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Rimbalza sulle testate il nome di Lino Zani, soprattutto oggi, 2 aprile 2025, nel ventesimo anniversario della morte del Pontefice e l'arrivo su Rai1 di "Non avere paura", liberamente ispirato proprio al suo libro. Una figura che ha legato la sua vita alle vette delle montagne e, sorprendentemente, anche alla storia di Papa Giovanni Paolo II. Ma chi è questa personalità così inscindibile da Papa Wojtyla?
[advBanner]Oggi, Lino Zani è conosciuto per esser un volto della tv italiana, con le sue apparizioni a "Linea Bianca", ma è stato soprattutto uno degli amici più cari del Pontefice. Ecco cosa sappiamo di lui.
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Nato nel 1957 a Temù, in Val Camonica, Zani ha 68 anni ed è un esperto alpinista, scrittore e conduttore televisivo. L'adolescenza e la giovinezza le ha passata in alta montagna, dove ha gestito - insieme ai genitori - un rifugio estivo.
[advBanner]La sua notevole esperienza con le vette più alte lo ha messo a caso di spedizioni in tutto il mondo, fra cui anche quella ai Poli con l'inimitabile Mike Bongiorno, oltre a organizzare, per ben 10 anni, gare internazionali di cani da slitta per Alpirod.
[advBanner]Per qualche anno, inoltre, Lino Zani è stato anche Consulente del Ministero per gli Affari Regionali in materia di Montagna e si specializza anche come location manager, gestendo le produzioni di diversi film e spot pubblicitari.
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Dopo l'incredibile incontro con Papa Giovanni Paolo II e la sua morte, decide, nel 2011, di mettere su carta i suoi ricordi insieme al Pontefice nel libro "Era Santo era Uomo", dal quale è stato tratto anche il film "Non avere paura - Un'amicizia con Papa Wojtyla", in onda su Rai1.
[advBanner]Nel 2017 Lino Zani è stato nominato Mountain Partnership Goodwill Ambassador per l'Italia in occasione della Giornata Internazionale della Montagna dello stesso anno, durante il Meeting Globale della Mountain Partnership presso la FAO a Roma.
[advBanner]Tuttavia, la cosa che lo ha reso più celebre agli occhi degli italiani è stato un incontro che ha segnato il suo destino e quello di un'icona della Fede: quello con Wojtyla, un legame che si è consolidato nel corso degli anni.
[advBanner]Il magico incontro tra Lino Zani e Papa Giovanni Paolo II, infatti, ha avuto inizio nel 1984 e ha continuato a crescere, creando un’amicizia che ha resistito fino alla morte del Papa, avvenuta il 2 aprile 2005.
[advBanner]Giovanni Paolo II, in visita segreta, atterrò su queste montagne insieme al presidente Sandro Pertini. Zani racconta che quell’incontro, pensato inizialmente come una vacanza tranquilla e riservata, divenne pubblico quando l’elicottero di Pertini atterrò vicino al rifugio di Zani, portando con sé una delle figure più iconiche della storia recente.
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Eppure, quella visita, di segreto non ha avuto nulla, anzi, è stata l'inizio di una frequentazione assidua. Come ha raccontato lo stesso Zani nel suo libro, è stato grazie a quella prima conversazione davanti a un semplice piatto di strozzapreti, che è nata un’amicizia sincera e profonda.
[advBanner]Da quel primo incontro, Lino Zani diventa un confidente per Giovanni Paolo II, non solo la guida per quelle splendide vette innevate. La stessa montagna diventa il porto sicuro del Pontefice, dove trascorrere il tempo in silenziosa riflessione, lontano dalle luci dei riflettori.
[advBanner]Ma, soprattutto, il luogo dove potersi dedicare senza remore alla sua passione per lo sci:
[advBanner]Queste le parole di Zani in un’intervista a "La Repubblica", aggiungendo che ogni volta che il Papa si fermava a pregare, sembrava essere "altrove", in comunione con Dio. Ad accomunare il Pontefice e l'alpinista un profondo amore per la montagna, che li ha portati spesso a condividere importanti lezioni di vita.
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Tra gli aneddoti che coinvolgono i due, è quello che Zani ricorda con più emozione: dopo aver scalato una montagna da 8.000 metri, mostrò al Papa una foto della vetta. Wojtyla gli chiese, incuriosito, perché volesse arrivare così in alto, e Zani rispose: "Volevo sapere cosa c'era dall'altra parte della cima". Il Papa, con la sua saggezza, gli disse: "Dall’altra parte si può andare una volta sola, mentre dalla cima si può solo scendere".
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