Oggi è la festa dei papà, ma in definitiva è ancora la volta di mamma Giorgia e mamma Arianna, le sorelle d'Italia. È di loro che si parla sui giornali perchè la premier e la responsabile della segreteria di Fratelli d'Italia hanno confidato al settimanale Chi che sì, anche loro fanno parte dei gruppi WhatsApp delle mamme per seguire da vicino la vita scolastica dei loro pargoli.
Cuori di mamma. Anche perché, con quelli di Giorgia e Arianna, inevitabilmente, si torna ad evocare quello della loro genitrice, Anna, che ora vende candele nei mercatini laziali ma è stata capace di crescerle da sola. Quello di mamma Roma, che le ha allevate fin dai tempi della prima sezione di partito alla Garbatella. E, in definitiva, di mamma Italia, che anche ieri, la premier, a proposito di armi e posizionamenti geopolitici internazionali, ha ribadito di non essere disposta ad abbandonare.
E insomma: con l'avvento di WhatsApp e, diciamocela tutta, le comunicazioni a costo zero, le chat delle mamme o si amano o si odiano. E Giorgia e Arianna Meloni dicono di amarle.
Anche se, quando inizia lì una discussione, i messaggi e le notifiche si susseguono alla stregua di interminabili dibattiti parlamentari: non avranno all'ordine del giorno una manovra finanziaria, una riforma costituzionale, un provvedimento per fronteggiare i dazi di Trump o una risposta alla minaccia militare russa, ma la festa di compleanno di un componente qualsiasi della classe, stando a numerose testimonianze, non è meno impegnativa. Perché urge prendere le adesioni di chi parteciperà alla festa; urge garantire un sistema di trasporto andata/ritorno che non lasci nessuno a piedi; urge, soprattutto, scegliere un regalo e incaricare qualcuno di andarlo a comprare. E qui la situazione si è fatta ancora più ingarbugliata, proprio come quando in Parlamento maggioranza e opposizione si spaccano sul riarmo europeo, da quando, in barba all'austerity, è diventata una moda fare i regali a tutti: al festeggiato, ma anche agli invitati, per non far rimanere male nessuno.
E comunque: mamma Giorgia e mamma Arianna, tra un consiglio dei ministri, un vertice coi partner internazionali o uno con gli alleati di coalizione, stanno lì. A rispondere colpo su colpo, messaggio dopo messaggio. Del resto, mamma Giorgia, appena può, non scappa dalla sua Ginevra? E quando ha l'opportunità, non la porta con sè anche nei viaggi istituzionali all'estero?
A luglio, andarono assieme in Cina. E anche lì le agenzie di stampa fecero sapere che furono invitate a una festa di compleanno
Meloni e Ginevra a una festa di compleanno in Cina. La premier ha partecipato a una festa tradizionale con la figlia di 7 anni #ANSA
— Agenzia ANSA (@Agenzia_Ansa) July 29, 2024
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Al settimanale Chi, le sorelle d'Italia hanno confidato che loro sono ben presenti nelle chat delle mamme, quelle create dai genitori per tenersi aggiornati sugli impegni scolastici (ed extrascolastici) dei figli. La premier ha fatto questa confessione:
Ora: immaginate il presidente Meloni al telefono con Trump, ad esempio. È la sua grande occasione per imporsi come pontiera tra l'Europa e gli Stati Uniti. Ma, nel bel mezzo della conversazione, ecco un primo messaggio di una mamma. Che direbbe: "Scusa Donald, ora ti devo lasciare..."?
E chissà. Comunque non potrebbe nemmeno passare la chiamata alla sorella Arianna: anche lei, che ha due figlie adolescenti, Rachele e Vittoria, probabilmente, sarebbe impegnata in una chat delle mamme:
ha confidato quest'ultima sempre al settimanale Chi.
Ora: si sa che il cervello delle donne, al contrario di quello degli uomini, sembrerebbe programmato per fare più cose contemporaneamente. La controprova di questa teoria è arrivata proprio dal mondo della politica in quanto, oltreoceano, si è sempre mormorato che un vecchio presidente degli Stati Uniti d'America, Ford, non riuscisse nello stesso momento a masticare un chewing gum e a camminare.
Noi altri, in ogni caso, possiamo stare tranquilli: le sorelle d'Italia Giorgia e Arianna sono di ben altra pasta. Governano l'Italia mentre governano le rispettive chat delle mamme. Un occhio qui e un occhio lì. E chissà se qualche volta vanno in minoranza.