08 Mar, 2025 - 17:58

Morta Sabrina Minardi, ex compagna di "Renatino" De Pedis: chi era e cosa rivelò sul caso Orlandi

Morta Sabrina Minardi, ex compagna di "Renatino" De Pedis: chi era e cosa rivelò sul caso Orlandi

Si è spenta ieri, 7 marzo 2025, all’età di 65 anni, Sabrina Minardi, ex compagna di Enrico De Pedis, detto “Renatino”, noto per essere stato il boss della banda della Magliana. A darne notizia è stata la giornalista Raffaella Notariale, autrice, insieme a lei, del libro La supertestimone del caso Orlandi, pubblicato nel lontano 2010.

Chi era Sabrina Minardi, morta a 65 anni nel Bolognese

Minardi è deceduta nel sonno, mentre si trovava in provincia di Bologna. “Si è spenta dopo essere stata dal parrucchiere, si era fatta bionda e bella perché aspettava i suoi affetti più grandi”, si legge nel post pubblicato sui social da Notariale.

“È morta serenamente, come chi sa di aver detto la verità, e a me dispiace umanamente e professionalmente. Non uno, ma tanti gli spunti che ha offerto alle indagini. Eppure chi avrebbe dovuto e potuto coglierli e approfondirli, non ha voluto farlo”, ha aggiunto la giornalista.

Ex moglie di Bruno Giordano, con cui ha avuto la figlia Valentina (protagonista, insieme al fidanzato, di un incidente in cui morirono due giovani su via Nomentana, a Roma, nel 2008), Minardi, con un passato segnato da dipendenze da droghe, ha trascorso diversi anni in comunità.

Le condanne e l'arresto

Nel 1994, fu rinviata a giudizio per associazione a delinquere finalizzata all'induzione e allo sfruttamento aggravato della prostituzione. Nel 2010, come ricorda Il Corriere della Sera, fu arrestata in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per cumulo pene, essendo stata condannata cinque volte per reati di varia natura. Beneficiò, grazie all’indulto, di uno sconto di tre anni sulla pena finale. 

Le rivelazioni (giudicate inattendibili) sul caso di Emanuela Orlandi

Minardi è però ricordata soprattutto per il suo coinvolgimento nel caso di Emanuela Orlandi. Nel 2006, rilasciò infatti delle dichiarazioni (poi ritenute inattendibili, per via di presunte incongruenze nei suoi racconti) sul fatto di aver preso parte alle prime fasi del rapimento della ragazza. Permise così l’apertura della seconda indagine sulla vicenda, archiviata nel 2015. 

Quando Emanuela scomparve, il 22 giugno 1983, Minardi aveva 23 anni e frequentava Enrico De Pedis, che pochi anni dopo (1990) sarebbe morto assassinato in un agguato a Campo dei Fiori. La donna raccontò agli inquirenti di essersi recata, insieme a De Pedis, nei pressi di un bar del Gianicolo, dove furono raggiunti dall’autista del boss, Sergio Virtù.

A un certo punto, un’auto avrebbe avvicinato la loro: a bordo, secondo Minardi, ci sarebbe stata proprio la cittadina vaticana. “Renatino mi disse di accompagnarla alla fine della strada delle mille curve, proprio nel punto in cui c’è un cancello da cui si entra in Vaticano, vicino al distributore”, dichiarò la donna.

Sostenendo che “un uomo con un cappello a falde larghe”, a bordo di una “macchina targata CV (Città del Vaticano, ndr)” la raggiunse e che lei gli consegnò Emanuela. “La riconobbi, in quel periodo Roma era tappezzata di manifesti con la sua foto”, affermò ancora. Nel corso degli anni, in molti hanno ipotizzato che alcune delle sue rivelazioni potessero contenere degli elementi di verità. 

Pietro Orlandi dopo la notizia della morte

Il problema, secondo Pietro Orlandi, è “che nessuno dal 2015 l’ha più ascoltata”. Dal suo canto, il fratello della “ragazza vaticana” avrebbe cercato più volte di incontrarla: “Lei non ha mai voluto”, ha fatto sapere Orlandi, che da oltre quarant’anni è in cerca di verità e giustizia per la sorella Emanuela.

Sul caso, sono attualmente aperte tre inchieste: oltre a quella della Procura di Roma e a quella della Procura vaticana, voluta da Papa Francesco e affidata al promotore di giustizia Alessandro Diddi – contro cui Orlandi si è più volte scagliato –, quella parlamentare, che sta indagando anche sulla scomparsa di Mirella Gregori.

La speranza è che, prima o poi, si riesca a rispondere ad almeno alcuni dei numerosi interrogativi aperti. Con la morte di Minardi, si chiude certamente un capitolo.

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Sara D'Aversa
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