitto, una pistola di piccolo calibro secondo le prime ricostruzioni, non è stata ancora trovata. Le indagini proseguono serrate, coordinate dalla pm della Procura di Sassari, Elisa Succu. Si attendono sviluppi.

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