11 Che malattia ha Francesca Mannocchi? La convivenza drammatica con la sclerosi multipla
01 Apr, 2025 - 17:31

Che malattia ha Francesca Mannocchi? La convivenza drammatica con la sclerosi multipla

Che malattia ha Francesca Mannocchi? La convivenza drammatica con la sclerosi multipla

Francesca Mannocchi, giornalista e scrittrice di fama internazionale, è nota per i suoi reportage dalle zone di guerra e per il suo impegno nel raccontare le storie di chi vive in condizioni di estrema difficoltà. Tuttavia, negli ultimi anni, la sua vita è stata segnata da una diagnosi che l’ha portata a confrontarsi con una nuova e personale battaglia: la sclerosi multipla. Questa malattia cronica e degenerativa ha trasformato il suo modo di vivere, lavorare e guardare al futuro. In questo articolo esploriamo cosa significa convivere con questa patologia attraverso le parole e le esperienze della stessa Mannocchi.

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Francesca Mannocchi e la scoperta della malattia

La scoperta della malattia è avvenuta in modo improvviso e traumatico. Durante un viaggio a Palermo per un’inchiesta, Francesca Mannocchi si è svegliata una mattina rendendosi conto che metà del suo corpo non rispondeva più agli stimoli. Dopo mesi di esami e indagini mediche, è arrivata la diagnosi: sclerosi multipla, una malattia autoimmune che colpisce il sistema nervoso centrale, causando infiammazioni che possono danneggiare il cervello e il midollo spinale.

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La sclerosi multipla è una patologia imprevedibile. Può manifestarsi con sintomi diversi da persona a persona, come perdita di sensibilità, debolezza muscolare, problemi di coordinazione o disturbi visivi. Per Mannocchi, la diagnosi ha rappresentato uno spartiacque nella sua vita, obbligandola a ridefinire le sue priorità e a confrontarsi con l’incertezza del futuro.

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L’impatto della malattia sulla vita quotidiana

La convivenza con la sclerosi multipla ha cambiato profondamente il modo in cui Francesca percepisce il tempo e il suo corpo. In un’intervista ha raccontato come questa malattia abbia “scomposto” la sua vita: “Non sei mai preparato. Cambia tutto: il modo in cui pensi al tempo, al tuo corpo e alle relazioni con gli altri”. La natura imprevedibile della patologia rende difficile pianificare il futuro, poiché ogni giorno può portare nuove sfide fisiche ed emotive.

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Essendo madre di un bambino piccolo, Mannocchi ha condiviso le sue paure più intime: non poter correre mai più con suo figlio o non sapere se potrà continuare a svolgere il lavoro che ama. Questi timori si intrecciano con un senso di responsabilità verso se stessa e gli altri, spingendola a riflettere sul valore della salute come diritto fondamentale.

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Un racconto personale in “Bianco è il colore del danno”

L’esperienza della malattia è diventata anche materia narrativa per Francesca Mannocchi. Nel libro Bianco è il colore del danno, pubblicato nel 2021, la giornalista racconta la sua vita prima e dopo la diagnosi. Il libro non è solo una testimonianza personale ma anche un invito a riflettere su temi universali come la fragilità umana, l’importanza del sistema sanitario pubblico e la necessità di affrontare la malattia senza vergogna.

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Attraverso una scrittura intima e potente, Mannocchi esplora le implicazioni sociali e politiche della sclerosi multipla. Racconta come essere malati significhi anche confrontarsi con le carenze del sistema sanitario: liste d’attesa interminabili, costi elevati delle terapie e difficoltà nell’accesso alle cure. Questi temi sono centrali nel suo impegno pubblico per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di sostenere la ricerca scientifica e garantire un sistema sanitario equo.

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Il rapporto tra malattia e lavoro

Nonostante le difficoltà fisiche ed emotive legate alla sclerosi multipla, Francesca Mannocchi non ha smesso di lavorare come giornalista. Continua a viaggiare in zone di conflitto e a raccontare storie che spesso passano inosservate nei media tradizionali. La sua determinazione a non farsi definire solo dalla malattia emerge chiaramente nelle sue parole: “Io non sono malata. Io ho una malattia”.

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Questa distinzione riflette il desiderio di mantenere la propria identità al di là della diagnosi medica. Per Mannocchi, il lavoro rappresenta non solo una passione ma anche un modo per riaffermare la propria autonomia in un contesto in cui la malattia può facilmente ridurre le persone alla loro condizione fisica.

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Un messaggio politico e sociale

Francesca Mannocchi utilizza la sua esperienza personale per lanciare un messaggio più ampio sulla necessità di tutelare i diritti dei pazienti cronici. In occasione della Giornata Mondiale della Sclerosi Multipla, ha sottolineato l’importanza della responsabilità collettiva nel garantire l’accesso alle cure per tutti: “Nessuno si cura da solo. Servono strutture, ricerca, soldi, progetti, cultura”.

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Ha anche denunciato le disuguaglianze nel sistema sanitario italiano, raccontando episodi personali come l’impossibilità di ottenere una risonanza magnetica in tempi brevi attraverso il Servizio Sanitario Nazionale. Queste esperienze evidenziano quanto sia urgente investire nella sanità pubblica per evitare che i pazienti siano costretti a rivolgersi al privato a costi elevati.

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