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Ha confidato che passò il compleanno dei trenta piangendo. Ora, però, che ne compie il doppio, è descritta come una persona che "sprizza energia dagli occhi, dal sorriso, dal viso illuminato di allegria gentile di chi è grato alla vita che le ha dato tanto: tre figli, l'amore della maturità, due genitori presenti, una sorella affettuosa, una carriera invidiabile fatta di scelte, conquiste, esperimenti che pure quando non hanno avuto esiti brillanti non sono mai stati vissuti come fallimenti".
[advBanner]Simona Ventura, scrive il Corriere della Sera, non ha mai pensato di non farcela. E con questo spirito guarda anche al futuro dell'Italia, evidentemente. Tanto è vero che da pensionata non si vede affatto all'estero per sfuggire al nostro fisco. Ma in una bella località di mare con l'attuale marito, Giovanni Terzi. Anche perché, con tutta probabilità, si fida ancora della Lega.
[advBanner]Super Simo, nel giorno del suo sessantesimo compleanno (no, non è un pesce d'aprile: è nata a Bentivoglio, in provincia di Bologna, il primo aprile 1965), con l'intervista che ha concesso ad Elvira Serra del Corriere, ha dato a modo suo anche una bell'attestato di stima verso il nostro Paese.
[advBanner]Proprio in queste ore, infatti, si parla della possibilità che dal 2027 si potrebbe andare in pensione tre mesi più tardi. Sarebbe la conseguenza dell’aumento dell’aspettativa di vita.
[advBanner]L'Istat ha calcolato che quest'ultima, per i 65enni di oggi, è salita a 21,2 anni, il dato più alto mai registrato. Ma questo potrebbe significare che si andrebbe in pensione di vecchiaia a 67 anni e 3 mesi di età, oppure in pensione di anzianità dopo aver versato 43 anni e 1 mese di contributi (42 anni e 1 mese per le donne).
[advBanner]Al che, se i sindacati già mugugnano e molti italiani, magari, già progettano di espatriare, il sottosegretario al Lavoro, il leghista Claudio Durigon, subito si è affrettato ad annunciare che il Governo bloccherà quest'aumento.
[advBanner]Ma c'è da fidarsi?
[advBanner]Per Simona Ventura, sì: la showgirl, superati i problemi di salute che ha avuto, ha prima confidato che con il suo Giovanni conta di lavorare per un'altra decina d'anni, poi di trasferirsi al mare. E alla domanda mica vorrà andare in Portogallo come tanti pensionati per pagare meno tasse? ha risposto così:
[advBanner]E insomma: senza scomodare il ministro dell'Economia del secondo governo Prodi, Tommaso Padoa Schioppa, quando disse che le tasse erano "una cosa bellissima", Super Simo può definirsi davvero un'arci italiana. Non solo perché non pensa minimamente a lasciare il nostro Paese. Ma anche per le risposte che diede in un'altra intervista, questa volta televisiva, nel corso di "Belve", il programma di Francesca Fagnani.
[advBanner]Era il 2018. E l'Italia era appena uscita dalle elezioni politiche che non avevano indicato chiaramente una coalizione vincente. Stava nascendo, però, il governo giallo-verde, il primo di Giuseppe Conte basato sull'alleanza tra Movimento Cinque Stelle e Lega.
[advBanner]Fagnani, quindi, la mise così: “Lei non ha mai detto per chi ha votato. Però durante i giorni della crisi per la formazione del governo ha sentito l’esigenza di scrivere un tweet che le leggo: ‘Io proverei a far lavorare le forze che hanno vinto le elezioni, vogliamo Savona!’. Perché ha sentito questa necessità?”
[advBanner]Ora: giova ricordare che Paolo Savona era l'economista, allora già 81enne, che la Lega voleva piazzare come ministro dell'Economia. Sennonché Mattarella si oppose alla sua nomina in quel dicastero in quanto era conosciuto come un anti-euro e un anti-Unione Europea. Per ricomporre il puzzle governativo, quindi, i tempi si dilatarono più del solito. E per questo Simona Ventura, alla domanda della Fagnani, rispose così:
[advBanner]Sta di fatto che Fagnani non si accontentò di questa risposta e incalzò la show girl: il suo cuore batte ancora per la Lega?
[advBanner]Ancora la Fagnani: “Quale persona, se possiamo chiederle?”
[advBanner]E chissà, allora, se sette anni più tardi, la prossima pensionata Simona Ventura non abbia dichiarato di voler rimanere in Italia fidandosi ciecamente del leghista Durigon.
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