Ema Stokholma, nota conduttrice radiofonica e televisiva, ha più volte condiviso pubblicamente la dolorosa storia della sua infanzia, segnata dalle violenze subite per mano di sua madre, Dominique. Il racconto di Ema offre uno sguardo straziante su un'infanzia vissuta nel terrore e nell'abuso, ma anche sulla sua straordinaria resilienza e capacità di superare un passato traumatico.
Nata come Morwenn Moguerou a Romans-sur-Isère, nel sud della Francia, Ema ha trascorso i primi 12 anni della sua vita in quello che lei stessa descrive come "un vero e proprio film horror". Insieme al fratello maggiore Gwendal, Ema è cresciuta con una madre affetta da gravi problemi psicologici, che esercitava su di loro una violenza costante, sia fisica che psicologica.
La vita domestica di Ema era caratterizzata da un'assenza totale di affetto e da una presenza opprimente di crudeltà. "Non c'erano carezze, non c'era amore, mai," racconta Ema. La violenza era così pervasiva che Ema ricorda di aver vissuto in uno stato di costante paura e disperazione fin dall'età di 4 anni.
Tra i numerosi episodi di abuso, ce n'è uno particolarmente agghiacciante che Ema ha condiviso più volte. All'età di 8-9 anni, sua madre la portò su un ponte e la incitò a buttarsi. Ema ricorda: "Stavo per farlo. Nessuno sapeva, non potevo parlare con gli adulti perché non mi fidavo". Solo il passaggio casuale di un conoscente, che distrasse la madre, impedì che la tragedia si consumasse.
Le fughe da casa erano frequenti per Ema, che cercava disperatamente di sfuggire alle violenze. La prima volta scappò all'età di 6-7 anni, indossando solo un accappatoio. Tuttavia, ogni volta veniva riportata a casa, senza che nessuno si preoccupasse di indagare sui motivi delle sue fughe.
Uno degli aspetti più dolorosi dell'esperienza di Ema è stata l'indifferenza della società circostante. "Il grande senso di solitudine intorno a noi era peggio delle botte," racconta. Nonostante i lividi visibili e le urla udibili, nessuno intervenne mai per aiutare lei e suo fratello.
All'età di 15 anni, Ema riuscì finalmente a fuggire definitivamente da casa. Questo atto di coraggio segnò l'inizio di un lungo percorso di guarigione e rinascita. Trasferitasi in Italia, Ema ha costruito una carriera di successo come dj, conduttrice radiofonica e televisiva, e ha anche scritto un libro, "Per il mio bene", in cui racconta la sua storia.
Dominique, la madre di Ema, è morta di leucemia alcuni anni fa. Ema ha avuto l'opportunità di rivederla un paio di volte prima della sua morte, ma il rapporto non è mai stato risolto. "Non ho mai perdonato," afferma Ema, "Io volevo comprendere e questo si fa con l'analisi".
Nonostante il dolore inflittole, Ema è riuscita a sviluppare una certa empatia verso sua madre: "Ho capito perché lo faceva: era giovane quando ha fatto due figli con un uomo che amava e che poi se ne è andato, non aveva un lavoro, né amici, né soldi o parenti. Non aveva niente". Questa comprensione, tuttavia, non cancella il trauma subito.