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E se alla fine il campo largo lo facesse Giorgia Meloni al posto di Elly Schlein? Sarebbe il colmo, ma è nelle cose: in fondo, ha più probabilità il centrodestra di allargarsi rispetto al centrosinistra.
[advBanner]Il discrimine lo fa innanzitutto la politica estera: il Pd oggi rivendica compattezza per aver votato contro l'emendamento del riarmo a Bruxelles e sostiene, con il fiuto politico di Sandro Ruotolo, che è il centrodestra ad essere arrivato alla frutta in quanto si è posto davanti al medesimo documento con tre diverse posizioni. Ma bisogna pur sempre ricordare che, in Italia, la maggioranza di governo si è mostrata sempre compatta quando si è trattato di votare a favore degli aiuti militari a Kiev; posizione che da sempre, invece, spacca il centrosinistra.
[advBanner]Inoltre, appena la scorsa settimana, il centrodestra ha dato in Parlamento il via libera a Giorgia Meloni per portare sul tavolo europeo dei cosiddetti volenterosi la posizione più gradita alla premier.
[advBanner]Quindi? Non è uno scenario da fantapolitica immaginare che quello dello scorso fine settimana al congresso di Azione sia stato solo un ammiccamento solitario tra Giorgia Meloni e Carlo Calenda.
[advBanner]La premier, con uno scenario internazionale sempre più preoccupante anche per la questione dei dazi, potrebbe allargare il perimetro della sua maggioranza ai liberali che finora le hanno fatto opposizione. Infatti anche all'interno di Italia Viva non tutti hanno gradito, per usare un eufemismo, la giravolta delle giravolte a firma Renzi-Boschi, quella secondo la quale rispetto al governo Meloni sarebbe preferibile anche un nuovo esecutivo a guida Giuseppe Conte.
[advBanner]E insomma: ci sono due scene che descrivono perché potrebbe avere più possibilità Giorgia Meloni di Elly Schlein a formare il campo largo. La prima è stata registrata sabato scorso, al congresso di Azione, dove la premier è stata riempita di applausi e si è ritrovata come a casa
[advBanner][advBanner]La seconda, invece, promette di essere immortalata sabato prossimo, alla manifestazione per la pace del Movimento Cinque Stelle. Ieri, Giuseppe Conte ha invitato a farne parte anche il Partito Democratico. Ma Elly Schlein non sa ancora che pesci prendere. Una delegazione dem ci sarà. Ma non si sa ancora se sarà guidata dalla segretaria.
[advBanner]In realtà, al di là del pensiero di Ruotolo di oggi (secondo il quale il Pd è bello compatto), i dem rimagono spaccatissimi sulla questione che, evidentemente, si riversa anche nella politica interna.
[advBanner]I dem del consiglio regionale della Lombardia, ad esempio, non hanno partecipato al voto di una mozione del Movimento Cinque Stelle del Pirellone che ricalcava la linea di Conte sul riarmo.
[advBanner]Ma non solo: Azione continua a flirtare con il centrodestra, tant'è che sempre ieri, in commissione Bilancio alla Camera, la risoluzione di maggioranza che tratteggia la cornice del nuovo Def è stata approvata con i voti del centrodestra, il no delle opposizioni e l'astensione del partito di Calenda che, in Senato, non ha aderito nemmeno a una mozione del centrosinistra sullo stesso tema.
[advBanner]E allora, stringi stringi, chi ha più possibilità di allargare la coalizione? Giorgia Meloni o Elly Schlein? Sempre ieri, il dubbio è venuto anche al giornalista del Corriere della Sera Tommaso Labate
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Appunto: non è che il piano che non è mai riuscito a Elly Schlein e a Giuseppe Conte sta riuscendo a Giorgia Meloni? Anche perché è vero che Maria Elena Boschi e Matteo Renzi ormai stanno rinnegando se stessi pur di sedere al tavolo del centrosinistra, con l'ex ministra delle riforme costituzionali che si è spinta a dire che meglio del governo Meloni sarebbe anche un terzo esecutivo a guida Conte. Ma molti di Italia Viva hanno strabuzzato gli occhi sentendo quest'affermazione.
[advBanner]E intanto, arriva un messaggio forte e chiaro da Forza Italia: Raffaele Nevi, portavoce di Antonio Tajani, intervenendo oggi a Sky Start, l'ha messa così:
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