10 Come è morta suor Paola D'Auria? La malattia che ha strappato alla vita la religiosa super tifosa della Lazio
02 Apr, 2025 - 06:08

Come è morta suor Paola D'Auria? La malattia che ha strappato alla vita la religiosa super tifosa della Lazio

Come è morta suor Paola D'Auria? La malattia che ha strappato alla vita la religiosa super tifosa della Lazio

La notizia della morte di suor Paola D’Auria, avvenuta il 1° aprile 2025, ha lasciato un vuoto profondo nel cuore di chi l’ha conosciuta e amata. Religiosa delle Suore Scolastiche Francescane di Cristo Re, Suor Paola è stata una figura iconica non solo per la sua fede e il suo impegno sociale, ma anche per la sua passione per la Lazio, che l’ha resa celebre al grande pubblico. 

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Suor Paola: malattia e causa della morte

Suor Paola si è spenta nella sua stanza del convento a Roma, in via Monti della Farnesina, dopo aver lottato per mesi contro un male incurabile. Le sue condizioni si erano aggravate rapidamente nel pomeriggio del 1° aprile, portandola alla morte poche ore dopo. La religiosa aveva affrontato la malattia con coraggio e dignità, continuando fino all’ultimo a essere un punto di riferimento per la sua comunità e per l’associazione da lei fondata, la So.Spe (Solidarietà e Speranza), che si occupa di sostenere giovani in difficoltà, detenuti e vittime di violenza e povertà.

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Il suo impegno sociale non si era mai fermato, nemmeno durante i periodi più difficili della sua malattia. Il dolore per la sua perdita è stato condiviso non solo dai fedeli e dai beneficiari del suo lavoro caritatevole, ma anche dalla comunità sportiva, in particolare dai tifosi della Lazio, che hanno sempre visto in lei un simbolo di passione e dedizione.

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Suor Paola: origini e genitori

Nata il 27 agosto 1947 a Roccella Jonica, in Calabria, Rita D’Auria – questo il suo nome di battesimo – proveniva da una famiglia modesta. Poco si sa dei suoi genitori e dei suoi fratelli o sorelle, ma è noto che la sua decisione di entrare in convento non fu inizialmente accolta con favore dalla famiglia. A soli vent’anni si trasferì a Roma per seguire la sua vocazione religiosa, scegliendo il nome "Paola" in onore della conversione di San Paolo sulla via di Damasco, avvenuta il 25 gennaio, giorno in cui anche lei sentì forte il richiamo alla vita consacrata.

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Nonostante le difficoltà iniziali con i suoi familiari riguardo alla scelta vocazionale, suor Paola trovò nella sua comunità religiosa una nuova famiglia spirituale. Il suo legame con i poveri e gli emarginati divenne il fulcro della sua missione cristiana.

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Biografia di Suor Paola

La vita di suor Paola è stata caratterizzata da una straordinaria combinazione di fede religiosa e passione sportiva. Dopo essere entrata nel convento delle Suore Scolastiche Francescane di Cristo Re a Roma negli anni ’60, iniziò a dedicarsi all’insegnamento presso l’Istituto Sacro Cuore di Gesù alla Farnesina. Nel 1998 fondò l’associazione So.Spe (Solidarietà e Speranza), con cui offrì aiuto concreto a giovani in difficoltà, detenuti e vittime di violenza domestica.

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La grande popolarità arrivò negli anni ’90 grazie alla trasmissione televisiva Quelli che il calcio, dove rappresentava con entusiasmo i colori biancocelesti della Lazio. La sua presenza carismatica e il suo sorriso contagioso conquistarono il pubblico italiano. Tuttavia, la televisione fu solo uno dei tanti strumenti con cui suor Paola portò avanti la sua missione: organizzava tornei sportivi per coinvolgere i giovani delle periferie romane e promuoveva eventi benefici per raccogliere fondi destinati ai più bisognosi.

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Tra i riconoscimenti ricevuti durante la sua vita spicca il titolo di Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana nel 2021, conferito per il suo instancabile impegno sociale. La sua casa-famiglia So.Spe divenne un rifugio sicuro per ragazze madri, bambini vittime di violenza domestica e persone emarginate dalla società. Grazie ai fondi dell’8x1000 e al supporto della diocesi romana, suor Paola riuscì a realizzare strutture protette come il “Piccolo rifugio So.Spe”.

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Oltre al lavoro sociale, suor Paola era profondamente legata al mondo del calcio. La Lazio le ha reso omaggio definendola “fervente religiosa ed orgogliosa ambasciatrice della Lazialità”. Durante gli anni della gestione Lotito, organizzò numerose cene benefiche coinvolgendo calciatori biancocelesti come camerieri d’eccezione per raccogliere fondi destinati ai meno fortunati.

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Suor Paola lascia un’eredità immensa fatta di amore per il prossimo e dedizione instancabile verso gli ultimi. Il suo esempio continuerà a ispirare non solo i membri della congregazione religiosa cui apparteneva ma anche tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerla o beneficiare del suo operato.

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