Il bonus nido è una delle misure più attese dalle famiglie con figli piccoli. È un contributo economico fino a 3000 euro per coprire parte del costo delle rette di frequenza degli asili nido, pubblici e privati, e del costo dell’assistenza domiciliare.
L’attesa è dovuta non solo all’importanza che la misura riveste per le famiglie, ma anche per via del ritardo nella presentazione delle domande. A oggi, infatti, non c’è ancora una data certa.
In questo articolo, spieghiamo quali sono gli importi previsti in base all'Isee, a chi spetta la misura e cosa aspettarsi, compresa la possibilità di rimborsi.
Nel frattempo, consiglio la visualizzazione del video YouTube pubblicato da RadioUCI Redazione, dove troverai la panoramica dettagliata sulle novità del 2025, a partire dall’Isee fino ai requisiti.
Sono settimane di attesa per via del ritardo dell’Inps per l’apertura della finestra temporale per la presentazione delle domande del bonus nido 2025.
La misura, infatti, prevede che l’erogazione del contributo sia successiva alla richiesta da parte dei genitori o dei tutori e non automatica, a differenza di altri bonus.
Passano i giorni e la procedura accumula ritardi, e, quasi a metà mese, non ci sono ancora novità. Manca una data di riferimento, ma si spera che il via libera venga dato al più presto.
Nel 2025, rispetto agli anni precedenti, si registra un ritardo nell'attivazione della piattaforma Inps per la presentazione delle domande relative al bonus nido.
L’anno scorso le richieste erano già state avviate entro febbraio, mentre quest'anno, a marzo, non è ancora stata comunicata una data ufficiale per l'apertura della piattaforma.
Se, però, non abbiamo una data di riferimento per l'inizio delle richieste, sappiamo già la data di chiusura, che, a meno di proroghe, dovrebbe rimanere fissata al 31 dicembre 2025.
Con tutta probabilità, la procedura sarà attivata nei prossimi giorni, anche se ancora manca una data ufficiale.
Le famiglie allora potrebbero chiedersi se sarà previsto un meccanismo di rimborso per le rette già pagate nei primi mesi del 2025.
Se consideriamo gli anni passati, non era previsto un pagamento retroattivo, poiché l'importo spettante del bonus viene erogato a partire dalla data di presentazione della domanda.
Il bonus asilo nido 2025 è un contributo per sostenere i genitori nel pagamento di parte delle spese sostenute per le rette di iscrizione ad asili nido pubblici e privati. Spetta, altresì, per sostenere il pagamento di forme di assistenza domiciliare in caso di figli con gravi patologie croniche.
Possono beneficiare del bonus nido le famiglie con figli di età inferiore ai 3 anni (fino al compimento di tale età nell’anno solare) che frequentano un asilo nido, pubblico o privato autorizzato.
La misura è destinata a tutti i minori nati, adottati o in affido temporaneo, inclusi, come già detto, quelli con gravi patologie croniche che necessitano di supporto domiciliare.
I requisiti completi del 2025 sono:
L’importo spettante del bonus asilo nido 2025 è parametrato all’Isee, secondo i seguenti criteri:
Per via di cui sopra, è fondamentale aggiornare l’Isee, considerando anche le novità relative all’esclusione di Titoli di Stato, Buoni e Libretti. Quindi, chi ha già l’Isee aggiornato al 2025 e intende escludere tali valori dal calcolo dovrà rifare la dichiarazione a pagamento.
In assenza di una Dsu aggiornata, le famiglie ricevono l’importo minimo della prestazione, pari a 1.500 euro per 11 mesi.
Il bonus nido 2025, destinato a supportare le famiglie con figli sotto i 3 anni, è in ritardo a causa della mancata apertura della piattaforma Inps per la presentazione delle domande. Nonostante il ritardo, si prevede che le richieste possano essere avviate a breve, anche se la data precisa non è ancora stata comunicata. Il bonus varia in base all'Isee, con importi che vanno da 1.500 a 3.000 euro.
Le famiglie devono avere l'Isee aggiornato e iscrivere il figlio a un asilo nido pubblico o privato. Non sono previsti rimborsi retroattivi per le rette già pagate. La scadenza per la presentazione delle domande è fissata al 31 dicembre 2025, salvo proroghe.