10 Mar, 2025 - 12:40

Il capo della Polizia Vittorio Pisani ha un assegno di invalidità? Chi ha dato la notizia (e perché)

Il capo della Polizia Vittorio Pisani ha un assegno di invalidità? Chi ha dato la notizia (e perché)

Guai al Paese che ha bisogno di eroi. Ma è venuto un momento, soprattutto a Napoli e dintorni, che quell'eroe sembrava proprio avere le fattezze di Vittorio Pisani, oggi capo della Polizia.

Le sue operazioni contro la camorra, il suo fiuto investigativo, i suoi blitz, la sua capacità di motivare gli uomini e le donne che lavoravano con lui, gli arresti eccellenti (tra gli altri, dei boss dei Casalesi Antonio Iovine nel 2010 e di Michele Zagaria l'anno dopo), gli atteggiamenti, il piglio, staremmo per dire "cinematografico" conseguente (anche) al suo aspetto da attore hollywoodiano, il suo volto, le sue parole, le sue conferenze stampa: tutto questo gli faceva emanare un'aura di credibilità da "santo laico" tanto che uno dei suoi uomini, una volta, ebbe a confidare: "Quando passa il dottore, si sente l'odore dello Stato".

Non meravigliò, quindi, quando, nel 2011, finì indagato per favoreggiamento nell'ambito di un'inchiesta per riciclaggio a carico di alcuni imprenditori napoletani (inchiesta dalla quale è uscito assolto da ogni accusa), vedere in questura chi non trattenne le lacrime nella convinzione che "i poteri forti" lo avessero incastrato.

A Pisani occorse qualche anno per scrollarsi di dosso l'ombra di quell'inchiesta. Ma la rivincita, se l'è saputa prendere tutta venendo nominato prima a capo della direzione centrale immigrazione, poi vicedirettore dei servizi segreti interni e poi a capo della Polizia.

Sennonchè, oggi, è di nuovo tirato in ballo in una presunta "storiaccia all'italiana" dal quotidiano Domani, il quale informa i suoi lettori che intascherebbe un vitalizio a causa di un infortunio di trent'anni fa che gli avrebbe causato una invalidità del 25%.

Pisani, il capo della Polizia con l'assegno di invalidità?

Stefano Iannaccone e Nello Trocchia, i due cronisti che hanno firmato lo scoop, specificano che Pisani non ha voluto dichiarare nulla sulla questione. E che la pratica di invalidità, sebbene conclusa, non si sa se è stata liquidata.

Ma perché a Pisani è stato riconosciuto un handicap? Il problema fisico risale al 16 maggio 1996, quando era a capo della sezione omicidi della squadra mobile di Napoli: nel corso di un'operazione, entrando a casa di un boss da una finestra, Pisani scivolò e si fece male al polso.

A quel punto, il Viminale subito gli riconobbe la cosiddetta causa di servizio. Ma una nuova pratica, Pisani l'ha avviata il 20 aprile 2023, poco prima di diventare capo della Polizia (lo è dall'11 maggio 2023).

Il 4 ottobre 2023 i medici legali gli riscontrano con una visita a domicilio una frattura mal consolidata e gli riconoscono un danno biologico del 12%, da sommare a un danno morale dell'8% e a uno permanente che gli fa arrivare alla soglia del 25%: quella buona per intascare l'assegno.

A quanto ammonta l'assegno

Domani specifica che non si sa se l'assegno sia stato mai liquidato. Ma la legge, con il 25% di invalidità, riconosce un assegno mensile di 2.200 euro e l'elargizione una tantum di 2000 euro per ogni punto percentuale di invalidità. Per Pisani, con la rivalutazione, secondo i cronisti del quotidiano dell'ingegner Carlo De Benedetti, si tratterebbe, quindi, solo per l'una tantum, di 75 mila euro.

Il collegamento con il sottosegretario Alfredo Mantovano

Ma qual è, in fondo, il problema che solleva Domani? Presto detto: la vicinanza che gli ha sempre dimostrato l'odierno sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano.

Quando il super poliziotto fu coinvolto nell'inchiesta di Napoli, da magistrato, alla domanda dei possibili contraccolpi nella pubblica opinione, allargò le braccia e disse:

virgolette
Se mettiamo in discussione l'esistenza di Dio, poi i dubbi vengono su tutto

Dieci anni più tardi, secondo la ricostruzione di Domani, sono stati lui e il vicepremier Matteo Salvini a spingerlo sulla poltrona di numero uno della Polizia.

Ma comunque e sempre, guai al Paese che ha bisogno di eroi: anche perché l'aforisma è del drammaturgo Bertolt Brecht. E ora potrebbe ispirare una serie tv sul nostro capo della Polizia.

AUTORE
foto autore
Giovanni Santaniello
condividi sui social
condividi su facebook condividi su x condividi su linkedin condividi su whatsapp
ARTICOLI RECENTI
LEGGI ANCHE