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Non solo con Lavinia Orefici, la giornalista Mediaset cui ha tirato i capelli. Ma anche con un barista. Massimo Giletti, pensando, evidentemente, di interpretare al meglio lo spirito del servizio pubblico della Rai, ha sguinzagliato i suoi migliori giornalisti-detective e stasera mostrerà ai telespettatori de "Lo Stato delle cose" un servizio che mostra un altro scatto d'ira di Romano Prodi. Questa volta, appunto, nei confronti di un barista, il quale si annuncia addirittura suo ospite in studio.
[advBanner]Ma non solo: sempre Giletti metterà un altro tassello fondamentale per ricostruire la personalità dell'ex premier ricordando che prima di Lavinia Orefici, aveva messo le mani addosso a un altro giornalista, questa volta tirandogli le guance.
[advBanner]Ai telespettatori il giudizio se la trasmissione di Giletti di stasera sarà degna del servizio pubblico che dovrebbe animare la Rai oppure di TeleMeloni: la premier ha in Prodi un suo nemico giurato.
[advBanner]E insomma: lo stato delle cose dei talk show politici italiani è ben noto da anni. Liti, grida, disinformazione, slogan, sensazionalismo, strumentalizzazioni, risse da bar. Stasera Giletti promette di farcene vedere una vera. Anche se è un po' datata, che importa? Per un pugno di telespettatori in più, questo e altro. Tanto ci sono le immagini delle telecamere a circuito chiuso gelosamente custodite dal bar di Bologna dove è successo il fattaccio.
[advBanner]Ed eccolo il fattaccio: Prodi entra nel bar in compagnia della moglie. Ordina un caffè. Il barista glielo prepara mentre non lesina commenti negativi sul mondo della politica. Evidentemente, lo fa in modo che le sue parole arrivino alle orecchie del professore, il quale prende e va via non prima di dirgli:
[advBanner]E comunque: passando da un professore all'altro. La reazione di Prodi di due anni fa che stasera Giletti riproporrà ai suoi telespettatori, ricorda quella del professore di "Io speriamo che me la cavo", il film del 1992 di Lina Wertmuller con Paolo Villaggio nei panni di un docente del nord catapultato improvvisamente in una scuola di frontiera del napoletano. Quando gli scappa uno schiaffo a un bambino venendo meno ai suoi principi montessoriani, è pronto a dare le dimissioni. Ma la preside, interpretata da Isa Danieli, gli dice che lo schiaffo è stata la cosa migliore che aveva fatto fino a quel momento
[advBanner]Stasera chissà quante volte Giletti farà vedere e rivedere le immagini delle telecamere a circuito chiuso. Ma se Prodi avesse fatto bene a mandare al diavolo il barista che sparlava dei politici in sua presenza, come se poi quest'ultimi arrivassero da Marte e non rispecchiassero fedelmente la società italiana?
[advBanner]Forse un vaffa al populismo e ai conseguenti discorsi da bar, tanto male non ci sta. E Prodi, che per una vita si è caratterizzato per modi e parole moderate, chissà che non abbia fatto bene a dare dello str...o al barista che parlava male dei politici.
[advBanner]Del resto, se entra in un bar un idraulico e sente parlare male della sua categoria, non gli viene di andare via?
[advBanner]Chissà, allora, cosa attenderà i telespettattori di Rai3 stasera. Ma il fine della trasmissione, come pure l'ha presentata in anteprima La Verità in edicola questa mattina, qual è? Quello di informare l'opinione pubblica italiana che l'ex premier oggi 85enne Romano Prodi è un violento? Che per ben due volte (nel 1996 e nel 2006) l'Italia è stata in mano a un bullo?
[advBanner]Giletti e i suoi, per completezza di informazione, cercando di migliorare gli ascolti che finora non li hanno particolarmente premiati, rispolvereranno anche un altro episodio contro Prodi. Questa volta, risalente al 2014. Flaminia Camilletti della Verità, la stessa cronista che ha avuto l'opportunità di vedere le immagini del bar in anteprima, ricostruisce quest'altro fattaccio così:
[advBanner]La stessa cronista di Belpietro sottolinea che l'episodio "passò sottotraccia"
[advBanner]Appunto. Chissà, invece, perché ora c'è: per fare cronaca o sensazionalismo a buon mercato fine a se stesso?
[advBanner]Detto, infatti, che di umiliazioni i giornalisti ne subiscono anche di più gravi, rimangono agli atti varie cose. Prima: Prodi non è un violento. Seconda: Prodi, in ogni caso ha sbagliato a fare quei falli di reazione, quei gesti di stizza. Terza: ha sbagliato ancor di più con Lavinia Orefici a non chiederle immediatamente scusa. Quarta: i parlamentari del Pd, mostrandogli solidarietà con una campagna social, non hanno fatto altro che dare ancora più rilevanza all'errore del loro leader.
[advBanner]Noi, la delegazione del Partito Democratico al Parlamento Europeo, stiamo con Romano Prodi. pic.twitter.com/GRWZuML7p6
[advBanner]— Giorgio Gori (@giorgio_gori) March 26, 2025
Quinta: Giorgia Meloni in tempi non sospetti ha elevato Prodi a suo avversario. Sesta: la Rai di Giletti fa venire voglia di andare al bar.
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